mercoledì 3 giugno 2009

Bye Bye Berlusconi!

Bye Bye Berlusconi

La vita che vorrei?
Quella senza Berlusconi.
Così risponde un produttore di film alla domanda postagli e prosegue motivando in tre punti la sua affermazione: per primo è una faccia da culo, ed è stanco di vederlo; per secondo è un ladro, ed è stanco di essere derubato; per terzo spara cazzate, ed è stanco di sentirlo.
Forte di queste ragioni decide di fare un film contro Berlusconi.
Il problema è che al momento di iniziare le riprese gli viene comunicato che non si può nominare Silvio Berlusconi nel film, così tutto si ferma con il malcontento degli attori che lavorano pure gratis.
Ma grazie ad un albo di topolino letto nel “pensatoio” si trova la strada da seguire per non bloccare il progetto: fare un film di metafore e virare nella satira.
Silvio diventa Topolino, proprietario di Teleanguria, sindaco della città di Topolonia. Un giorno la banda cazzotti lo rapisce e i terroristi indecisi se giustiziarlo o meno, optano per fargli un processo, perché sia finalmente giudicato. Il tribunale improvvisato sarà trasmesso sulla rete e la sentenza sarà decisa direttamente on-line; a suon di click Topolino sarà condannato a novantacinque anni di reclusione.
La storia fantastica è mescolata con quella delle disavventure della troupe che sta girando il film nonostante continui inghippi esterni che cercano di renderne impossibile la realizzazione anche attraverso l'intimidazione del cast.
Un dialogo significativo è quello dove il collaboratore dice al sindaco di Topolonia che i sondaggi sono a suo favore e l'interessato (S.B.) risponde: “incredibile, ho rubato, venduto angurie marce, predicato per i miei interessi, e loro mi votano”.
Lo stile visivo è un amatoriale minimale e riuscito, a tratti mi ricordava Kusturica, il film però non cresce e non si stacca dalla "simpatica trovata".
Nei titoli di coda stralci di interviste agli italioti.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 7 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 6 |

Qualcosa in comune con: