
Questa trasposizione della celebre storia di Alice nel Paese delle meraviglie si basa sul manoscritto originale di Lewis Carroll che si differenzia un po' dal libro, in particolare mancano alcuni passaggi. La nota di originalità è quella di staccarsi dai personaggi animali e inanimati del racconto e renderli tutti umani appartenenti alla classe borghese vittoriana. Questo passaggio fa perdere alcune caratteristiche proprie della storia, come l'inversione animato/inanimato, senza aggiungere nulla di sostanzioso, togliendo invece parte del lato fantastico e contribuendo a un clima piatto e noioso che si prova per quasi tutto il film.
Non c'è meraviglia nel “viaggio” di questa Alice, anzi c'è lo stesso interesse che si prova nel percorrere la strada di ogni giorno. Manca la vivacità nella protagonista e nel film che sconta il tentativo stilistico di voler essere “più adulto”, ma poco serve la buona fotografia e il mettere in risalto il testo se si asciuga il lato frizzante e problematico dell'io della giovane Alice rendendola una figurina, quasi monoespressiva, in un mondo di battute impostate.
Il risveglio della protagonista non è né da un sogno, né da un incubo, ma solo da una grigia passeggiata fra bizzarri signorotti dai bislacchi comportamenti.
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 4 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 5 |
| Reg: 5 | Rec: 4 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 5 |