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venerdì 30 novembre 2018

10 registi 10 anni dopo

10-registi-preferiti-il-recidivo-10-anni-dopo
In occasione della data esatta in cui erano passati dieci anni dal post I miei 10 registi avevo pensato di riproporlo aggiornato, ma mi ero reso conto che non mi veniva così semplice stilare i miei 10 registi preferiti in quel momento. In parte era dovuto al fatto che, bene o male, ero affezionato a quelli del passato e per un'altra parte perché i nuovi papabili non mi convincevano pienamente. Allora lasciai stare.
Rispetto alla ricorrenza ormai sono in ritardo però ho deciso di provare a selezionare nuovamente i miei 10 registi preferiti (ordine alfabetico) dando maggiore peso a quelli che sento più vicini e non coincidono per forza con quelli che ritengo più bravi.
  • Aleksandr Sokurov
  • Álex de la Iglesia
  • Darren Aronofsky
  • Jafar Panahi
  • Kim Ki-Duk
  • Lars Von Trier
  • Luis Buñuel
  • Paolo Sorrentino
  • Satoshi Kon
  • Terry Gilliam

Siccome ho faticato a decidermi sugli elementi della prima decina sento il bisogno di fornire anche i dieci registi successivi (ordine alfabetico), sono quelli che potrebbero aggiudicarsi un posto nella prima decina in un altro momento, ad esempio se la lista la dovessi scrivere dopodomani.

altri-10-registi-preferiti-il-recidivo
  • Christopher Nolan
  • Ethan & Joel Coen
  • François Ozon
  • Michel Gondry
  • Nanni Moretti
  • Shin'ya Tsukamoto
  • Stanley Kubrick
  • Sylvan Chomet
  • Terrence Malick
  • Xavier Dolan

domenica 20 settembre 2015

OPUS di Satoshi Kon

opus-satoshi-kon-copertina
Il regista Satoshi Kon era presto entrato fra i miei preferiti perché aveva unito due cose che mi piacciono: il genere d'animazione e la tematica di sogno/realtà, ricorrente in tutte le sue opere.
Il mondo dei sogni ha in me una duplice aspetto di repulsione-attrazione. Da un lato ho sempre cercato di allontanarlo e ridurlo perché il dormire sottrae tempo a quello che si vuole fare, dall'altro è il mio "mondo" preferito perché ho un'intensa attività onirica anche se, purtroppo o per fortuna, non si intreccia con la realtà come accade nelle opere di Kon.
Ma a Satoshi Kon sono anche molto affezionato perché ho sentito vicina la sua morte, avvenuta troppo presto, nel mezzo del cammin, per dirla a la Dante, di un male molto simile a quello che si era portato via un mio parente qualche mese prima. 
opus-satoshi-kon-die
I film di Satoshi Kon li ho visti tutti, compresa la bellissima serie Paranoia Agent, mentre l'altro versante delle sue creazioni, quello da cui proveniva, ossia i manga, mi mancavano. Ho quindi deciso di recuperare OPUS.
OPUS inizialmente era uscito a puntate, fra il 1995 e il 1996, nella rivista "Comic Guys", ma Kon aveva dovuto interrompere la collaborazione perché indaffarato nel realizzare il suo primo film: Perfect Blue.
Nel 2014 la Dark Horse Comics ha pensato bene di raccogliere quei lavori lasciati incompleti e allegarci anche le bozze delle tavole finali trovate, dopo la morte di Kon, dentro un cassetto.
Esiste anche una versione italiana, edita dalla Panini, che però è divisa in due volumi (1 - 2). Io ho letto la versione inglese.
opus-satoshi-kon-dream
Anche su OPUS incontriamo una collisione fra il mondo immaginario e quello presunto reale, ma in questo caso si dilaga nel metadiscorso dell'autore e la sua opera. 
La storia vede un disegnatore di manga alle prese con le ultime tavole di "Resonance", la scadenza per la consegna è imminente, ma il compito si fa complicato e finirà per cadere dentro al suo mondo. 
Quel disegnatore è ovviamente una trasposizione di Satoshi Kon, anche se nel finale abbozzato scatta l'ulteriore livello meta con il disegnatore nel fumetto che inveisce contro il "suo" disegnatore, per l'appunto Kon, che si giustifica adducendo l'essere impegnato nella realizzazione del suo film, proprio com'era nella realtà (vedi vignetta più sotto).
Nell'albo la questione centrale è l'autore come dio dei suoi personaggi, con il dubbio che i personaggi acquisiscano una vita propria. Nella storia prevale l'azione, ma c'è spazio per quesiti esistenziali vorticosi sul rapporto fra il creatore e la sua arte, e quindi della sua responsabilità.
Insomma abbiamo un fumetto che parla di un fumetto realizzato da un disegnatore che diventerà regista che si domanda quanto della propria vita entri nella sua opera (come personaggi che prendono i tratti delle persone che conosce) e di come si trasferisca parte di sé nell'opera, un meccanismo che in qualche modo rende delle divinità.
Di fronte a questo creatore-dio i personaggi-persone potrebbero quindi avere un buon motivo per biasimare quello che questa entità superiore ha destinato per la loro vita. Tanto banale quanto profetico, considerato cosa aveva in serbo il destino per Kon; quanto insensato se si pensa che un grande "tessitore" non ci sia.

lunedì 2 dicembre 2013

Paranoia Agent

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[+] È passato un bel po' di tempo da quando ho visto Paranoia Agent (2004), la Serie TV d'Animazione di Satoshi Kon; l'avevo guardata in giapponese sottotitolata in inglese, compito per me impegnativo perché il mio rapporto con le lingue straniere è e sempre sarà conflittuale, quindi indice che ci tenevo molto. Lo sforzo fu in gran parte appagato e siccome ho trovato di recente su YouTube la versione in italiano (link allo streaming delle puntate in fondo al post), mi è venuta voglia di proporla ai lettori con la speranza che i video non vengano cancellati. 
Satoshi Kon è uno dei miei registi preferiti e le tematiche delle sue opere mi coinvolgono molto, quando nell'agosto del 2010 è mancato sono rimasto veramente male. Se n'è andato a soli 46 anni con un film in cantiere, The Dreaming Machine, che pare non vedrà compimento.
Paranoia Agent è uscita per la TV ed è composta da 13 episodi di 25 minuti, si ritrovano elementi dei temi trattati nei suoi film, praticamente si può considerare un compendio della sua opera.



La serie non è semplice da seguire e gli episodi appaiono spesso sconnessi fra loro. A fornire la struttura, con qualche interruzione, c'è l'indagine per catturare Shonen Bat: un ragazzino con cappellino e mazza da baseball che si diverte ad aggredire le persone dileguandosi poi grazie a suoi rollerblade dorati.
La prima vittima è una giovane designer che sale alla ribalta grazie a Maromi, un pupazzetto rosa di sua invenzione. La polizia sospetta che lei si sia inventata l'aggressione per attirare l'attenzione e sfruttarla come operazione di autopromozione. 
Da qui si aprono gli eventi che prendono pieghe inaspettate con l'entrata in scena di personaggi in altre faccende affaccendati che pare non abbiano molto in comune. Anche le "realtà" si stratificano, si passa dal thriller all'onirico, dal fantasy al metafilmico, dal comico al drammatico.
Il trait d'union, che progressivamente si svela, evidenzia che quanto selezionato è il materiale per un'analisi sociologica del Giappone, quindi una critica alla società nipponica ipercompetitiva nella quale le persone si trovano oppresse da aspettative elevate o afflitte dai sensi di colpa. Sono situazioni dalla quali le persone vorrebbero fuggire però la via battuta non va verso l'esterno, in un'evasione, bensì verso l'interno, nella psicosi e nella paranoia.

paranoia-maromi
Shonen Bat a suon di mazzate diventa, paradossalmente, un liberatore per quelle vittime intrappolate nelle loro situazioni personali. Nel finale si uniscono i puntini e viene spiegato tutto, io l'ho trovato un pochino deludente perché le mie aspettative si erano gonfiate nella visione e mi aspettavo qualcosa in più.
La narrazione e la grafica di Kon partono dal tangibile per poi sublimare in realtà oniriche e surreali dove il mondo quotidiano viene centrifugato in un flusso psicoanalitico introspettivo e caotico, in questa nuova dimensione si può trovare uno sfogo, fantasticare e cercare un qualche nuovo ordine. Alla fine se ne fuoriesce con un'apparente calma, ma si intuisce essere solo un punto dell'eterno ritorno.

Consiglio: se avete un tablet salvate questa pagina nei preferiti, come un sommario, e poi guardate le puntate sul vostro dispositivo.
  1. Arriva Shonen Bat!   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  2. Le scarpe d'oro   [Parte 1 - Parte2 - Parte3]
  3. Double Lips   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  4. Il cammino del vero uomo   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  5. Il racconto del Sacro Guerriero   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  6. Minacciata dalla furia degli elementi   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  7. Mhz   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  8. Happy family planning   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  9. Etc.   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  10. Maromi dolce-sonno   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  11. Senso vietato   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  12. Radarman   [Parte1 - Parte2 - Parte3]
  13. Ultima puntata   [Parte1 - Parte2 - Parte3]

mercoledì 25 agosto 2010

Addio Satoshi Kon, vai verso l'infinito?


Dopo aver scritto per la terza volta (non consecutiva, nel senso che è la terza negli ultimi mesi) un post, se non conclusivo, almeno sospensivo a tempo indeterminato del blog, mi è arrivata la notizia della morte di Satoshi Kon, uno dei miei dieci registi preferiti. Metto ancora da parte i miei intenti e passo a questo piccolo tributo.
Il regista giapponese muore prima di compiere 47 anni, se ne va lasciandomi il ricordo di uno dei pochi film tanto attesi sulla carta che non mi hanno poi deluso, anzi, hanno più che confermato le mie aspettative. Il film era Paprika, sognando un sogno; comprai il DVD e segnò una mia estate.
Quello dei sogni e delle sue "intrusioni" nel reale è un tema ricorrente della sua purtroppo breve filmografia e un tema a me fisiologicamente molto caro. Il suo prossimo film era annunciato per il 2011 proprio con il titolo The dreaming machine. Non so a che punto erano della realizzazione, probabilmente lo faranno uscire in qualche modo lo stesso, ma non sarà lo stesso.



giovedì 9 ottobre 2008

Perfect Blue

Perfect BlueMima è una idol, una delle tre cantanti che compongono le Chan, il tempo passa e prima del declino fisiologico che la toglierebbe dal mercato Mima desidera riciclarsi come attrice. Il cambiamento che si prospetta sembra però non essere apprezzato da un fan maniaco, ma forse non è l'unico.
L'opera prima di Satoshi Kon è un giallo giocato in un percorso lineare ma tortuoso dove si intrecciano la personalità multipla della protagonista, il film nel film, i sogni di vita e la vita dei sogni, fondendosi tra loro e confondendo la nostra visione, almeno fino alla chiusura delucidatoria.
Il risultato è una riflessione sulla visione e sull'icona erotico-mediatica della idol giapponese, che potrebbe essere idealmente paragonata, molto alla lontana, con la velina nostrana.
Il gioco visivo è straniante e avvincente, non sei mai sicuro se stai vedendo il film, il film nel film, o le visioni di una neo-attrice turbata dal ruolo che deve interpretare.
L'ex-idol, new-actress, deve fare i conti non solo con il suo lavoro ma anche con le aspettative del pubblico, non può sottrarsi alle regole del gioco tanto da trovarsene imbrigliata e minacciata in un vortice che sembra risucchiarla sempre più, ma non sarà lei ad impazzire.
Bella animazione per adulti in un'atmosfera fra Hitchcock e Lynch, con un pizzico di Dario Argento.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |

lunedì 2 giugno 2008

I miei 10 registi

I miei 10 registi
Come al solito la premessa è che questa lista di dieci registi non vuole essere la lista dei migliori registi, ma quella dei dieci registi che io preferisco al 2 giugno del 2008.
Per compilare questa decina ho usato un unico criterio tecnico: potevano esserci solo registi di cui ho visto almeno tre film (fra parentesi il numero specifico per ognuno). Così facendo sono stato costretto a lasciare fuori registi che mi piacciono molto e anche alcuni di quelli che hanno diretto film da me prediletti.
Considerato tutto ciò prego gli eventuali commentatori di evitare frasi del tipo: "ma come si fa a non mettere Mizoguchi", "non capisci niente di cinema se non c'è Ejzenstajn" o similari. Sono invece ben gradite altre personali decine.

In ordine alfabetico ecco i miei dieci registi:

sabato 22 dicembre 2007

Tokyo godfathers

Tokyo godfathersUn barbone, un transessuale e una ragazza fuggita di casa sono i componenti del gruppetto atipico che ritrova una neonata abbandonata fra l'immondizia. Invece di portarla alla polizia interpretano il fatto come un dono divino e decidono di partire per ridare alla trovatella i genitori.
Un favola natalizia e allo stesso tempo una commedia intrisa di giallo, dove il dramma viene intramezzato, quindi sostenuto, dal sorriso. Il viaggio nei sobborghi di Tokyo si trasforma in una riscoperta-confessione del passato nascosto da cui i nostri protagonisti cercano una redenzione. La morale di fondo è che la vera emarginazione non è la mancanza di denaro ma quella di una famiglia e delle relazioni interpersonali.
Direi che è un film d'animazione ideale per lo “spirito natalizio”: l'originalità dei protagonisti, un nucleo familiare da terzo millennio, e una qualità d'animazione grafica splendida, rendono assaporabile lo smielato ottimismo da “inno alla vita”.
Estasiato
| Reg: 8 | Ani: 9 | Fot: 8 | Sce:7 | Son: 8 |

martedì 9 ottobre 2007

Paprika - Sognando un sogno

PaprikaNel sentire la parola “Paprika” viene in mente Tinto Brass o le patatine ricoperte dalla polverina rossiccia, eppure questa spezia è anche il nome dell'alter-ego di Atsuko: giovane psichiatra che cerca di aiutare le persone intervenendo direttamente nei loro sogni.
Questa sensazionale pratica è resa possibile dall'avveniristico congegno del geniale ciccione Tokita che ha costruito una specie di cerchietto per capelli in grado di far entrare il medico nella dimensione onirica del paziente.
L'apparecchio è ancora in fase di sperimentazione, ma qualche copia viene rubata creando problemi all'equipe del progetto e mettendone in evidenza la sua pericolosità nelle mani sbagliati.
Il sottotitolo “sognando un sogno” ci anticipa l'atmosfera surreale del film, dotato di un'avvolgente colonna sonora. Si esplora la relazione del sogno e della realtà facendosi catturare dalle belle immagini vorticose e vertiginose.
Questa volta sono i sogni ad essere “filmografici” aprendo un discorso metacinematografico affascinante. Mentre investighiamo sull'accaduto, in un'atmosfera surreale, l'onirico giallo ci farà scorrere maestosamente fino ad uno stordimento apocalittico. Estasiato