mercoledì 24 marzo 2010

The Box

Un giorno alla porta di Norma ed Arthur, giovane coppia piccolo-borghese con un figlio, suona il campanello un uomo elegante mai visto prima e consegna una scatola con un pulsante rosso adducendo una strana proposta: se entro ventiquattro ore decideranno di premere il pulsante riceveranno un milione di dollari in contanti, il conto da pagare è che uno sconosciuto morirà.
Muovendo un solo dito possono diventare ricchi, e i due non stanno attraversando un momento facile, ma la loro “felicità” comporta il peso di una responsabilità “capitale”. Come può essere vera una stranezza del genere? Cosa fare? Cosa c’è dietro?
Kelly si è dato una ridimensionata dopo l'incontenibile Southland Tales, ancora dalle parti di Lynch però con venature horror cronenberghiane, rielabora un racconto breve di Richard Mathenson e si concede qualche autocitazione di Donnie Darko. Ricostruisce un ordinato scenario da anni settanta e propone una fantascienza “morale” inquietante che non lascia molta speranza, perché questo è solo il tempo del pentimento, non prima di essere caduti dentro un labirintico vortice fra delirio e complottismo ed aver fatto i conti con le proprie scelte.
Ogni nostra azione comporta sempre delle conseguenze, la maggior parte delle persone se ne frega altamente e guarda al maggior guadagno disponibile per se stesso. Per raggiungere le proprie ambizioni si è disposti a troppo. Un osservatore esterno sentenzierà che se gli esseri umani non vogliono o non sono capaci di sacrificare i loro desideri individuali, allora la loro specie non avrà speranza di sopravvivere. Come farglielo capire?
Mi ha stupito molto positivamente Cameron Diaz e fatto piacere vedere che Richard Kelly ha abbassato un po' la cresta riuscendo ad offrire qualcosa di gestibile e godibile.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: