sabato 9 ottobre 2010

Gentlemen Broncos

gentlemen broncosBenjamin è un ragazzo sfigatello che sogna di vedere pubblicato il suo racconto di fantascienza. Vive con la madre stilista di improbabili vestiti, molto convinta del talento del figlio tanto che lo iscrive ad un seminario di Ronald Chevalier, scrittore guru del genere. L'autore è però in crisi di ispirazione e messo alle strette dall'editore ruberà il racconto di Benjamin per farne il suo nuovo best-seller. L'unica differenza della sua rivisitazione è il cambiamento del nome dei personaggi seguendo la personalissima “regola dell’-anous”: ogni nome per essere di qualità deve finire con derivati del suffisso.
Una commedia demenziale con un alone surreale alla Wes Anderson senza la stessa classe. Si apre con dei promettenti titoli di testa per poi scendere di livello, ma può comunque piacere.
La storia della vita di Benjamin si intervalla con la rappresentazione di quella del racconto scritto con un effetto straniante dal gusto molto acido. Si cerca costantemente parodia e trash, trovando soprattutto il secondo.
Una divertente e malinconica rivincita dei perdenti che permette la concretizzazione di un sogno anche per chi ha tutte le carte in regola per non vederlo mai realizzato. Ma siamo in un film, è Benjamin può tornare a sorridere, e far sorridere un pochino anche gli amanti del genere.
«Possa la lucentezza del cromo della regina cyborg illuminare tutti voi»
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: