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mercoledì 31 luglio 2019

The Terror (serie, prima stagione)

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The Terror è una serie antologica a stagioni, questa prima è composta di 10 episodi, tratta dal libro “La scomparsa dell’Erbus” di Dan Simmons, è stata da poco annunciata la seconda che si intitolerà The Terror - Infamy e parlerà di un campo di internamento per americani di discendenza giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.
The Terror prima stagione è inspirato ai fatidici fatti realmente accaduti (La spedizione perduta di Franklin) e in effetti per la prime puntate della serie gli elementi rimangono in equilibrio fra il realismo diluito da possibili scherzi della mente e la possibilità che invece ci siano elementi fantastici, con il proseguo “la cosa” si espliciterà togliendo i dubbi; forse sarebbe stato meglio se invece si fosse riusciti a rimanere in bilico dall’inizio alla fine.
La trama vede due navi britanniche, la Erebus e la Terror, inviate nel 1845 nella zona artica alla ricerca di un passaggio a nord-ovest. I fatti storici dicono che di quella spedizione non si sia saputo più nulla fino al 2014 quando furono ritrovati i resti della prima nave e nel 2016 quelli della seconda.
La nostra serie inizia poco prima che le due imbarcazioni rimangano bloccate ed intrappolate nei ghiacci e continua immaginando quali siano state le sorti dei 129 membri dell’equipaggio.


A colpire subito è il contrasto fra lo spazio claustrofobico e ricco della nave e l’esterno vuoto e sconfinato che si trasforma però in una seconda gabbia, questo è lo scenario che influenzerà in modo determinante le relazioni prima di un equipaggio, poi di singole individualità, alla ricerca di salvezza o qualche forma di redenzione.
Allora che cos’è questo terrore? È solo il nome di una barca? Ovviamente no, nel corso delle puntate assaggiamo le sue sfaccettature, la sua capacità di prosciugare le speranze e di generare in risposta violenza. Questo terrore può trasformare le persone, perché a lottare con i mostri è un attimo a trasformarsi a sua volta in altri mostri. Il terrore può cambiare così profondamente un uomo da renderlo completamente un’altra persona, può segnare una spaccatura esistenziale impossibile da ricomporre.
Quale sarebbe l’origine di questo terrore, qual è la fonte del male?
È un boccone che si mangia giornalmente e che nasconde al suo interno qualcosa di nocivo, è un freddo che ti avvolge fino a spegnere la fiammella che ti fa andare avanti, è qualcosa che ti monta dentro e ti fa implodere quando le tue possibilità diventano contingentate, è il mettere in discussione la vita tua per la vita mia, oppure è solo qualcosa di sconosciuto che ti minaccia dall’esterno, o forse è la certezza che il tuo tempo è finito.

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Oltre a queste riflessioni sottotraccia nella storia, mi hanno convinto in particolare i primi episodi, per la sensazione di realismo della vita nelle navi, e mi è piaciuto anche la scelta per il finale. Quello che ho trovato in difetto è un ritmo troppo lento nella seconda parte oltre ad alcuni fatti poco convincenti: penso alla pseudo festicciola e ai suoi risvolti, ai trasferimenti sulla terra ferma incredibili e all’accampamento che pare un villaggio, quando le disponibilità avrebbero dovuto essere molto ridotte.
Se siete disposti ad immergervi nel freddo polare e lasciarvi avvolgere da una storia che non vi donerà alcun calore, ma che puntella alcuni stati della natura umana, vi consiglio di guardare questa serie che offre un mix di generi dallo storico al dramma, passando per l'horror, l'avventura, il survival, il tutto con uno sfondo di fantastico. In ogni caso se decidete di rimanere alla larga, o al largo, vi capisco, è meglio non disturbare il Tuunbaq che dorme.

domenica 30 giugno 2019

Climatizzatore Climax

climax-contesto
climax-vivere-è-un-impossibilità
climax-morire-è-un-esperienza
climax-guarda
climax-piangi

Ah, la sangria corretta.

lunedì 27 maggio 2019

Palma d'oro 2019

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Cannes quest’anno mi è apparso diverso. Per me è il concorso che apre la parentesi del cinema estivo, ma all’apertura pareva di essere in autunno. Altra cosa che mi ha stupito è come il Festival sia stato trattato dai principali siti d’informazione italiani, di solito i titoli erano solo su vestiti o fatti da gossip, mentre mi è sembrato di vedere una riscoperta d'attenzione verso i film. 
Presidente di giuria dei film in concorso al Festival di Cannes nº72 è stato Alejandro González Iñárritu, gli altri componenti erano Enki Bilal, Robin Campillo, Elle Fanning, Yorgos Lanthimos, Maimouna N'Diaye, Paweł Pawlikowski, Kelly Reichardt, e la nostra Alice Rohrwacher. Sarei curioso di sapere cos'ha votato la giovane Elle Fanning.

La Palma d'Oro è stata vinta da:
  • Parasite di Bong Joon Ho

Di film italiani ce n'era solo uno, Il traditore di Marco Bellocchio, che è stato anche in odore di qualche premio, salvo poi portare a casa il solito pugnetto di mosche. In ogni caso entra sicuramente nella mia lista dei film da vedere, nella quale aggiungo anche:

• The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch, ha aperto il festival, io di zombie sono satollo, tanto da non essere riuscito ad andare avanti con la serie The Walking Dead, ma questi sono gli zombie in salsa Jarmush, e dopo la sua bella rivisitazione dei vampiri in Solo gli amanti sopravvivono sono molto curioso di vedere come ha "preso" i non-morti.
• Once Upon a Time... In Hollywood di Quentin Tarantino, non ne ho sentito parlare in maniera splendida, questa volta ha compiaciuto il suo feticismo per le pellicole anni '60. I film precedenti li ho visti tutti, perchè farsene mancare uno?
• A Hidden Life di Terrence Malick che per anni sembrava un regista stitico, in trent'anni aveva fatto quattro film, ha cominciato a sfornare a nastro, in otto anni sei film. Ha uno stile esistenziale e onirico che mi piace, ma non sempre nei contenuti. Vedremo questa volta.
• The Lighthouse di Robert Eggers con Robert Pattinson che è sbocciato come idolo delle ragazzine, grazie alla saga Twilight, mi pare abbia scelto la strada di Di Caprio e dimostrare di essere un vero attore. Negli anni l'ho visto in ruoli molto diversi, in questo fantasy-horror in bianco e nero fa il guardiano di un faro.
• Lux Æterna di Gaspar Noé un regista lisergico che mi aveva deliziato con Enter the void, questa volta crea qualcosa di fiammeggiante in una cinquantina di minuti, vedremo cosa.

Altri film che mi hanno incuriosito e vorrei vedere:
• Les Misérables di Ladj Ly
• Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles
• Joan of Arc di Bruno Dumont
• Little Joe di Jessica Hausner
• Young Ahmed di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne,

[Lista completa dei premi: Palmarès]