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lunedì 29 aprile 2019

Love, Death & Robots

Love, Death & Robots serie tv
[+] Quando ero incappato nel trailer (vedi sotto) di Love, Death & Robots mi era salita una grande curiosità per questo progetto prodotto anche da David Fincher. Il connubio fantascienza e animazione per adulti incontrava pienamente i miei gusti e la composizione era invitante, poco impegnativa: una serie da 18 episodi dalla durata variabile ma "mini", non si va mai oltre il quarto d'ora per la singola puntata.
Dopo la visione, in totale la serie dura 3 ore e 20 minuti, posso confermare che la tipologia di animazione, pur cambiando molto da un episodio all'altro, offre sempre una qualità ottima, purtroppo questa ricchezza tecnica non trova una controparte di uguale tenore sul piano narrativo.
Le brevi puntate prendono spunto da racconti classici del genere fantascienza e risultano spesso scontate, in qualche caso noiose. Considerato il breve tempo di fruizione mi evocano l'idea di aperitivi di cui già si conosce il gusto: sono piacevoli, ma non lasciano un gran ricordo.

love-death-and-robots-puntate

Il trittico nel titolo della serie (Amore, Morte e Robots), che dovrebbe fare da trait d'union, visto nell'insieme è nettamente sbilanciato sulla morte, qua e là ci sono i robot, c'è persino qualche episodio prettamente comico, mentre di amore se ne vede poco. Magari non è un caso, forse l'intenzione e mostrare che il futuro porterà a morte&robots, l'amore, se esiste, sarà un ricordo di un tempo andato (penso agli episodi "Tute meccanizzate", "Oltre aquila" e "Buona caccia").
Al di là di questa idea un po' tirata, il grosso difetto della serie rimane che poco ha da dire di nuovo e originale, manca lo spessore, come per molti film moderni eccellenti in tecnica e con poca sostanza.
Forse scegliere una strada come quella che seguì Animatrix poteva essere più interessante, ossia creare ministorie autonome che condividono però un universo comune. Si sarebbe così potuto far lievitare le piccole parti in qualcosa di più corposo.
In ogni caso, considerato che la sua composizione permette di guardare una puntata prima di qualcos'altro o come tappabuchi, consiglio questa Love, Death & Robots che nonostante la delusione è stata una visione abbastanza gradevole.

sabato 27 febbraio 2016

Salvador Dalí a qui.

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Pensavo che i maggiori contributi al cinema di Salvador Dalí fossero stati Un chien andalou (di cui un frammento apre ogni pagina de Il Recidivo) e L'âge d'or, entrambi realizzati con Luis Buñuel, e poi la sequenza del sogno in Io ti salverò di Alfred Hitchcock; invece sono incappato in un'altra collaborazione che non mi sarei aspettato, quella con Walt Disney.
Dalì ha infatti sceneggiato anche un corto intitolato Destino iniziato nel 1945, ma interrotto dopo otto mesi perché avevano finito il budget, fu quindi completato nel 2003 da Baker Bloodworth e Roy Disney.
La breve animazione di soli 6 minuti racconta la storia di una principessa, personificazione del tempo, che si trova a danzare senza poter raggiungere l'amore per un mortale. Dalí lo descrisse come una magica rappresentazione del problema della vita nel labirinto del tempo, Walt Disney come la storia di una giovane ragazza in cerca del vero amore. Il video lo potete vedere più sotto.
Per completezza, dopo una consultazione su Wikipedia, segnalo che il celebre surrealista spagnolo realizzò un ulteriore film Impresiones de Mongolia Superior dove racconta la storia di una spedizione alla ricerca di enormi funghi allucinogeni.


domenica 29 giugno 2014

C'è un libro da finire - The Secret of Kells

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The Secret of Kells nonostante la candidatura all'Oscar 2010 come miglior film d'animazione è stato poco distribuito ed è un peccato perché la sua visione è uno spettacolo per gli occhi. 
Brendan è un ragazzino orfano che sta crescendo nell'abbazia di Kell, nell'Irlanda dell'800 d.c, il severo abate è suo zio ed è concentrato nelle operazioni per fortificare le mura che dovrebbero difenderli dal minaccioso arrivo dei Vichinghi. L'abate vorrebbe che Brendan prendesse in futuro il suo posto, ma il ragazzo è affascinato dal lavoro degli amanuensi e altre sembrano le sue intenzioni. Quando arriva all'abbazia un vecchio monaco curatore del leggendario "Libro di Iona" (che diverrà il Libro di Kells), Brendan fa di tutto per aiutarlo a terminare le pagine di quel capolavoro e difenderlo dai Vichinghi.
La storia di per sé è banale, un classico percorso di crescita attraverso lo spirito d'autonomia e il superamento delle paure, la sua semplicità e un tocco di magia, tipico irlandese, lo rende un film adatto ai bambini, ma il suo pregio è la scelta grafica che traspone lo stile delle ricche miniature di quei libri (il Libro di Kells esiste veramente ed è considerato un pezzo della cultura irlandese) in un'animazione moderna.
I fotogrammi del film diventano così piccole opere d'arte, le profondità sono appiattite, a quei tempi la prospettiva non era ancora usata, gli spazi sfruttati con trame complesse e i colori contrastati usati in modo evocativo e simbolico.
Nonostante la predominanza dell'ambientazione religiosa, che potrebbe ridurre a vedere nella storia un'allegoria che ha come messaggio il valore di far uscire il libro, inteso come Bibbia, dalle pareti ecclesiastiche per diffondere nel mondo il suo contenuto di speranza, in realtà la realizzazione mantiene un più largo spettro che riesce ad andare oltre una visione cristiani vs. pagani e protendere ad un più vasto luce vs. tenebre che comprende un'ottica di illuminismo contro ignoranza e violenza, dove il libro e l'arte della sua scrittura sono quindi un archetipo della conoscenza dell'uomo.
Nel mezzo c'è la natura rigogliosa che spaventa, ma che sa anche rivelarsi amica, magica e fonte di bellezza. Deliziato

domenica 16 giugno 2013

Guarda questo treno - Alois Nebel

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Ecco una di quelle “animazioni” che non vanno bene per i bambini e non fanno tanto contenti nemmeno gli adulti, perché è un film lento, triste e cupo; ma bello. 
In una piccola stazione ferroviaria sul confine cecoslovacco, lavora Alois Nebel, la solitudine e i treni in orario fungono da calmante per il suo stato d’animo troppo tormentato da brutti ricordi, ma quando scende la nebbia viene assalito dai fantasmi del passato portandolo in uno stato allucinatorio. Un giorno quel premuroso del suo collega lo fa ricoverare in un sanatorio, in modo da prenderne il posto come capo stazione.
Uscito dal ricovero coatto, Alois, senza più il posto di lavoro, va alla stazione centrale di Praga in cerca d’aiuto. Lì farà nuovi incontri, ma sentirà il bisogno di tornare nella sua zona di confine per affrontare definitivamente quei fantasmi che lo hanno perseguitato per anni.
Alois Nebel è animato con tecnologia rotoscope, ma i fotogrammi non sono colorati, sono in un bianco e nero dove la luce cerca di squarciare la densa oscurità che avvolge i ricordi e la storia. Il risultato è perfettamente calzante per questo noir che segue le tracce di una memoria personale e illumina i risvolti di una memoria storica. La collocazione temporale è nei pressi della caduta del Muro di Berlino, ma i flashback che cercano di schiarire il passato riportano alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Il film è tratto dal primo volume della trilogia di graphic novel scritte da Jaroslav Rudiš, basate sui racconti del nonno Alois, e illustrate da Jaromír Švejdík (che ha anche un blog Jaromir99). Gradito

lunedì 4 marzo 2013

Top 10 film di animazione

film-animazione-migliori
Come di consueto preciso che questa non vuole essere la lista dei 10 film d'animazione migliori della storia del cinema bensì un semplice elenco dei 10 film d'animazione che preferisco il 4 marzo 2013.
Sono rimasto un po' stupito di non aver inserito alcun film della Pixar, ero invece certo che sarebbe prevalso il cinema d'animazione giapponese.
In un ordine esclusivamente cromatico (sono immagini grandi, così chi vuole può anche usarle come sfondo per la scrivania del computer) ecco la mia selezione:

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Akira (Katsuhiro Ōtomo, 1988)


animatrix
Animatrix (Registi vari, 2003)


paprika-sognando-un-sogno
Paprika - Sognando un sogno (Satoshi Kon, 2006)


Il-castello-errante-di-Howl
Il castello errante di Howl (Hayao Miyazaki, 2004)


The-Sky-Crawlers
The Sky Crawlers (Mamoru Oshii, 2008)


Jin-Roh-Uomini-e-lupi
Jin-Roh - Uomini e lupi (Hiroyuki Okiura, 1999)


persepolis
Persepolis (Marjane Satrapi, 2007)


Mary-and-Max
Mary and Max (Adam Elliot, 2009)


l-illusionista
L'Illusionista (Sylvain Chomet, 2010)


Alice-nel-Paese-delle-meraviglie
Alice nel Paese delle meraviglie (C.Geronimi, H.Luske, W.Jackson, 1951)

domenica 3 marzo 2013

I corti di Sylvain Chomet

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Ho appena rivisto Appuntamento a Belville e mi ero dimenticato di quanto fosse bello. Ho cercato in rete se il regista Sylvain Chomet avesse realizzato altro, oltre al più recente L'illusionista, che è nella mia Top10 di film d'animazione. Le uniche altre opere sono due cortometraggi che allego qui sotto.
Se volete farvi un'idea del lavoro di animazione di Chomet rimando a questo video estratto dal documentario della BBC The Secret of Drawing.

Paris, je t'aime - Tour Eiffel



Paris, je t'aime è un film collettivo del 2006, presentato al Festival di Cannes 2006 nella sezione Un Certain Regard e al Toronto Film Festival. È composto da 18 episodi della durata di circa 5 minuti, sul tema dell'amore nell'accezione più ampia del termine, ambientati ognuno in un diverso quartiere della città di Parigi. "Tour Eiffel" è l'episodio girato da Chomet. [Fonte: Wikipedia].


La vieille dame et les pigeons



La vieille dame et les piegeons è un cortometraggio d'animazione scritto e diretto da Sylvain Chomet che ne ha iniziato la lavorazione nel 1991 insieme a Nicolas De Còrecy, disegnatore degli sfondi scenografici. Prodotto dalla BBC, il film esce solo nel 1998 ed ottiene numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui la candidatura al Premio Oscar per il miglior cortometraggio animato.
Il protagonista del corto è stato inserito anche in Appuntamento a Belleville, in una delle scene della premiazione del Tour de France, e nel L'illusionista, nella scena in cui Taticheff scende dalle scale di un battello. [Fonte: Wikipedia].

venerdì 1 febbraio 2013

Miglior cortometraggio d'animazione - Candidati Oscar 2013

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Ecco i cinque corti d'animazione che il 24 febbraio 2013 si contenderanno la statuetta alla cerimonia degli Oscar:


» Adam and Dog - di Minkyu Lee
Un cagnolino giocherellone e il primo uomo esplorano l'Eden, fino a che non compare lei.



» Fresh Guacamole - di PES
Preparazione della salsa messicana in live-action e stop-motion. Risultato gradevole.




» Head over Heels - di Timothy Reckart e Fodhla Cronin O’Reilly
Un classico stop-motion sfruttando la plastilina. Un uomo e una donna separati in casa da una strana "gravità". Molto bello.



» The Longest Daycare - di David Silverman
Maggie salva un bruco-farfalla dal brutto bambino cattivo. Per me è una chicca.




» Paperman - di John Kahrs
Il corto in bianco e nero della Disney, il più mainstream, ovviamente ben fatto. In America precedeva la proiezione di Ralph Spaccatutto, ora è perfettamente piazzabile per San Valentino...

martedì 22 maggio 2012

Roger e la distopia del metrò - Metropia

metropia
Quando avevo visto il trailer di Metropia mi ero fatto qualche aspettativa, purtroppo la visione è stata nel complesso deludente. Una conferma positiva del film viene dalla grafica cupa che ha il suo tratto peculiare nella scelta d’usare per i personaggi volti molto reali su corpi, in proporzione, più piccoli.
Lo scenario della vicenda è l’Europa del 2024, il territorio è attraversato da un’immensa rete metropolitana che collega tutte le grandi città, ma sono tempi tristi, post crisi economica ed energetica. La Trexx, una grossa multinazionale, dirige le sorti dei (pochi) abitanti del vecchio continente e sta lanciando un nuovo shampoo con un ingrediente speciale.
Roger è un ordinario impiegato in un call center e prova una flebile resistenza al sistema, si rifiuta di usare il metrò e va a lavoro in bicicletta. Una notte sente una voce nel suo cervello, si troverà pedina di un complotto.
La trama parte da una classica ambientazione distopica che non prende spessore focalizzandosi su due-tre elementi e tesse, in una manciata di personaggi, un gioco di potere semplice nei tratti, ma poco comprensibile nella realizzazione e ancora meno credibile per la semplicità d'esecuzione.
Alla fine rimane apprezzabile l'artistica animazione digitale che ben riesce a rappresentare il clima grigio, pesante, senza speranza di una società controllata e scaduta, purtroppo sopprime anche la speranza di un film che vada oltre la sufficienza. Gradito
[Film non uscito nei cinema italiani però si trova anche su youtube]

domenica 8 maggio 2011

Fallen Art

Questa animazione in computer grafica (potete vederla nel video qui sotto) è del 2005, ma sta vivendo una rispolverata di successo in rete in questo periodo.
Il regista polacco Tomasz Bagiński giocando metaforicamente sui soldati "caduti" riesce a creare un corto che è una piccola perla.
Un generale dopo una pacca sulla spalla e la spilla d'onorificenza, manda con un calcio nel sedere il soldato in prima linea. Il milite diventerà una tessera, un fotogramma per una macabra danza in stop motion.
In sei minuti c'è posto per l'essenza della guerra: l'ingiustizia di uomini che decidono la morte di altri uomini-pedina. Poi c'è un "cinema" senza spettatori mentre, noi, guardiamo tutto con un sorriso desolato.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

giovedì 3 giugno 2010

The Sky Crawlers - I cavalieri del cielo

i cavalierei del cieloAVVERTENZA: il film è particolare e condizionato da un ritmo lento e dal momento in cui arrivano certi dialoghi, se non l’avete visto e volete guastarvelo veramente consiglio di rimandare la lettura a dopo la visione (compresa la fine dei titoli di coda!).

Per tutta la durata di questa animazione che coniuga una doppia soluzione grafica, vecchio stile per le scene a terra e computer grafica per quelle in volo, si viene avvolti in un’atmosfera eterea e dilatata.
La sensazione che il film lascia si trascina anche nei giorni seguenti, io l’ho metabolizzato dopo una settimana: subito non mi ero nemmeno domandato se mi era piaciuto.
Si apre con l’arrivo in una base militare di un nuovo pilota d'aereo che fin dalla sua presentazione si trascina il “fantasma” di quello che l’ha preceduto e del quale cercherà di capirne la storia e l’identità.
Scopriremo che lui è un Kildren, adolescenti-killer, senza emozioni, creati per diventare aviatori militari, sono un brevetto della Rostock corporation, una delle due industrie belliche che hanno in appalto le guerre.
Le guerre in questo mondo alternativo sono "forzate", combattute contro nemici asettici e con una funzionalità specifica: servono agli spettatori, devono alimentare la fiducia dell’importanza della pace per la società. La guerra per essere convincente deve essere reale, la sola narrazione rischia di annullarne l’effetto e se la gente non vede la sofferenza allora la pace non può essere mantenuta e il suo significato dimenticato.
Per soddisfare l'esigenza di uno stato di guerra continuo vengono creati appositi soldati, carne da macello, e così i Kildren combattono il loro conflitto indefinito contro nemici anonimi mentre la gente comune assiste annoiata agli attacchi dalla televisione di un bar o visitando le basi militari.
La vita dei protagonisti delle battaglie diventa un’infinita ripetizione del presente, vivono in un’innocenza irresponsabile trascorrendo l’attesa fra un combattimento e l’altro in una quotidianità monotona dove i gesti perdono senso. In fondo tutto quello che accade è come se non succedesse, sono infanzie spezzate, vite progettate per non avere un futuro. D’altra parte persone che sono state allevate per morire è necessario che crescano?
Il regista Oshii, già celebre per Ghost in the shell, trae spunto dalla graphic novel di Hiroshi Moro e con un’estetica malinconica ci sommerge e stordisce come in un dormiveglia per mostrarci la storia di una vita concentrata e diluita. Nei cieli c'è un nemico che non può essere sconfitto, un "padre" che ti darà il colpo di grazia, e in terra un'umanità da rassicurare perché la sua perdita di Umanità è un costante pericolo per se stessa.
Deliziato

| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

venerdì 23 aprile 2010

Fantastic Mr.Fox

Fantastic Mr. FoxIl signor Fox è una volpe che ha messo da parte la sua "natura" per assecondare la mogliettina in dolce attesa che richiedeva una vita più tranquilla.
Dopo due anni, che corrispondono a dodici anni-volpe, la quotidianità è diventata come una cravatta troppo stretta per Fox che decide di mettere da parte l'abito da giornalista, indossare un passamontagna, e tornare all'oscuro della moglie il ladro di polli di un tempo.
I contadini moderni sono però diversi da quelli del passato, ora sono diventati agguerriti capitalisti e non hanno intenzione di vedere intaccata la loro grande produzione.
Questa fiaba in stop-motion di Anderson è tratta dall'omonimo racconto per bambini di Roald Dahl, contiene tutti gli elementi cari al regista e sono quelli già visti nei film precedenti (I Tenenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Il treno per il Darjeeling): c'è l'atmosfera malinconica, l'umorismo non-sense, il rapporto problematico padre-figlio, la grande impresa da compiere per ritrovarsi, le personalità stravaganti e la colonna sonora in primo piano.
L'aspetto nuovo viene dalla tecnica rappresentativa, utilizzata con garbo, bilanciando l'artificiosità dei pupazzetti con l'attenzione ai particolari.
La morale "comunista" che trapela nel finale, dove si espropria da un ipermercato quanto serve per la sopravvivenza del gruppetto di animali, trova un simbolo "rivoluzionario" nella divertente scena dell'incontro con il lupo con il reciproco pugno al cielo. È una scena dilatata, cromaticamente contrastante, un interruzione che probabilmente svela cosa si nascondeva dietro la fobia di Fox per quella creatura. In verità la paura era quella di trovarsi di fronte al suo lato "selvaggio", quella parte di sé repressa in cambio della tranquillità borghese e coperta da un abito chic (in opposizione al pelo al vento del fiero lupo). Solo dopo la nuova temeraria impresa può finalmente riappacificarsi con quell'anima prima soffocata e guardare quindi con commozione e fierezza all'emblematico lupo.
Allora... pugno al cielo, per riprendersi ciò che spetta, riscoprire la propria natura e gustare una famiglia diversa, coesa e allargata.
Gradito
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

mercoledì 24 febbraio 2010

Mary e Max

mary e maxIn un paesino australiano la piccola Mary cresce senza attenzioni con una madre alcolizzata e un padre che lavora alla fabbrica delle bustine da tè attaccando le cordicelle. Le hanno spiegato che i bambini sono sempre voluti: vengono trovati dai loro papà in fondo a grossi boccali di birra.
Mary non è bella, un po’ impacciata, passa il tempo in casa a guardare la sua serie animata preferita in compagnia di un galletto, si sente sola. Un giorno da un elenco telefonico delle poste strappa un indirizzo, è quello di Max Horovitz un quarantenne che vive a Now York, ossia dall’altra parte del mondo, e decide di scrivergli.
Max ha fatto strani lavori, frequenta un corso per “obesi anonimi” perché è sovrappeso e va matto per la cioccolata, è anche affetto dalla sindrome di Asperger, eppure ha qualcosa in comune con Mary: segue la stessa serie animata che le piace tanto.
I due distantissimi personaggi intraprendono una lunga corrispondenza che li trascina in un’amicizia apparentemente impossibile.
Il regista Adam Elliot si era già fatto conoscere accaparrandosi un Oscar nel 2004 con il corto Harvie Krumpet, continua sull’ammirevole strada del stop motion di alto livello in un film che parte, e amplia, il tema della solitudine e dell’amicizia.
Mary ricorda una versione brutta di Mafalda e desidera aprirsi al mondo, Max è spaventato dal mondo, non riesce a trovarsi a suo agio nella illogicità dei comportamenti delle persone. In una narrazione che segue il ritmo della corrispondenza si passa continuamente dallo sconforto alla risata e si assiste all’evolversi delle due esistenze, già di per sé complicate, sconquassate da un incontro che non esiste fisicamente, un incontro epistolare che acquista un’aura romantica nella nostra era digitale.
Nel film non c’è una rivincita dei diversi, quello a cui si assiste è il rincorrere un desiderio, quello di essere accettati nonostante i propri difetti. Un film in gran parte "scuro", con un mood quasi burtoniano, mentre nella scrittura ricorda l’ironia tagliente di Woody Allen.
Il succo è che la vera amicizia si vede con il cuore non con gli occhi, quella che ci viene presentata infatti è un’amicizia che non conosce confini di età, geografici, né di presenza fisica; due personaggi candidi coinvolgono lo spettatore nella ricerca di venature genuine in un agglomerato sempre più grigio.

P.S. Recuperatelo!
P.P.S. Apprezzerete anche questa riga.
Estasiato
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8| Sce: 8 | Son: 8 |

lunedì 12 ottobre 2009

L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri

I mammuttoni aspettano un mammuttino intanto la tigre con i denti a sciabola sembra non essere scattante come un tempo.
I legami di amicizia del variegato branco dell'era glaciale sono a repentaglio e iniziano a sfaldarsi minati dal nucleo familiare, ma il bradipo Sid con la sua sbadataggine lancia il gruppo in una nuova avventura che riaggiusterà tutto per una nuova sintonia in grado di rendere i due nuclei di relazioni come interdipendenti e irrinunciabili. Oltre a questi legami tradizionali c'è spazio anche per lo spirito temerario e “selvaggio” di chi, come il furetto Buck, sceglie una vita solitaria, lontano sia dalla famiglia che dagli amici, una vita tormentata dai ricordi e proiettata nella ricerca di un utopistico scopo esistenziale.
Formalmente non c'è quasi niente di nuovo, si continua con la formula vincente sempre ben scritto, divertente, e con gli intervalli dedicati agli skatch dello scoiattolo Scrat alle prese con la solita ghianda questa volta offuscata da una scoiattolina (o topa ragno?) che sfrutta, maleficamente, il potere della seduzione.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 7 |

sabato 27 giugno 2009

Coraline e la porta magica

Coraline e la porta magicaLa famiglia Jones si è appena trasferita in una vecchia casa fuori città, i genitori di Caroline sono iper indaffarati fra trasloco e lavoro: devono consegnare un catalogo a breve e non dedicano tempo alla ragazzina.
Su invito del padre, Coraline si mette ad esplorare la nuova abitazione e scopre una porticina nascosta dalla carta da parati. Svelata e aperta sembra essere stata murata da molto tempo, ma alla notte un topolino indicherà che quella è la via per un mondo parallelo, dove un'amorevole famiglia alternativa (other-mother, other-father) è pronta ad accogliere Caroline.
Esteticamente un film molto bello con uno slow-motion che impressiona per la qualità e la tecnica, non esalta altrettanto la storia un po' allungata nella prima parte e un po' affrettata nella seconda.
Coraline è una neo Alice (del Paese delle meraviglie) alla ricerca in un mondo immaginario di quello che non può avere nella vita di ogni giorno. Purtroppo la trasposizione immaginifica è in realtà un mondo di inganni che cercherà di impossessarsi dello “spirito” della intraprendente undicenne.
Ad aiutare la ragazzina, oltre a Wybie, il vicino coetaneo chiacchierone e poi muto, c'è un gatto nero, praticamente lo Stregatto, o meglio il Cheshire Cat carrolliano, che mette lo zampino proprio quando occorre.
Il mondo fantastico di Coraline è una dimensione dove le meraviglie sono apparenze che attraggono e, dietro la realizzazione dei desideri, nascondono una trappola nella quale l'individuo può cadere senza più poter uscire.
L'altra dimensione non è veramente desiderabile nella sostanza, anzi è un qualcosa che è meglio tenere nascosto, buttandone la chiave che vi fa accedere in un profondo pozzo. Il mondo reale sarà, improvvisamente, troppo improvvisamente, tutto rose e fiori.
Nonostante l'apparenza più che un film per ragazzini è un film per genitori, per farli riflettere sul loro ruolo, dato che sono proprio gli adulti a non fare una “grande” figura: prima sembrano solo distratti fornitori di vitto e alloggio, e poi, nel momento del bisogno, non sono loro ad accorrere in aiuto della figlia, ma, immobilizzati, necessitano addirittura di essere salvati.
Gradito
| Reg: 7 | Ani: 9 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 6 |

lunedì 20 aprile 2009

Ortone e il mondo dei Chi

Ortone e il mondo dei ChiIl buon Ortone è un elefantone che bighellona nella foresta e grazie alla grandi orecchie riesce a captare delle voci provenire da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria. In quella particella quasi invisibile c'è il mondo dei Non-so-chi che per non essere distrutto necessita del suo aiuto; lui farà di tutto per darglielo.
Una voce fuori campo, sempre in rima, ci accompagna in questa simpatica storiella dal sapore filosofico-educativo. Ortone è grande e grosso, ma ha la capacità di mettere in discussione il suo punto di vista, capirne la relatività e aprirsi ad una diversa e apparentemente impossibile dimensione. Ovviamente ciò non viene ben visto, in particolar da una cangura “conservatrice” che non può accettare certe stramberie che rischiano di minare l'ordine prestabilito.
Lo stesso rapporto conflittuale si verifica diametralmente all'interno della utopica città dei Non-so-chi, dove il consiglio dei saggi della città non vuole credere che, dopo cent'anni di felicità e armonia, possano esserci “cattive notizie” e ancor meno che il loro salvatore viva in un mondo “esterno”.
Bella l'idea di utilizzare il disegno più stilizzato, dentro l'animazione moderna, per dare l'effetto “immaginazione” e anche la variazione in stile pikachu-giapponese per un'ironica scena d'azione.
Peccato invece che nel doppiaggio italiano si sia scelto di usare il “romanaccio” per alcune battute, come se fosse uno stereotipo che fa ridere per forza, e affibbiato un immancabile accento russo al cattivo di turno.
La maggior parte delle battute è abbastanza elementare e risultano un po' scontate per un pubblico adulto, tuttavia Ortone è un buon film per genitori progressisti e per i loro figli che verranno rincuorati dalla morale di fondo che vuole ogni persona importante, per piccola che sia.
Gradito
| Reg: 7 | Ani: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 7 |

mercoledì 8 aprile 2009

Futurama - Nell'immenso verde profondo

FuturamaUltimo della serie di quattro dvd per la versione "filmetto" delle avventure di Futurama. Questa volta a fare da sfondo agli eventi è il messaggio ecologico con i nostri che dovranno salvare l'universo da spietati costruttori (il papà di Amy) e dai misteriosi complottismi delle forze oscure che vogliono una nuova era per l'universo.
Ovviamente c'è del divertente, come il vizioso robot Bender che vuole circuitarsi la fembot del mafioso di turno e Leila alle prese con un gruppo di riottose femministe mentre Fray diventa, ancora una volta, l'inconsapevole eroe dell'universo. Ma la storia non è molto avvincente, sono passati solo pochi giorni e già non mi ricordo cosa voleva il vermetto rappresentante delle forze oscure e le uniche cose che mi sono rimaste sono il copricapo di stagnola che Fray indossa per proteggersi dai pensieri della gente e il professor Farnsworth che dietro compenso approva impatti ambientali per il nulla osta alle costruzioni. O forse quest'ultimo era un episodio della realtà?
Sgradito
| Reg: 6 | Ani: 7 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 7 |

domenica 22 marzo 2009

Ponyo sulla scogliera

Ponyo sulla scoglieraIl piccolo Sosuke trova nella scogliera un vasetto di vetro con intrappolato uno strano pesciolino rosso, dopo essere riuscito a liberarlo decide di proteggerlo e chiamarlo Ponyo.
Il pesciolino in realtà è una piccola sirena in cerca d'avventura e l'incontro con il bambino la spingerà a desiderare di diventare umana, ma un misterioso signore del mare non sembra essere d'accordo e farà di tutto per riportarla a casa.
Miyazaki crea una favola in un pirotecnico gioco liquido, da notare che la tecnica è in vecchio stile, ossia disegni a mano. L'avventura di due bambini di solo cinque anni che si vogliono bene è una rivisitazione della favola della Sirenetta contestualizzata in una visione orientale nella quale Miyazaki riesce a trattare poeticamente un fenomeno dalla potenza devastante come lo tsunami.
Rispetto ai precedenti film del maestro si assiste ad una duplice virata: la prima verso un pubblico più piccolo, sia per quanto riguarda la storia che per le scelte estetiche; la seconda virata è nella sceneggiatura dove l'elemento fantastico prevale decisamente sul razionale.
La prima parte del film è più emozionante e meglio riuscita, nella seconda si esplicita il messaggio ecologico - elemento ricorrente del cineasta - che esorta a riconoscere e amare la natura per quello che è.
Ad emergere nelle vicende sono le figure femminili (la mamma di Sosuke e la Dea del mare) che infondono sicurezza e si manifestano al momento del bisogno sapendo cosa fare, mentre la figura maschile è lontana, assente, e se c'è non sa comportarsi adeguatamente (il padre di Sosuke e Fujimoto).
Ormai le aspettative per le opere del regista sono alte e dato che questo "Ponyo" è più vicino al mondo dei bambini, rispetto ai precedenti, potrebbe allontanare il pubblico più adulto, ma perché privarsi della infantile magia che riesce ad infondere?
Attenzione alla canzoncina finale che può trasformarsi per qualche ora in un tormentone e portare ad improvvisi canticchiamenti imbarazzanti.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 8 |

lunedì 9 marzo 2009

Futurama - Il gioco di Bender

Il gioco di BenderIl prezzo del carburante è sempre più alto, sembra che la materia prima scarseggi, così l'equipaggio del Planet Express decide di infiltrarsi nell'unica miniera di materia oscura per scoprire cosa sta accadendo.
Nel frattempo Bender guardando dei ragazzi giocare a Dungeons & Dragons capisce che è proprio quello che ha sempre voluto fare nella vita e decide di farsi impiantare un chip per l'immaginazione. Complice l'effetto della materia oscura, si ritroverà incapace di separare fantasia da realtà.
Il terzo dei quattro film realizzati per l’home-video è un piccolo tributo al fantasy con un'ironica derisione della bigotta paura che vuole il mondo dei giochi di ruolo come una facile via per la deriva psichica dei suoi giocatori.
Oltre al capostipite degli Rpg l'altro universo da cui si attinge a piene mani è quello de Il Signore degli Anelli e così l'anticristallo, un dado a dodici facce, diventa il tesssoro, anzi il dodecasssoro, di Fray, che ovviamente assume le sembianze del Gollum mentre Leila diventa Legoleilas, e via su questa falsariga.
Il ritmo cede in certi punti, ma il gioco di citazioni ed omaggi farà sicuramente piacere agli amanti del genere, e ai nostalgici come me, che forse impareranno che giocare a D&D non ti rende più figo. “E chi lo dice? Il principe dei Goblin?”
Gradito
| Reg: 6 | Ani: 7 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 5 |

sabato 7 febbraio 2009

La ragazza che saltava nel tempo

La ragazza che saltava nel tempoMakoto è una ragazza un po' sbadata e costantemente in ritardo a scuola, passa i pomeriggi pre-estivi chiacchierando e giocando a baseball in compagnia di due inseparabili amici: il serio Kosuke e il disinvolto Chiaki.
Un giorno, dopo aver inciampato nel ripostiglio del laboratorio di scienze, Makoto trova sul pavimento un'insolita pallina che si sgretola fra le sue mani in pochi istanti trasmettendole il potere di saltare indietro nel tempo. La ragazza comincerà ad utilizzare la speciale abilità per i suoi divertimenti e poi per provare a sistemare le relazioni sentimentali dei suoi amici.
Il tempo presente è contemporaneamente “tempo vissuto” e “tempo perduto”, ma nella gioventù si ha la speciale sensazione che esista solo il vissuto, ogni scelta è aperta e si vive bruciando i secondi uno dietro l'altro, guardando solo avanti. È quando si diventa adulti che si acquista la capacità di riflettere sugli eventi, di guardarsi indietro e riconoscere il potere delle scelte. Questo è proprio quello che Makoto è costretta a fare grazie all'abilità acquisita e così , mentre nuovi orizzonti si aprono davanti, e dietro, a lei, aumentano le scelte, i dubbi e gli errori.
I tentativi di Makoto per sistemare gli eventi sono inizialmente buffi, le cose si fanno più complicate quando scopre che anche piccole modifiche nel passato possono portare grandi conseguenze nel presente, e diventano catastrofiche quando tenta di indirizzare i sentimenti forzando gli avvenimenti.
L'insegnamento diventa chiaro: la vita è fatta di attimi che hanno valore per la loro irripetibilità, per essere proprio quello che accade in mezzo a tutte le altre (im)possibili alternative.
L'animazione e molto buona, i ritmi sono lenti e dilatati anche nelle scene che potrebbero essere d'azione rendendo come "sospesa" l'atmosfera adolescenziale che vira nel sentimentale e si tinge di melodramma per il finale.
Gradito
| Reg: 7 | Ani: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

sabato 31 gennaio 2009

Dead space – La forza oscura

La forza oscuraUna navicella spaziale mineraria trova in un arido pianeta un misterioso monolite: potrebbe essere la prova dell'esistenza di Dio che i fedeli unitologisti aspettavano.
Nelle manovre per rimuovere l'artefatto si scopre che a proteggerlo, o maledirlo, c'è una misteriosa entità che fa impazzire le persone, e non solo.
Animazione che nasce dalla sceneggiatura del videogame omonimo, in senso cronologico lo precede. Attinge dai classici della fantascienza, ancora una volta, in primis, da 2001: odissea nello spazio e non si sforza di aggiungere granchè se non mischiare i clichè del genere.
La task-force che prova a difendere la nave Ishimura dalla vorace razza aliena è capitanata da una bad girl che, tanto per capirsi, ha come motto: "prima fateli a pezzi e poi le domande".
Grafica discreta e situazioni splatter rendono guardabile quella che altrimenti sarebbe solo un'animazione di serie B noiosetta.
Gradito
| Reg: 6 | Ani: 6 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 5 |