martedì 21 aprile 2009

36 Quai des orfèvres

36 Quai des orfèvresDa alcuni mesi i mezzi portavalori di Parigi sono presi di mira da una banda che utilizza furgoni neri ed un equipaggiamento d'assalto per svaligiarli. Il capo della polizia giudiziaria riceve un ultimatum e mette il suo incarico nelle mani di chi riuscirà a sgominare la banda.
I contendenti sono due: Lèo, capitano della Squadra di ricerca e intervento, e Klein, capitano della Squadra di repressione del banditismo. I due colleghi sono legati da un passato comune, hanno amato la stessa donna, che però è diventata moglie di Lèo e per questo Klein cela dentro di sé del rancore.
Coinvolgente polar con una sceneggiatura sostanziosa che scandaglia le relazioni intricate tra polizia, malavita e vita privata.
Percorsi individuali profondi per persone che, con azioni quotidiane, vivono questioni etiche complesse con in primis la difficoltà di raggiungere ad una vera giustizia seguendo la via istituzionale.
Lèo prova a trovare una propria via con la consapevolezza che attaccare la gerarchia, mettendo in questione il sistema, comporta il rischio di essere messi a tacere.
La vendetta può dunque avere il sapore di giustizia, ma è una giustizia ridotta e personalistica dove il bene comune viene dimenticato e non ha più morale. In questo scenario polizia e malavita sfumano i loro confini e le divisioni sono solo di facciata.
La legge degli uomini per gli uomini fallisce e l'etica perde il carattere universale rendendo l'individuo solo, in balia di interessi egoistici perseguiti senza scrupoli: non è più società giusta, ma società del più forte, forte non della ragione, ma del sopruso.
Buona regia di Marchal che conosce bene il microcosmo di cui parla avendo lavorato come poliziotto notturno. Nel cast oltre ai due noti attori francesi Depardieù e Auteil c'è anche l'italiana Valeria Golino. Io non sono mai riuscito a sopportarla.
Deliziato
| reVisione dal passato |

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