domenica 13 luglio 2008

Meduse

MeduseUna donna di successo si presta ad una pubblicità progresso indirizzata alla raccolta di fondi necessari alla realizzazione di case per i meno fortunati. Nel frattempo sua figlia si barcamena in un appartamento decadente.
Queste sono solo un paio delle donne che incrociamo nell'onirica Tel Aviv del film, ci sono altre figure femminili che hanno in comune non solo il sesso, ma anche, e soprattutto, quella incomunicabilità tanto cara al cinema orientale.
La tragedia della difficoltà di comunicazione umana viene trattata poeticamente e praticamente, facendo parlare le piccole situazioni, gli occhi, i rumori e il silenzio.
Emblematico il personaggio della bambina che sguazza fuori dal mare per fare un salto nella vita degli adulti, per precauzione vuole tenere addosso il salvagente anche nella terraferma; gli occhi vispi non si sbagliano, non avrà l'attenzione che le serve e non le rimarrà che scappare e scomparire fra le onde del mare.
Gli avvenimenti si amalgamano con quelle che sembrano materializzazioni dell'inconscio e trasformano le vicende in una sorta di percorso terapeutico. Infatti, a guardare bene questa piccola fiaba del quotidiano, si può notare come tutte le "storie” si concludano con una perdita, più o meno grave, ma contemporaneamente con un'apertura, con uno snodo che dimensiona il dramma, dandogli una svolta, e quindi volgendo a un possibile superamento in grado di donare il barlume della speranza.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: