domenica 4 maggio 2008

I pugni in tasca

I pugni in tascaUna famiglia borghese alla deriva vive in una villa trascurata e decadente. La madre è cieca e i suoi quattro figli l'accudiscono controvoglia. Augusto è il fratello maggiore e vorrebbe andare a vivere in città con la fidanzata, Alessandro soffre di crisi epilettiche e sente un forte disagio con la famiglia, Giulia apparentemente normale è legata morbosamente al fratello Alessandro; chiude la casata Leone, il più piccolo dei fratelli, totalmente ritardato.
Un film dirompente che mi ha dato la sensazione di un Truffaut e un Buñuel sheckerati in salsa italiana, Bellocchio al suo esordio demolisce la famiglia borghese presentandola come un nucleo ossessivo ripiegato su se stesso. Centrale è l'idea che per vivere sia necessario eliminare dal proprio sguardo le persone bisognose di aiuto, del “nostro” aiuto, anche le più vicine, solo per poter dare spazio alla realizzazione del proprio io.
La famiglia appare come una gabbia morbosa che impedisce di vivere e tenuta insieme solo dalla contingenza delle convenzioni, non da un sentimento d'amore. Alessandro fa scattare la molla che mette in azione un macabro piano rendendo lucidi gli squilibri psichici per forzare le sbarre, ribellarsi, liberare alcuni, ma anche annientare se stesso.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

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