domenica 4 aprile 2010

Eldorado Road

eldorado roadYvan è un meccanico d'auto d'epoca, vive solo. Un giorno rientrando a casa la trova a soqquadro, dal piano superiore si sentono alcuni rumori, corre su e pesca il ladro nascosto sotto il letto: il furfante è impaurito e non ha intenzione d'uscire. Dopo una notte di stazionamento i due troveranno un accordo.
Il malandrino è un giovane eroinomane innocuo e vorrebbe tornare dalla sua famiglia, Yvan si offre d'accompagnarlo a bordo della sua Chevrolet.
Si tratta di un viaggio che non porta affatto ad un luogo appagante e piacevole, El Dorado sarebbe un paradiso, ma qui siamo sulla Terra e questo tragitto umano parte dal bizzarro per passare al malinconico e giungere al tragico. È un on the road che non si realizza negli sconfinati territori americani, siamo nel piccolo Belgio, ma "la strada" mantiene ancora un suo potere riuscendo ad infrangere le due solitudini, temporaneamente, perché la vita non è meravigliosa, specie se nel passato c'è qualcosa che continua a tormentarti e per recuperare è troppo tardi, praticamente impossibile.
Questo piccolo film asciutto e silenzioso, girato in modo semplice ma non banale, sgranella un pessimismo che non cade nel patetico e si palesa in due battute su cui riflettere. La prima è: «Se vuoi vivere devi passare sulle tombe degli altri». La seconda, che diventa emblematica nel finale, è: «Se vedi uno che ha fatto un incidente cosa fai? Lo soccorri!? No, devi andare via; hai il brevetto di soccorso? No. Allora devi andare via».
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 6 |

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