domenica 8 settembre 2019

Leone d'oro 76^ Mostra del cinema di Venezia

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Il Leone d'oro di quest'anno, assegnato ieri sera, è stato un po' scontato e non è detto che questo sia una cosa così positiva. La sensazione che Joker fosse un candidato per la vittoria lo si sentiva prima dell'inizio della Mostra e vuol dire che, in qualche modo, sono mancati film in grado di sorprendere da scoprire durante il concorso.
In ogni caso sono contento che le mie aspettative pre-inizio siano state abbastanza soddisfatte per quanto riguarda i premi, oltre Todd Phillips c'è anche Roy Andersson, ma l'importante sarà se soddisfano anche la mia visione.
Ho guardato tutta la cerimonia di premiazione e credo si possa sottolineare come abbia prevalso fra i vincitori l'aspetto politico, con attenzione particolare alla mancanza di rispetto dei diritti umani. Una carica politica che ha raggiunto l'apice con i ringraziamenti di Luca Marinelli, vincitore come miglior attore, quando ha dedicato il premio a chi salva vite in mare a cui è seguito lo scrosciare degli applausi del pubblico in sala.
Da segnalare il premio a un film italiano, finalmente, La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco che non ha presenziato alla Mostra e la consueta conferenza stampa per presentare il  film era stata annullata.
Quello che è mancato a questa edizione mi pare sia stata la capacità di stupire, o magari i film in grado di farlo c'erano e sono passati sotto silenzio. 
Altra nota negativa è la copertura fatta dai siti dei giornali nazionali, se per Cannes 72 avevo notato un miglioramento per quanto riguarda l'attenzione verso i film, qui a Venezia sono rifioriti i link dedicati a look e red carpet, e quasi scomparsi quelli dedicati ai film. Inoltre se dopo Cannes 72 mi ero annotato vari film scoperti in itinere, in questo caso oltre a quelli delle aspettative ho aggiunto solo L'ufficiale e la spia (J'accuse) di Roman Polanski. Il film ha preso il Gran premio della Giuria nonostante la presidente Lucrecia Martel fosse in polemica con il regista per la vecchia accusa di violenza sessuale. Durante la cerimonia finale, vedendo il braccio fasciato da un tutore della Martel, avevo fatto una battuta su Twitter alludendo a discussioni accese per la scelta dei premi... Quando poi è stato assegnato il premio a Polanski il cerchio si è chiuso, con un sorriso. 
  • LEONE D'ORO:  Joker di Todd Phillips 
  • Leone d'argento miglior regia: Roy Andersson per Sull'infinito
  • Premio speciale della giuria: La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco
  • Coppa Volpi migliore attrice: Arianne Ascaride per Gloria Mundi
  • Coppa Volpi miglior attore: Luca Marinelli per Martin Eden

Trailer di Joker:

mercoledì 28 agosto 2019

Mostra di Venezia 76 - I film in concorso

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La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia numero 76 inizia oggi 28 agosto e terminerà il 7 settembre. A presiedere la giuria principale quest'anno c'è una donna, la regista Lucrecia Martel, non molto conosciuta, io ho visto solo il suo La niña santa del 2004, fra i giurati c'è il mio affezionato Shinya Tsukamoto, c'è la timida Stacy Martin e c'è anche il nostro compatriota Paolo Virzì.

Film in concorso a Venezia 76:
  • Ad Astra di James Gray 
  • Babyteeth di Shannon Murphy 
  • Ema di Pablo Larraín 
  • Gloria Mundi di Robert Guédiguian 
  • Guest of Honour di Atom Egoyan
  • A herdade di Tiago Guedes 
  • Jì yuán tái qī hào di Yonfan 
  • Joker di Todd Phillips 
  • Lán xīn dà jùyuàn di Lou Ye 
  • The Laundromat di Steven Soderbergh 
  • La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco 
  • Martin Eden di Pietro Marcello 
  • Nabarvené ptáče di Václav Marhoul
  • Om det oändliga (Sull'infinito) di Roy Andersson
  • The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour
  • Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone 
  • Storia di un matrimonio di Noah Baumbach 
  • L'ufficiale e la spia (J'accuse) di Roman Polański
  • La vérité di Hirokazu Kore'eda 
  • Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra
  • Wasp Network di Olivier Assayas

A concorrere per il Leone d'Oro ci sono tre film italiani, vedremo se prendereanno anche qualche premio o punteranno sulla continuità evitandoli. Ho dato solo un'occhiata veloce ai film in programma, quelli che più attirano i miei gusti e su cui mi aspetto quindi qualcosa di buono sono:
Joker di Todd Phillips, un regista che ho seguito fin dagli inizi e mi ricorda i tempi universitari con il suo Road Trip che ho visto più volte, anche se il grande successo l'ha raggiunto con la trilogia delle notti da leoni. Questa volta abbandona il suo terreno di divertimento e demezialità per proporci la genesi del sorridente per finta Joker.
Sull'infinito di Roy Andersson che ha vinto il Leone d'oro nel 2014 con il piccione seduto su un ramo, i suoi sono film esistenziali e tristi, insomma raccontano molte vite. A me ha sempre deliziato, anche questa volta rimane sul sentiero della riflessione fra ironia malinconica e mesta quotidianità.
Ad Astra di James Grey, un regista che avevo conosciuto con I padroni della notte, di recente ho visto Civiltà Perdutà perchè ne avevo letto bene da qualche parte, a me non ha colpito, ma lui è bravo. Qui manda Brad Pitt nello spazio a inseguire un mistero e un padre scomparso.
Laundromat di Steven Soderbergh ispirato al libro "Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite" di Jake Bernstein, vincitore del premio Pulitzer. Si sarà già capito si parla dei famosi Panama Papers e del sistema finanziario corrotto che permette a molti super ricchi di prosperare in eccesso eludendo i sistemi fiscali alla faccia del 99% della popolazione del mondo.
Nella rapida occhiata ho passato anche i film "Fuori concorso" e cito:
Citizen-K, dinamiche del potere in Russia.
Tutto il mio folle amore, on the road con Gabriele Salvatores.
Adults in the room, l'eurogruppo impone l'austerità alla Grecia
Seberg, la protagonista di Fino all’ultimo respiro sorvegliata dall’FBI.
Chiudo con un altro film atteso nella sezione autonoma "Giornate degli autori" dove è previsto 5 è il numero perfetto tratto dall'omonimo graphic novel di Igort, che in questo caso diventa pure regista, il killer è Toni Servillo.

mercoledì 31 luglio 2019

The Terror (serie, prima stagione)

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The Terror è una serie antologica a stagioni, questa prima è composta di 10 episodi, tratta dal libro “La scomparsa dell’Erbus” di Dan Simmons, è stata da poco annunciata la seconda che si intitolerà The Terror - Infamy e parlerà di un campo di internamento per americani di discendenza giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.
The Terror prima stagione è inspirato ai fatidici fatti realmente accaduti (La spedizione perduta di Franklin) e in effetti per la prime puntate della serie gli elementi rimangono in equilibrio fra il realismo diluito da possibili scherzi della mente e la possibilità che invece ci siano elementi fantastici, con il proseguo “la cosa” si espliciterà togliendo i dubbi; forse sarebbe stato meglio se invece si fosse riusciti a rimanere in bilico dall’inizio alla fine.
La trama vede due navi britanniche, la Erebus e la Terror, inviate nel 1845 nella zona artica alla ricerca di un passaggio a nord-ovest. I fatti storici dicono che di quella spedizione non si sia saputo più nulla fino al 2014 quando furono ritrovati i resti della prima nave e nel 2016 quelli della seconda.
La nostra serie inizia poco prima che le due imbarcazioni rimangano bloccate ed intrappolate nei ghiacci e continua immaginando quali siano state le sorti dei 129 membri dell’equipaggio.


A colpire subito è il contrasto fra lo spazio claustrofobico e ricco della nave e l’esterno vuoto e sconfinato che si trasforma però in una seconda gabbia, questo è lo scenario che influenzerà in modo determinante le relazioni prima di un equipaggio, poi di singole individualità, alla ricerca di salvezza o qualche forma di redenzione.
Allora che cos’è questo terrore? È solo il nome di una barca? Ovviamente no, nel corso delle puntate assaggiamo le sue sfaccettature, la sua capacità di prosciugare le speranze e di generare in risposta violenza. Questo terrore può trasformare le persone, perché a lottare con i mostri è un attimo a trasformarsi a sua volta in altri mostri. Il terrore può cambiare così profondamente un uomo da renderlo completamente un’altra persona, può segnare una spaccatura esistenziale impossibile da ricomporre.
Quale sarebbe l’origine di questo terrore, qual è la fonte del male?
È un boccone che si mangia giornalmente e che nasconde al suo interno qualcosa di nocivo, è un freddo che ti avvolge fino a spegnere la fiammella che ti fa andare avanti, è qualcosa che ti monta dentro e ti fa implodere quando le tue possibilità diventano contingentate, è il mettere in discussione la vita tua per la vita mia, oppure è solo qualcosa di sconosciuto che ti minaccia dall’esterno, o forse è la certezza che il tuo tempo è finito.

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Oltre a queste riflessioni sottotraccia nella storia, mi hanno convinto in particolare i primi episodi, per la sensazione di realismo della vita nelle navi, e mi è piaciuto anche la scelta per il finale. Quello che ho trovato in difetto è un ritmo troppo lento nella seconda parte oltre ad alcuni fatti poco convincenti: penso alla pseudo festicciola e ai suoi risvolti, ai trasferimenti sulla terra ferma incredibili e all’accampamento che pare un villaggio, quando le disponibilità avrebbero dovuto essere molto ridotte.
Se siete disposti ad immergervi nel freddo polare e lasciarvi avvolgere da una storia che non vi donerà alcun calore, ma che puntella alcuni stati della natura umana, vi consiglio di guardare questa serie che offre un mix di generi dallo storico al dramma, passando per l'horror, l'avventura, il survival, il tutto con uno sfondo di fantastico. In ogni caso se decidete di rimanere alla larga, o al largo, vi capisco, è meglio non disturbare il Tuunbaq che dorme.