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venerdì 23 novembre 2012

A proposito di Buñuel



Ho scoperto per caso questo documentario su Luis Buñuel che, come sa chi mi segue da più tempo, è uno dei miei registi preferiti.
Avevo visto la notizia dell'uscita di un cofanetto Blu Ray più DVD della BFI con L'Age D'Or e Un Chien Andalou che sono le sue due prime opere cinematografiche e negli extra era presente questo A Propósito de Buñuel; ricerchino su Google ed ecco saltare fuori su Vimeo lo streaming (spagnolo-inglese).
Nel film si presenta uno studio biografico del regista spagnolo integrato con filmati girati dallo stesso Buñuel, interviste ai conoscenti, reperti  fotografici, documenti e brani tratti dall'autobiografia Dei miei sospiri estremi.
Lo scopo dichiarato non era quello di creare un'opera indirizzata ai cinefili feticisti bensì un film godibile che riuscisse a far conoscere a un maggior pubblico Luis Buñuel.
Il regista Carlos Saura l'ha definito un lavoro che mette in evidenza il mondo personale di Buñuel "il suo surrealismo iberico e graffiante, violento e tenero allo stesso tempo".

domenica 3 aprile 2011

Uzumaki

uzumakiNella cittadina giapponese di Kurozu alcune persone si comportano in modo strano, sembra sia dovuto alla “Maledizione della spirale”. La studentessa Kirie e il suo ragazzo Shuichi si trovano accerchiati dagli eventi, dovrebbero fuggire, ma la spirale li attira a sè.
Che strano miscuglio in questo Uzumaki ("vertigine" in giapponese), un horror con situazioni trash e dementi che portano al sorriso, un paio di trovate sono stucchevoli nella loro assurda stupidità. Dopo pochi minuti risulta chiara una trama da fumetto, dopo la visione scopro infatti che è tratto da un manga di Junji Ito.
Si inizia con un invasato ossessionato dalle spirali che ammira un vasaio perché nella sua arte si nasconde l’essenza della spirale. D’altra parte come non essere affascinati da quella figura che dà le vertigini e sembra condurre ad un mistero ultimo e infinito?
Trascorsa una ventina di minuti c’è il primo “colpo” che toglie ogni dubbio su quali guanti si debbano usare per maneggiare il film. Nel secondo capitolo tocchiamo le sconvenienze della spirofobia che porta a eliminare ogni cosa possa richiamare una spirale, come impronte digitali, capelli, e attenzione alla coclea, sta dentro le vostre orecchie.
Nel terzo capitolo ci viene detto che una volta lumache umane erano gli abitanti del villaggio, ma la cosa non viene approfondita nonostante un paio di studenti stiano diventando proprio grosse chiocciole. Non c’è tempo perché la maledizione ha ormai raggiunto il suo apice.
Nel quarto capitolo c'è l’epilogo, ci si sofferma sul lago che sembrava nascondere la spiegazione di tutto, ma che a noi non è dato sapere, nell’assurdo l’unica cosa chiara è che la spirale ha vinto.
Da segnalare positivamente la scelta cromatica della fotografia che vira tutto alle gradazioni di un verde smorto e ammuffito. Alla visione ero stato portato dall’attrazione per le spirali, post-visione mi stanno un po’ sullo stomaco e il film lo possiamo tranquillamente dare al gatto...
Sgradito
| Reg: 4 | Rec: 4 | Fot: 7 | Sce: 4 | Son: 4 |

mercoledì 13 agosto 2008

E morì con un felafel in mano

E morì con un felafel in manoDanny si è laureato in lettere e sogna di diventare scrittore ma è ormai alla soglia dei trent'anni senza aver prodotto nulla; continuamente costretto a fuggire dalle sue convivenze, passa da un appartamento all'altro e da una città all'altra senza trovare pace.
Noi lo seguiamo alle prese con amici pazzoidi e con grottesche vicende dalla convivenza numero quarantasette fino alla quarantanovesima, quando la disperazione esploderà e, dopo la morte preannunciata dal titolo, Danny darà una sterzata alla sua vita.
Film strutturato a schede, corrispondenti a varie finestre della vita assurda e depressa di un giovane che diventa l'emblema di una generazione che non riesce a trovare una rotta.
Una generazione particolare, alternativa e borghese, che ama la letteratura e che riconosce la ricchezza della cultura, ma che ne sente anche la pesantezza: "tutto è già stato vissuto".
Danny, ad ogni trasloco, stacca le foto appese alla parete per poi riattaccarle nel nuovo appartamento, cerca di mettere in ordine, trovare un senso ai frammenti della sua vita e ogni trasloco diventa l'occasione per una nuova speranza. Arriva però il momento dello scoppio, con la preoccupazione di giungere ad un giorno in cui ti domandi che fine abbia fatto la tua vita. Danny getta la spugna e anche l'affezionata macchina da scrivere, il mondo "alternativo" collassa e in una cerimonia se ne bruciano i simboli.
Al nostro protagonista non rimane che entrare nel sistema, scrivere racconti per Playboy e progettare un futuro con la donna amata.
Film tratto da un libro di John Birmingham.
Deliziato
| reVisione dal passato |

lunedì 7 aprile 2008

Zora la vampira

Zora la vampira pornoNon ha niente a che fare con il famoso fumetto erotico degli anni '70, ci troviamo di fronte ad uno pseudo horror sociale parodistico dalla fattura “casereccia”: il principe delle tenebre guardando “Carramba che sorpresa” capisce che è giunto il momento di lasciare la triste Transilvania e partire per un'Italia che promette sangue più dolce.
Preparata la bara da viaggio, con l'aiuto del fido servo rumeno, approda come un clandestino a Roma, ma senza denaro e permesso di soggiorno è dura sopravvivere, anche per il principe delle tenebre.
Due menestrelli tossici introducono le vicende in cui il Conte incontra e si innamora della bella writer Zora, fra canzoni hip hop, un centro sociale e la squadra speciale anti mostro del commissario Lombardi (uno scontato Verdone).
Il film è fatto parecchio male, ma questa favola “moderna” e alternativa che tocca, a grandi linee, il tema dell'immigrazione mi ha fatto divertire nonostante tutto.
Deliziato
| Reg: 4 | Rec: 4 | Fot: 5 | Sce: 5 | Son: 6 |

martedì 9 ottobre 2007

Series 7: The Contenders

Series 7 The ContendersSiamo già alla settima edizione del famoso reality usa: cinque contendenti estratti a sorte dovranno sfidare la campionessa in carica che per questa occasione è prossima al parto. Come al solito il premio è la sopravvivenza e i concorrenti si elimineranno fino a proclamare un unico vincitore.
Girato come un vero reality con telecamera a mano e montaggi abbinati a canzoncine commoventi. Non c'è niente da dire, il risultato è al quanto malato e preoccupantemente verosimile seppure nella sua vena parodistica e nel complesso un po' retorica. Al sentire la frase “guardatevi le spalle” la mente è andata subito alle stesse parole più volte pronunciate da Simona Ventura in questa quinta edizione dell'isola dei famosi. Brutale pure la conclusione dove, nonostante il tentativo di ribellione al meccanismo televisivo, liberarsi diventa impossibile perchè tutto fa spettacolo.
O i reality sono una merda o la realtà è una merda. C'è differenza? (GP: Gradito)
Voto: 6.6