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giovedì 26 luglio 2012

Chiamata metropolitana - Berlin Calling

berlin-calling
Ad attirarmi su questo film era stato il titolo per la sua assonanza al celebre album dei Clash (London Calling) e in effetti la musica è l’elemento centrale nel film, ma è di un altro genere rispetto a quella di Joe Strummer e compagni: Berlino chiama un sound elettronico.
Martin è DJ Ikarus, un giovane promettente che ha appena terminato un tour internazionale e si trova ora alle prese con la preparazione del secondo album. Per cercare un po’ di relax ed ispirazione si lascia cullare dalle droghe sintetiche; una notte esagera con qualcosa tagliato male e viene ricoverato con problemi schizofrenici. Tutto crolla.
È una variazione sul tema, si è già visto di simile in Trainspotting e Requiem for a Dream, in questo caso la realizzazione non si sbilancia in ricerche artistiche e trova un semplice equilibrio fra lo stile documentaristico e la linearità della narrazione della parabola dell’artista salvato dalla sua arte.
Così il film punta tutto sull'avvolgente colonna sonora come fa il suo protagonista, interpretato da Paul Kalkbrenner vero DJ nella vita ed autore di tutte le musiche del film (Sky and Sand è stato utilizzata anche dalla Rai nelle pubblicità degli Europei 2012).
La Berlino del titolo quasi non si vede, in fondo serve solo come elemento rappresentativo per definire collocando l'individuo metropolitano moderno: una figura sola circondata da pubblico. Non è la Berlino inizio anni ottanta di Christiane F. e i ragazzi dello zoo.
Martin non ha veri amici, pure la sua ragazza-manager in realtà è lesbica ed interessata più alla sua produzione che a lui; la famiglia è distante nonostante i buoni rapporti: il fratello ha scelto un'altra vita e il padre è un predicatore. Anche gli addetti al “recupero” in fondo lo vorrebbero solo dipendente in un modo istituzionalizzato... Insomma negli altri non si trovano appigli.
Quando si sprofonda nel nulla che ci circonda l’unica strada per salvarsi è riuscire ad aggrapparsi ad una grande passione. Questa è la parabola. Deliziato

martedì 25 maggio 2010

Young @ Heart

young at heartYoung at heart è un coro speciale dove l’età media si aggira attorno agli ottant’anni, noi seguiamo le sette settimane che precedono la realizzazione del loro spettacolo “Vivi e vegeti” nel quale i cattivi vecchietti si cimentano con classici rock e pop.
Un documentario musicale che all’idea potrebbe far storcere il naso pensando che gli arzilli anziani vengano esposti come “animali da spettacolo”, un po’ come capita quando la televisione usa i bambini come cattura spettatori, ma nel nostro caso si può ben dire che siano grandi e vaccinati, sanno cosa stanno facendo. La loro consapevolezza è di sentirsi parte di un gruppo, avere un obiettivo nonostante siano nella tratto finale della vita e poter godere d'essere ancora apprezzati e applauditi. Lo fanno con molta ironia e un po’ d’inconsapevole comicità.
La spinta partecipativa non viene propriamente dalla musica, per quello c’è il maestro Bob Cilman, e se gli domandi il genere che preferiscono rispondono la musica classica, quindi ben lontana da quella che devono cantare, ma loro sono lì per cercare di allargare gli orizzonti, e perché quando cantano si dimenticano delle ossa scricchiolanti e delle altre magagne.
Eppure le canzoni che il maestro sceglie diventano importantissime, acquistano un significato particolare e prendono una sfumatura inedita proprio grazie all’età e all’interpretazione dei performer. Per citare qualche titolo Should I stay or should I go dei Clash, Schizophrenia dei Sonic Youth, I wanna be sedated dei Ramones, Golden years di David Bowie, Forever Young di Dylan, sono tutte canzoni che strizzano l’occhio al gioco dell’età. Ma ce n’è una che più di tutte diventa veramente toccante ed è Fix it dei Coldplay dedicata ad un componente che non arriva allo spettacolo. Commovente.
Uno dei problemi fisiologici del coro è infatti fronteggiare le problematiche dovute all’essere nel declino della tragitto della vita. Significativa diventa la scena dove la corriera che li trasporta con stampata la scritta “Peter Pan” procede lungo la carreggiata mentre nell’altra corsia passa nel senso opposto un’ambulanza: tutto li spingerebbe verso un ospizio, un ospedale ed invece loro corrono ancora, nonostante la strada sia finita. Il trucco è non fermarsi, non fermarsi mai.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: - | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 9 |

venerdì 22 maggio 2009

Ex Drummer

Ex DrummerUn trio di rocker handicappati viene presentato a ritroso, nel senso che si va veramente con il rewind. Compare così una curiosa situazione iniziale a cui seguirà un incontro fra domanda ed offerta. Un ricco ed esaltato scrittore vuole scendere “nella profondità della stupidità umana, nella bruttezza dell’essere ottuso, sleale e falso; comprendere la vita dei perdenti, sapendo di poter tornare indietro”. I tre musicisti sono invece in cerca di un quarto componente per suonare ad un festival e per coerenza, e marketing, anche il nuovo elemento deve avere qualche problema.
Dries, lo scrittore, ha trovato il suo "soggetto", si inventa di non saper suonare la batteria, intorta il trio, ed ecco nati i “The Femminist”.
Lo spettatore viene spinto in un viaggio nel degrado che circonda la vita dei tre poveri disadattati zeppi di problemi economici, psicologici, fisici e familiari. Il nostro cicerone è lo scrittore che nel ruolo di narratore e co-protagonista si rivela, a discapito degli apparenti proponimenti antropologici, un perfido manipolatore. Con lo scusa di raccogliere stimoli per una nuova storia Dries sfrutta la sua superiorità culturale per indirizzare gli eventi e infierire sui tre compagni utilizzandoli come fossero suoi personaggi. Per loro, senza farsi scrupoli, prevede un finale "appropriato".
Il film è basato sull'omonimo romanzo di Herman Brusselmans ed è il più hardcore che ho visto nell'ultimo anno; per rendere l'idea è come una versione lievitata di Trainspotting. Non è solo cinico, volgare e scorretto, ma anche rancido, violento e disturbante. Valutate se siete disposti a vederlo.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |

mercoledì 11 marzo 2009

Airheads - Una band da lanciare

Una band da lanciareI protagonisti del film sono ben definiti dalle parole di un giornalista della storia:“una banda di musicisti falliti contro la società che non vuol dar loro ascolto”. A comporre la band "The Lone Rangers" c'è un trio che non spicca per acume, ma brama di raggiungere la fama. I tre svalvolati decidono infatti di far irruzione in una piccola radio per costringere il dj a passare il loro singolo.
Armati di mitra caricato a salsa piccante riusciranno ad attirare l'attenzione su di loro, ma per colpa di sfortunati eventi non a mandare in onda il pezzo. Nelle loro stelle c'è però scritto un “live in prison” da tre dischi di platino.
L'anarchia paga sempre, e questi giovani hanno un debole per l'anarchia, il problema è che il regista sembra farsi baluardo della musica hard-rock del sottobosco del panorama musicale, spesso ignorata dalle grandi compagnie discografiche che guardano più ad introiti sicuri e al look, salvo poi dimostrare con l'evolversi della storia che manca la sostanza: anche la nuova band diventerà famosa, avrà un contratto e venderà, grazie all'immagine creata con lo strampalato sequestro piuttosto che per la loro musica.
Nel cast ci sono anche il mitico Steve Buscemi e l'impacciato Adam Sandler, ma sono simpatiche macchiette in un film minore che ha il pregio d'essere orecchiabile - grazie alla colonna sonora con Motörhead, Anthrax e Ramones - e rievocarmi i tempi in cui progettavo e inneggiavo, sorridendo, l'Anarchia Moderata con il mio compagno di banco.
Sgradito
| Reg: 4 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 7 |

mercoledì 3 ottobre 2007

Empire records

Empire recordsEmpire records è un negozio di musica su cui incombe l'imminente fusione ad una grossa catena multinazionale, ma il suo gestore e i commessi desidererebbero riservargli ben altra sorte.
Musica rock e giovani “alternativi” che cercano di convivere con la vita, sgomitando per un trovare un proprio spazio. Immersi nel potere delle note, sembra che, in qualche modo, tutto si possa risolvere, anche in un unico intenso giorno.
Musica rock alle prese con l'ingresso prepotente della commerciale... prima che quest'ultima inglobasse voracemente quasi tutto, e gioventù che prova a debuttare senza che il sistema li assimili voracemente. (GP: Deliziato)
Voto: 6,4