lunedì 20 settembre 2010

The Informers - Vite oltre il limite

the informersPrimi anni ottanta, siamo a Los Angeles, fra musica, Hollywood e vita comune. La sensazione è quella di essere giovani per sempre, al ritmo del rock, bevendo e condendo ogni avvenimento con la droga.
I personaggi sono rappresentativi della sezione sociale scelta: rock star maledette, ricchi-belli-viziati e chi gli gira intorno, senza tralasciare gli esclusi dal palcoscenico.
Quelle storie di vita si toccano, si affiancano, e mentre alcune stonano tutte vengono attratte da una voragine bianca accecante: il vuoto di un’epoca che ha prosciugato i corpi, abbandonandoli senza un senso su una spiaggia arsa da una luce artificiale.
Lo schema ricorda Magnolia, ma non riesce ad emularne la carica emotiva e ricrearne il coinvolgimento, qui si segue una struttura incerta sia nei legami fra le storie che nel senso globale. Forse il film si fa proprio uguale alle storie che racconta, inglobando in sé la superficialità, facendo più esposizione “fotografica” di una generazione senza morale che riflessione su una generazione perduta. In tal modo risulta nel suo compimento insoddisfacente proprio come quelle vite spogliate.
Quello presentato è uno spaccato sociale che festeggia mentre scorre la morte, che si diverte mentre diffonde l’AIDS, che è triste ma deve sorridere; è questa incoscienza o coscienza nichilista? Intanto chi sogna di essere una star sprofonda nella delinquenza, e chi vorrebbe essere solo quello che è, appare insufficiente, anacronistico, tanto da essere praticamente disprezzato anche dal proprio padre.
The Informers è l’adattamento del libro Acqua dal sole di Bret Easton Ellis che ha partecipato alla sceneggiatura, ma l’impressione è che sia necessario andare a cercare nelle pagine dello scrittore per trovare un po' di ordine, cosa carente in questo film che però ha il merito di trasportare bene un senso di perdizione imperante.
Gradito
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 6 |

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