martedì 17 novembre 2020
Cosa ci si aspetta da noi?
Etichette: Consigli, Fantascienza, Libri
venerdì 22 maggio 2020
Devs
Sembrerebbe poco avvincente, ma l’elemento in più è che quella sezione è altamente riservata e fa ricerca pionieristica sull’informatica quantistica. Nel reparto crittografia dell'azienda lavora anche la fidanzata del giovane, si chiama Lily ed è interpretata da Sonoya Mizuno che avevamo già apprezzato in Ex Machina. Sarà presto lei a diventare la protagonista della vicende.
Una critica che voglio fare è che la si potrebbe definire una mini serie “a parentesi” nel senso che la parte centrale è un po’ debole e per il racconto poteva bastare anche solo l’apertura e la chiusura, quindi se ne sarebbe potuto fare un film, ma dato che il formato serie ormai è molto richiesto… E allora si poteva sviluppare meglio quella parte centrale, con più contenuto sostanziale, dando un po’ di storia anche ai personaggi secondari e soprattutto ampliando il discorso teorico (spunti ce n’erano) facendone quindi una serie più lunga. Con il rischio di diventare poi troppo pesante per certo pubblico? Beh, forse si poteva osare.
Etichette: Alex Garland, Fantascienza, SerieTV, Thriller
giovedì 24 ottobre 2019
Film recenti su Intelligenza Artificiale - [Linux Day 2019]
Concludo con una piccola curiosità, ci sarebbe già stato un contatto diretto tra film e una forma di intelligenza artificiale, si tratta del corto Sunspring che è stato girato basandosi su una sceneggiatura scritta da una rete neurale LSTM chiamata Benjamin. Il discutibile risultato si può vedere qui, dura 9 minuti.
Etichette: Fantascienza, Linux Day, Liste
lunedì 29 aprile 2019
Love, Death & Robots
Forse scegliere una strada come quella che seguì Animatrix poteva essere più interessante, ossia creare ministorie autonome che condividono però un universo comune. Si sarebbe così potuto far lievitare le piccole parti in qualcosa di più corposo.
Etichette: Animazione, Fantascienza, SerieTV
giovedì 14 maggio 2015
Finalmente un film su un futuro distopico
Homer e Nonno Simpson entrano in un cinema dove proiettano The Exhaustibles 3: arthritis will unite us, simpatica storpiatura e presa in giro del filone de I Mercenari (The Expendables), ma la vera chicca deve ancora arrivare.
Etichette: Fantascienza, Liste
mercoledì 1 ottobre 2014
Il nuovo Dylan Dog parte con citazioni del Cinema di Fantascienza
A me quest'avventura dell'Indagatore dell'incubo non ha fatto venire il "mal di spazio" come augurato da Recchioni, ma un po' di mal di pancia e un reflusso di nostalgia dei primi anni '90, gli anni d'oro di Dylan Dog.
Dopo questo ennesimo input vorrei proprio recuperare Solaris di Tarkovsky nell'attesa che prima o poi un film su Dylan Dog – degno di essere visto – lo girino.
Etichette: Fantascienza, Horror, Varie
lunedì 25 marzo 2013
Datemi una dose di celebrità - Antiviral
Brandon poteva fare una tranquilla vita di rendita e invece sceglie una via di mezzo: segue le orme del padre e ne fa il suo ispiratore. Per essere precisi questo suo primo film ricorda in certi tratti Il pasto nudo, Videodrome, eXistenZ. Quindi il riferimento è il David Cronenberg invischiato nel corpo mutante, non quello più recente che si destreggia in fiumi di parole.
Se nei temi e nell'estetica si sentono pesanti le influenze paterne, nel complesso tecnico manca la “stoffa”. La sensazione che mi ha lasciato il film e quella che si prova con quelle persone, specie giovinetti, che si vestono “da” per sembrare quello che vorrebbero essere, ma che non riempiono quei tessuti con una propria personalità.
Si potrebbe anche leggere tutta la faccenda in modo metacinematografico, ossia fare un parallelismo della storia come espressione dell'amore-odio per l'inevitabile "influenza" paterna, ma non dona niente al film se non un po' di comprensione per una condizione scomoda. Sgradito
Etichette: 2012, Brandon Cronenberg, Fantascienza, Horror, Sgradito
domenica 30 settembre 2012
Quali sono i Supereroi? - The Avengers
Una delle cose che si può riscontrare è l’ironica celebrazione dell’inutilità del soldato Capitan America, eroe vecchio stampo di una società superata, anzi praticamente appartenente ad un’era geologica diversa, infatti deve essere scongelato. Al “vecchio” Capitan Findus gli si lascia l’illusione di comandare, ma nella pratica è soppiantato dall’unico vero supereroe in grado di compiere l’azione salva StatiUniti/Mondo, colui che si staglia sugli altri (costretti a rimanere a terra), ossia il possessore di capitale, l’egocentrico, il tecnologico e, a detta sua, filantropo - perché vuole piacere a tutti e quindi deve essere amato anche da chi è povero -, sto ovviamente parlando di Tony Starks, alias Iron Man.
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martedì 22 maggio 2012
Roger e la distopia del metrò - Metropia
Lo scenario della vicenda è l’Europa del 2024, il territorio è attraversato da un’immensa rete metropolitana che collega tutte le grandi città, ma sono tempi tristi, post crisi economica ed energetica. La Trexx, una grossa multinazionale, dirige le sorti dei (pochi) abitanti del vecchio continente e sta lanciando un nuovo shampoo con un ingrediente speciale.
Roger è un ordinario impiegato in un call center e prova una flebile resistenza al sistema, si rifiuta di usare il metrò e va a lavoro in bicicletta. Una notte sente una voce nel suo cervello, si troverà pedina di un complotto.
La trama parte da una classica ambientazione distopica che non prende spessore focalizzandosi su due-tre elementi e tesse, in una manciata di personaggi, un gioco di potere semplice nei tratti, ma poco comprensibile nella realizzazione e ancora meno credibile per la semplicità d'esecuzione.
Alla fine rimane apprezzabile l'artistica animazione digitale che ben riesce a rappresentare il clima grigio, pesante, senza speranza di una società controllata e scaduta, purtroppo sopprime anche la speranza di un film che vada oltre la sufficienza. Gradito
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martedì 15 maggio 2012
Grazie, prego, scusi; non tornerò - Agente Lemmy Caution, missione Alphaville
La tecnocrazia dell'elaboratore elettronico è una dittatura pulita che non esce dai "binari", il dialogo con il mondo dominato dalla freddezza dei calcoli non può esserci e comunque il nostro agente Lemmy dichiara d'essere troppo vecchio per mettersi a discutere, l’unica forza che gli rimane contro la fatalità è sparare.
Alpha 60 sconfitto sembra comprendere e accettare la propria distruzione riconoscendo all'agente il diritto di rappresentare la realtà, si manifesta quindi un atto di coscienza della macchina, un senso di inadeguatezza... Ma allora forse era possibile un dialogo?
Siamo contenti quando la moretta Karina non più soggiogata riesce a provare un'emozione e pronunciare il suo amore, ma la vita in balia dei sentimenti e degli istinti porta con sé anche pathos ed egoismo.
L'istituzionale esecuzione di romantici e poeti nella piscina a opera dell'autorità è chiaramente condannabile, ma il nostro eroe-agente che fa impazzire e poi lascia gli abitanti della città al loro destino fuggendo e mettendosi in salvo con la sua bella, no? Gradito
Etichette: 1965, Fantascienza, Gradito, Jean-Luc Godard
giovedì 2 giugno 2011
La saga di Alien
Per l'occasione sperimento una nuova forma iper-ridotta per le visioni: i finti haiku.
Alien
Il Nostromo presta aiuto,scopri quello che non dovresti scoprire.
Ne rimarrà uno solo.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |
Aliens - Scontro finale
Dialoghi: nostalgia del muto.Movimenti limitati e soffocati,
rincorri la scia del suc-cesso.
Nauseato
| Reg: 5 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 6 |
Alien³
Prima parte superiore,Fincher fa le prove per Seven.
Pessimismo al cubo senza fuga.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 6 |
Alien: La clonazione
Etichette: 1979, 1986, 1992, 1997, David Fincher, Fantascienza, Gradito, Horror, James Cameron, Jean-Pierre Jeunet, Nauseato, Ridley Scott, Sgradito, Splatter
domenica 20 marzo 2011
Il mondo dei replicanti
Nel 2054 il 98% della popolazione mondiale rimane per la maggior parte del tempo stesa a letto e tramite un casco comanda il proprio replicante facendogli svolgere le mansioni quotidiane.Dopo 14 anni dall'avvento dei surrogati si può considerare attuata una vera è propria evoluzione. I vantaggi che ne sono derivati sono molteplici, in primis ci si può presentare fisicamente proprio come si desidera e poi si surrogano anche eventuali incidenti al proprio alter ego robotico che basterà riparare o rimpiazzare.
Da non trascurare le implicazioni sociali e sull'ordine pubblico: non ci sono più stati omicidi e i reati sono ridotti al minimo. Almeno fino ad oggi, quando l'uccisione di un replicante si è trasferita al suo proprietario liquefacendogli il cervello.
Un poliziotto indaga sull'inaspettato evento e complice la sua situazione familiare inizia a dubitare che il mondo patinato e plasticoso dei surrogati sia la manna dell'umanità. I fatti lo guideranno all'evidenza del rischio che comporta affidare la vita ai surrogati, e quindi ai loro produttori.
Il mondo dei replicanti, o dei surrogati, com'era nel titolo originale che rende meglio l'idea di come siano da intendere questi androidi dalle sembianze umane, potrebbe sembrare un racconto di Philip K. Dick, scrittore di fantascienza che ha offerto ottimi spunti soventemente sprecati dal cinema. Invece questo film è tratto da una graphic novel scritta da Robert Venditti e disegnata da Brett Wendele, ma anche in questo caso la realizzazione non è stata degna ed ha lasciato in secondo piano, svilendolo, il sotto-testo morale e sociologico.
Tanti sono i possibili spunti di riflessione e sviluppo che la trama offrirebbe e a dire il vero vengono toccati anche nel film, ma per schiacciarli o ridurli a sterili ridondanze. Occasione sprecata.
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 5 | Sce:4 | Son: 6 |
Etichette: 2009, Fantascienza, Jonathan Mostow, Sgradito
domenica 20 febbraio 2011
Inception
L’ultimo furto non è andato benissimo, ma la vittima, il ricco e potente Saito, gli fa una controproposta con una contropartita che non può rifiutare.
Cobb invece di rubare un’informazione dovrà innestare un’idea nella mente di qualcuno e in cambio potrà rivedere i figli che da tempo non può avvicinare a causa del suicidio della moglie Mal che ha fatto sembrare il gesto come un omicidio da lui compiuto.
Ma tanti altri sono i parenti, più o meno stretti, che il film di Nolan può “vantare”, o che il regista ha voluto citare, e si può affermare senza possibilità di smentita che Inception non è nemmeno un film originale. Tanto per fare qualche titolo si raccolgono idee da: Paprika, eXistenZ, Donnie Darko, Vanilla Sky, Il tredicesimo piano, Dark City, Mission: Impossible, 007 (la scena della motoslitta è veramente mal girata) e dal libro del 1966 Il signore dei sogni.
Inception riesce a catturare, oltre che visivamente, soprattutto grazie all'architettura della storia e alla colonna sonora perfetta. Esteticamente mi ha dato però una sensazione un po' decadente considerato che è tutta una lievitazione, un esponenziale, di trovate già viste.
Nell'analizzarlo si può essere condizionati dalla filmografia del regista e interpretarlo per concetti generici oppure si può ricercare nella sceneggiatura un senso logico, a mente fredda, per indagarne gli elementi, metterli in relazione e quindi inevitabilmente in discussione.
Se provo a ordinare i pezzi vedo incoerenze e nonostante le spiegazioni delle regole del gioco siano costantemente fornite nel racconto, si rivelano in realtà contraddittorie o poco sensate. Proprio il fatto che siano inserite con esplicite scene e dialoghi manifesta la necessità di far leva nello spettatore e illuderlo a credere, gli insegnano che quanto vedrà è motivato, quindi coerente. Cosa che invece non è, è solo funzionale, si tratta di un “prestigio”.
Il merito quindi di questa sceneggiatura è nella capacità di creare efficacemente il suo mondo. Ti dice che le cose funzionano così, devi solo ascoltarlo, senza domandarti se reggono, è una pappetta pronta da deglutire.
Questo è un altro motivo per cui, per me, Inception non può ritenersi all’altezza del citato Matrix: la razionalità della matrice ha un suo perché, la razionalità piegata dei sogni nolaniani è pretestuosa.
A confermare questo approccio un po' subdolo c’è il furbo finale dove si rimarca la scelta dell'ambiguità. Infatti la scena è costruita per insinuare il dubbio, Cobb non si preoccupa della trottolina, il suo totem, e corre ad abbracciare i suoi figli che sono nella stessa posizione dei ricordi nei suoi sogni (*). Sembra volerci suggerire che l'importante è la sua liberazione da un’idea (Mal) e l'aver raggiunto il “sogno” di rincontrare i suoi figli.
Quindi non è importante se la felicità sia raggiunta nel sogno o nella realtà, ma perché ciò sia possibile bisogna essere inconsapevoli o disinteressati. È la linea di Mal: «non è importante quello che sai, ma quello che credi». In poche parole se non ti accorgi dell’inganno ritieni che l'illusione sia il vero e quindi l'inganno non esiste.
Il creare questo alone di incertezza nel finale, che insinua il dubbio se Cobb sia nel reale o meno (*), rimarca anche un’evidenza metacinematografica, ossia che un innesto lo fa Nolan sullo spettatore: il regista/architetto tramite un film/sogno innesta una sceneggiatura/idea nello spettatore.
Un personaggio in particolare simbolizza questo rapporto, è Arianna, colei che costruisce labirinti ma mitologicamente sa anche come districarli e infatti dipana la mente di Cobb accompagnandolo al confronto con Mal ed è proprio lei ad ucciderla sparandole.
Anche se Inception non mi ha convinto nella sua concezione, durante la visione il coinvolgimento è stato palpabile. Le incoerenze e ambiguità sono dissimulate da Nolan che riesce ad iniettare nello spettatore ansia e meraviglia, il peso ossessivo di un'idea e la catarsi liberatoria di un'altra.
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 9 |
• IL TOTEM E LA TROTTOLA
Un totem serve a capire che non sei nel sogno di un altro (così viene detto nel film). Solo tu conosci il peso e la bilanciatura di quello specifico oggetto e quindi uno non può “progettarlo” identico e per mantenere questa particolarità non puoi farlo toccare ad altri.
Nel sogno fatto su Saito lui si accorge di essere in un sogno quando è a contatto con un tappetino che conosce nella realtà ma che sente diverso: praticamente quel tappeto ha l'effetto di un totem.
La trottola è il totem di Cobb (prima era quello di Mal) e girando sul tavolo nel finale insinua il dubbio se siamo o meno nella realtà perché non vediamo se si ferma.
Cosa importa a noi se si ferma?
In teoria non ci sarebbe motivo per cui non dovrebbe cadere, gli altri totem mica girano per funzionare (Arianna ha un pezzo degli scacchi modificato, Arthur un dado truccato). È maneggiandolo che uno può capire se è in un sogno, anzi ancora meno, se è in un sogno architettato da un altro, perché nel proprio sogno il totem potrebbe esserci ed essere ricostruito e percepito perfettamente, dato che lo conosciamo.
Io però faccio anche un'altra considerazione: come viene improvvisamente fatto comparire un super fucile nel sogno di un altro («non devi aver paura di sognare in grande»), un estrattore potrebbe importare nel sogno il suo totem con le sue proprietà e quindi renderlo inutile.
Ma torniamo al perché ci poniamo il dubbio che la trottola non si fermi.
Cobb aveva detto ad Arianna che l'idea del totem era stata di Mal e che «nel suo sogno la trottolina girava senza fermarsi». Mal nasconde nel sogno la trottolina in una cassaforte, il significato è il suo non voler tornare alla realtà, però se il sogno è suo la trottola deve girare normalmente perché ne conosce le proprietà, se il sogno è di Cobb lei potrebbe aver portato dentro il sogno la trottolina, ma anche in questo caso ne conosce le proprietà.
Insomma non ha senso, però tutto l'ambaradan fa “scena”.
• I FIGLI DI COBB
La scena finale che vuole insinuare il dubbio sul ritorno al reale (sensazione che si prova anche nella fuga a Mubasa con i muri che si restringono) ricopia i ricordi di Cobb quando aveva lasciato i bambini in cortile e che abbiamo già visto. In realtà i bambini sono “diversi", sono cresciuti, la cosa è evidente per la bambina (vedi immagine qui sotto, a sinistra i ricordi nel sogno e a destra il finale), ma anche dalle informazioni sul cast del film dove si può vedere che i piccoli attori usati sono quattro.

• LA FISICA DEI SOGNI
Non c’è motivo per cui le persone invecchino fisicamente nel sogno. È ancora una volta una scelta artistica. Questa trovata non ci permette di escludere che la scena finale sia un sogno: i bambini potrebbero essere "invecchiati" nel sogno.
• ASSURDITÀ
Saito compra la compagnia aerea e l'hostess però è Cobb che mette il sonnifero nel bicchiere di Fischer. Lo fa lui! Non poteva servirgli l'hostess il bicchiere pronto? No la manovra, con il rischio di essere scoperto da Fischer, viene lasciata a Cobb.
Perché? Perché è più emozionante.
L'assurdità più grande però sta proprio alla base del film. Cobb aveva già impiantato un'idea, quella di essere dentro un sogno a Mal. Ma per quale motivo? Avrebbe potuto svegliarsi lui e quindi svegliarla o aspettare che si svegliasse lei, mica poteva rimanere per sempre addormentata.
• È TUTTO UN SOGNO
Ovviamente se ci sono assurdità e insensatezze si può sgattaiolare nel facile "è tutto un sogno", ma che razza di sogno sarebbe con questa complessità?
L'unico modo per dare delle giustificazioni è inserirlo nell'ottica metacinematografica già citata nel post, il film è un inception del regista che esplicita proprio seguendo uno schema da Scala di Penrose (partiamo con Saito vecchio e torniamo su Saito vecchio) la sua essenza paradossale e illusoria.
Etichette: 2010, Azione, Christopher Nolan, Deliziato, Fantascienza, Thriller
domenica 16 gennaio 2011
Watchmen
Sono passati alcuni mesi da quando ho visto Watchmen, dopo la visione ero un po’ disorientato, non riuscivo a dare un giudizio complessivo al film. Dal punto di vista visivo era molto efficace, Snyder difficilmente delude sotto questo aspetto, quello che mi lasciava perplesso era il mondo alternativo dei guardiani.La versione dei supereroi proposta è nettamente diversa da quella standard e non conoscendo nulla della graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons ero completamente impreparato. Sicuramente mi aveva suggestionato, la lunghezza del film (oltre le due ore e quaranta) e la continua sensazione che mi mancasse qualcosa per capire veramente la rappresentazione, mi avevano portato alla sua conclusione in uno strano torpore; tentavo di ragionare ma le sinapsi giravano a vuoto, come ovattate da quelle immagini dai colori saturi e contrastati.
Lo spazio temporale del racconto è un passato alternativo con una situazione politica che vede Richard Nixon eletto per la quinta volta Presidente degli Stati Uniti in un clima da Guerra Fredda, sull’orlo del disastro nucleare.
I supereroi sono persone “normali” che hanno deciso di mascherarsi e combattere il crimine, tranne Dr.Manatthan che dopo un incidente in laboratorio è dotato di immensi poteri ma lo stanno progressivamente allontanato dal sentirsi parte della condizione umana, portandolo ad un nuovo stato di coscienza e ad una costante malinconia.
Il gruppo ha avuto un ruolo importante nei trascorsi, ora hanno praticamente appeso la maschera al chiodo, senonché uno di loro viene assassinato.
Chi si sta muovendo contro la vecchia squadra?
Rorschach, l'ultimo guardiano ancora in attività, si mette ad indagare.
L'atmosfera noir viene intramezzata da momenti d'azione e dalla ricostruzione delle singole storie di vita dei guardiani. Un percorso che porterà però alla riflessione etica e politica sul genere umano.
La natura selvaggia dell'uomo spinge la sua specie verso l'autodistruzione. L'uomo più intelligente del mondo e quello più potente come si dovrebbero comportare nel momento in cui il passo di non ritorno fosse imminente? Dovrebbero intervenire? E se intervenissero cosa dovrebbero fare? Con quali compromessi? Si potrebbe basare la pace sociale sulla menzogna?
Il film dà la sua risposta, a me la visione ha lasciato una sensazione insolita: fra l'annoiato e l'affascinato.
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 8 |
Etichette: 2009, Azione, Drammatico, Fantascienza, Gradito, Zack Snyder
sabato 11 dicembre 2010
Resident Evil: Afterlife
Quarto capitolo, o sarebbe meglio chiamarlo quarto livello, della saga ispirata all'omonimo videogioco.Si riprende da dove avevamo lasciato, Alice coi suoi cloni, come promesso, attenta allo stabile sotterraneo dove si rifugia il capoccia della Umbrella Corporation che ovviamente riesce a scappare ma... Dopo un quarto d'ora dall'inizio del film Alice dovrebbe essere morta e pure il cattivone, è uno di quei "colpi di scena" farlocchi. In realtà dopo l'esplosione del caso Alice è viva e parte in biplano verso Arcadia ossia il leggendario territorio in Alaska che si dice non sia stato raggiunto dal virus.
Le cose si rivelano diverse da come sperava, dovrà riprendere nuove rotte ed entro la fine incontrerà anche chi credeva (ma dai, veramente?!) morto.
Visivamente stupefacente, certe scene sono proprio belle da bloccare i fotogrammi, ogni volta mi trovo a ripetere che la computer grafica è veramente potente. Ma la potenza è nulla senza il controllo, si diceva, e tanto sfoggio diventa patetico se, non solo non si ha nulla di interessante da dire, ma pure quel poco è imbarazzante.
L'unica trovata "originale" è l'autoironia nella scelta dei personaggi secondari presi del panorama tipico hollywoodiano: il divo muscoloso, la ragazza che voleva fare l'attrice ma lavora come cameriera, il produttore che ordina e il suo servile assistente. Peccato che sia una trovata mal usata che appare fuori luogo peggiorando ancor più la tenuta del film.
Si finisce in modo rozzo e con uno spropositato cliffhanger per il prossimo, quinto, episodio. Ops, livello.
| Reg: 6 | Rec: 4 | Fot: 8 | Sce: 3 | Son: 7 |
Etichette: 2010, Azione, Fantascienza, Horror, Paul W.S. Anderson, Sgradito
Resident Evil: Extinction
Terzo capitolo, o sarebbe meglio chiamarlo terzo livello, della saga ispirata all'omonimo videogioco.Dopo lo sterminio della maggior parte degli esseri viventi, provocato dal virus zombizzante, l'eroina Alice vaga per l'America prestando aiuto alle poche voci che lo reclamano via radio.
Le prime onde portano ad un tranello, le seconde a ritrovare vecchie conoscenze.
Nel frattempo l'Umbrella Corporation sta cercando di riprodurre cloni dotati delle capacità di Alice... ma disporre di un campioncino del suo sangue farebbe molto comodo.
Ci sono due idee buone che "sfuggono" ad un film che punta tutto su estetica e azione: la prima è il nomadismo come unico modo per rimanere vivi in un mondo in cui la minaccia è costante; la seconda è l'addomesticamento come forma di controllo più vantaggiosa rispetto al potere della soppressione.
A me l'ambientazione piace e Milla così agghindata pure, e anche se riconosco la pochezza del racconto, devo dire che ho trovato la visione piacevole.
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 4 | Son: 7 |
Etichette: 2007, Azione, Fantascienza, Gradito, Horror, Russell Mulcahy
mercoledì 8 settembre 2010
Splice
Clive ed Elsa sono giovani e brillanti ricercatori, fanno coppia anche nella vita privata e loro la vita la creano pure, in laboratorio, “partorendo” nuovi esseri che dovrebbero produrre miracolose proteine per curare le malattie dell’uomo.Le loro pratiche necessitano però di ingenti finanziamenti e senza risultati il rubinetto si chiude. Si lanciano quindi in un avventato esperimento: aggiungere ai loro composti animali un po’ di DNA umano. Nascerà Dern.
Vincenzo Natali è lo stesso regista di The Cube dove con poco era riuscito ad ottenere molto in atmosfera, qui c’è più materiale per quanto riguarda effetti speciali (grazie alla produzione by Guillermo del Toro) e un po’ d’aria cronenberghiana, ma è aria condizionata. Il tema trattato è quello delle implicazioni etiche legate alla scienza e alle pulsioni umane, una forza risultante che spinge oltre certi limiti, e quando ci si spinge oltre al conosciuto il giusto e il sbagliato possono confondersi.
In questo caso si aggiunge anche un fattore incognito e “non calcolato”, un punto di visto che emerge dopo “l’esperimento” e ne è proprio il suo compimento. Il risultato infatti non è una cosa, un numero, ma un essere in grado di una qualche coscienza.
Materiale interessante ce n’è, ma la sua gestione è fallimentare. La prima parte del film cattura grazie alla tensione che si crea intorno alla creatura e all’intrecciarsi con il lato psicologico dei due genetisti, comincia a vacillare quando inizia l’effetto Frankenstein di Dern che manifesta amore-odio verso i suoi creatori-genitori che diventano poi pure amanti. Sono proprio le confuse pulsioni sessuali della nuova creatura a dare una rapida svolta horror al film alla quale abbandonarsi con un blando sorrisetto consci che il film è naufragato.
Poco convincente anche l’evoluzione della creatura che da semi-pulcino si trasforma in umanoide attraente con le più svariate “abilità”: branchie, zampe che permettono salti da canguro, coda velenosa modello scorpione con iper-rigenerazione e non si fa mancare nemmeno le ali che spuntano dalla schiena come fossero fazzoletti dalle tasche.
La scienza genetica con intenti umanistici, ed economici, produrrà mostri… Anche Splice ha fatto la stessa fine (forse è geniale).
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 6 |
Etichette: 2010, Fantascienza, Horror, Sgradito, Thriller, Vincenzo Natali
domenica 5 settembre 2010
La Mosca
(*) Uno scienziato sperimenta il teletrasporto ma un imprevisto fa mischiare al suo DNA quello di una mosca causando una progressiva metamorfosi e il delirio.La mutazione, come ogni diversità, emargina l'uomo e al dolore insito in questa alterità c'è da aggiungere la solitudine che l'accompagna.
Arrivo tardi a questa visione e mi aspettavo di meglio, forse perché nel "ritardo" avevo già visto evoluzioni sullo stesso discorso che mi hanno fatto percepire il film come un po' limitato, senza niente da aggiungere. Sicuramente nel 1986 l'effetto sarebbe stato diverso, ma preferisco altri lavori di Cronenberg.
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 7 |
Etichette: 1986, David Cronenberg, Fantascienza, Horror, Recensione Flash, Sgradito
sabato 4 settembre 2010
Zathura - Un'avventura spaziale
(*) Nella locandina di Zathura c'è scritto "dai creatori di Jumanji" e guardando il film si denota subito la stretta parentela dato che ne sfrutta lo stesso identico schema: un gioco da tavolo trasforma la casa in un nuovo scenario dove materializzare una fantastica avventura formativa.In questa "partita" l'ambientazione non è la giungla, ma lo spazio, con degli elementi che richiamano alla fantascienza anni sessanta.
Praticamente un film per la famiglia che riesce a divertire aggiungendo un po' di classica morale, insomma una visione ideale per una serata del periodo natalizio.
| Non avevo segnato i voti |
Etichette: 2005, Avventura, Fantascienza, Gradito, Jon Favreau
giovedì 3 giugno 2010
The Sky Crawlers - I cavalieri del cielo
AVVERTENZA: il film è particolare e condizionato da un ritmo lento e dal momento in cui arrivano certi dialoghi, se non l’avete visto e volete guastarvelo veramente consiglio di rimandare la lettura a dopo la visione (compresa la fine dei titoli di coda!).Per tutta la durata di questa animazione che coniuga una doppia soluzione grafica, vecchio stile per le scene a terra e computer grafica per quelle in volo, si viene avvolti in un’atmosfera eterea e dilatata.
La sensazione che il film lascia si trascina anche nei giorni seguenti, io l’ho metabolizzato dopo una settimana: subito non mi ero nemmeno domandato se mi era piaciuto.
Si apre con l’arrivo in una base militare di un nuovo pilota d'aereo che fin dalla sua presentazione si trascina il “fantasma” di quello che l’ha preceduto e del quale cercherà di capirne la storia e l’identità.
Scopriremo che lui è un Kildren, adolescenti-killer, senza emozioni, creati per diventare aviatori militari, sono un brevetto della Rostock corporation, una delle due industrie belliche che hanno in appalto le guerre.
Le guerre in questo mondo alternativo sono "forzate", combattute contro nemici asettici e con una funzionalità specifica: servono agli spettatori, devono alimentare la fiducia dell’importanza della pace per la società. La guerra per essere convincente deve essere reale, la sola narrazione rischia di annullarne l’effetto e se la gente non vede la sofferenza allora la pace non può essere mantenuta e il suo significato dimenticato.
Per soddisfare l'esigenza di uno stato di guerra continuo vengono creati appositi soldati, carne da macello, e così i Kildren combattono il loro conflitto indefinito contro nemici anonimi mentre la gente comune assiste annoiata agli attacchi dalla televisione di un bar o visitando le basi militari.
La vita dei protagonisti delle battaglie diventa un’infinita ripetizione del presente, vivono in un’innocenza irresponsabile trascorrendo l’attesa fra un combattimento e l’altro in una quotidianità monotona dove i gesti perdono senso. In fondo tutto quello che accade è come se non succedesse, sono infanzie spezzate, vite progettate per non avere un futuro. D’altra parte persone che sono state allevate per morire è necessario che crescano?
Il regista Oshii, già celebre per Ghost in the shell, trae spunto dalla graphic novel di Hiroshi Moro e con un’estetica malinconica ci sommerge e stordisce come in un dormiveglia per mostrarci la storia di una vita concentrata e diluita. Nei cieli c'è un nemico che non può essere sconfitto, un "padre" che ti darà il colpo di grazia, e in terra un'umanità da rassicurare perché la sua perdita di Umanità è un costante pericolo per se stessa.
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |
Etichette: 2008, Animazione, Deliziato, Drammatico, Fantascienza, Oshii Mamoru



























