
Lì intorno, però, si cela anche una coppietta di pazzi che gira alla ricerca di altri “piccioncini” da ammazzare: specialità cavargli tutti i denti.
David Twohy alle prese con un’ambientazione molto più calda e apparentemente accogliente rispetto ai precedenti film (Pitch Black, Below, The Chronicles of Riddick) si comporta sempre bene come regista, domina l’isola e costruisce un racconto di dubbi, ma imperniato in un palese inganno allo spettatore, che non rivelo per non rovinare la visione del film; dico solo che in particolare il dialogo della “scena della pipì” risulta il decisivo colpo basso.
Il film è bello da vedere, gioca sulle aspettative di chi guarda, sugli stereotipi, ma ha la cattiva creanza di questa “mano” disonesta. Se la scorrettezza non vi offende troppo, troverete eccitante questa moderna vacanza di tensione con protagonisti degli “innamorati pazzi”. Ci scappa anche una scena con un filtro che rende un bianco freddo accecante simil Pitch Black, ancora un piccolo tributo al film che gli ha aperto la strada verso il titolo di miglior regista di b-movie.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 7 |
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 7 |