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domenica 6 settembre 2009

Hulk

hulk[Recensione Flash - Trama del film]
Hulk, il celebre supereroe che se si arrabbia diventa grosso e verde, non l'ho conosciuto con i fumetti, ma con Lou Ferrigno e il suo telefilm trasmesso negli anni ottanta che andava in onda prima di MacGyver, quello che aspettavo veramente.
Non mi aveva appassionato molto come personaggio, ma da quando ho visto un approfondimento che analizzava i supereroi come studio culturale ho potuto capire come la sua “rabbia” potesse essere interpretata socialmente, contro il potere, e mi ha affascinato.
Per questo motivo ho visto il film di Ang Lee, ma dell'interessante lato sociologico non c'è traccia in favore invece del lato psicologico e del reparto effetti speciali: non sapevo che Hulk saltasse come una cavalletta all'ennesima potenza.
Sgradito
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 7 |

domenica 23 agosto 2009

Mean Creek

mean creek una drammatica gita sul fiumeSe sei magrolino e non violento sei l'obiettivo perfetto per il ciccione bullo della scuola che ha voglia d'alzar le mani. Ma se hai un fratello più grande puoi progettare una lezione da impartire al gradasso. Sam racconta a Rocky d'essere stato picchiato da George e insieme ad altri amici decidono di farla pagare al ciccione: lo inviteranno ad una gita in barca, lo faranno spogliare per un bagno e poi lo lasceranno in ammollo perché ritorni a casa nudo.
Nel tragitto sino al fiume conoscono un po' di più George e lo vedono sotto una nuova luce, così i cattivi propositi vengono meno, ciò nonostante gli eventi precipitano.
Un film che riprende il filone di film adolescenziali in voga negli anni '80, fra avventura e crescita, ma in questa storia c'è decisamente molto dramma. Siamo nella provincia americana, in Oregon, dove si cresce senza la presenza di figure adulte, nella desolazione e alla ricerca di qualsiasi cosa per spezzare la noia.
Lasciati a sé stessi, senza punti di riferimento, un gruppetto di giovani e adolescenti deve affrontare un passaggio traumatico per diventare “grandi”. Davanti ai loro occhi si poserà l'immagine shoccante dell'effetto, accidentale, delle loro azioni, reso ancoro più disturbante dalla coscienza sporca per avere desiderato una qualche punizione per George.
Come affrontare la situazione? E' un dilemma etico. Riconoscere la propria responsabilità, oppure insabbiare tutto e provare a far finta che niente sia accaduto?
Il film scorre bene per i due terzi e il finale arriva come una ghigliottina, solo allora ci si accorge di come sia un film ben pensato e ben pesato, forse con qualche forzatura espressiva (la scena della lumaca), e di come riesca ad incentivare nello spettatore una sensazione di disagio dovuto alla difficoltà di interpretare i comportamenti secondo una semplicistica divisione buono/cattivo, perché sempre in parte giustificabili psicologicamente.
L'uomo ha dentro di sé una natura maligna o è l'ambiente a condizionarlo? Oppure sono le singole situazioni e esperienze che plasmano le personalità che a loro volta, a contatto con quelle degli altri, prendono effetti diversi, nascondendo ed esaltandone alcuni tratti.
Molto convincente il gruppetto di giovani attori che riescono a far “odorare” le pulsioni adolescenziali e un continuo subbuglio esistenziale dove amicizia, giustizia, vendetta e compassione hanno molto a che fare con vita e morte.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 8 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

martedì 19 maggio 2009

Old School

Old SchoolTre amici hanno ormai avviato la loro vita da adulti, praticamente sono sistemati, ma quando uno di loro va ad abitare in un appartamento di un campus universitario si risveglia la voglia di riassaporare i tempi andati e uno sfratto diventerà l'occasione giusta per un revival.
Commedia americana post-college dal sapore molto nostalgico nella quale Todd Phillips già regista di Road Trip, ossia il precedente film “in-college” - nel suo genere l'unico che ho apprezzato - tenta di proseguire sulla strada quasi a costruire un discorso che riesce ad allontanare il pensiero che questo film sia solo una produzione per racimolare il facile guadagno che la tipologia assicura.
Questi neo-adulti che tornano indietro nel tempo sono affetti da una sindrome di Peter Pan vista non solo come sintomo di immaturità, bensì come una ricerca dei giorni ricchi di spensieratezza, divertimento e sensazioni forti. La loro re-azione diventa un riappropriarsi di uno spirito tipico di un periodo tanto piacevole da essere definito come “il tempo della vita”. Sono gli anni in cui la confraternita diventava la propria famiglia e l'amicizia una linfa in grado di rendere l'individuo parte di un gruppo che condivide problemi e soluzioni, un tempo dove ogni emozione può essere accompagnata da una canzone.
La goliardia diventa quindi uno status perenne, un "modus vivendi" per sfuggire alla piattezza delle regole della società e al "dover essere" delle norme sociali... anche se, alla fine, bisogna saperci fare con le scartoffie per cavarsela.
Una curiosità: mi pare che nella scena iniziale ci sia Amy Smart che fa la comparsa salendo per le scale mobili proprio dietro al protagonista però non ho trovato conferme. Chissà se è solo una mia allucinazione?
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 7 |

giovedì 20 dicembre 2007

Babbo bastardo

Babbo bastardoWillie è un alcolizzato che lavora come babbo natale nei centri commerciali, il suo socio è il nano-gnomo Marcus esperto nel nascondersi e correre, al momento della chiusura dei negozi, a disattivare l'antifurto che dà via al loro consueto furto annuale.
Il nostro cattivo-papà-natale è scorretto, disgustoso, ma difficilmente si riesce a definirlo come un tipo veramente cattivo, più che altro è nauseato da se stesso e dalla vita. L'incontro con un moccioso ciccione accenderà qualcosa di, probabilmente, mai provato prima che lo farà cambiare.
La festa del natale sente sempre più il “peso” del sistema consumistico dei centri commerciali, ma un percorso di ritorno in “casa” con un nucleo atipico, ma ri-trovato, può rinnovare il senso originario del periodo.
Una storia ben costruita e divertente, Zwigoff racconta ancora (dopo Ghost World) gli alternativi, o meglio i looser del sogno americano, idoli negativi che però vivono o sopravvivano in attesa della loro dose di felicità.
Deliziato
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 7 |

domenica 21 ottobre 2007

La casa dei 1000 corpi

La casa dei 1000 corpiDue ragazzi e le rispettive girlfriends stanno girando l'america per raccogliere le storie più assurde, non mi ricordo a che scopo. La vigilia di Halloween si ritrovano con il serbatoio quasi vuoto, lontani dal primo centro abitato, ma vicini alla stazione di servizio del Capitano Spaulding.
Il Capitano è pesantemente truccato da clown e ideatore di un piccolo museo degli orrori costruito nel retrobottega al quale i quattro malcapitati non possono rinunciare.
Fin qui il film è bello con un'atmosfera di paura sospesa che mai si realizza, poi inizia la ricerca della tomba del Dr. Satana, scorre sangue e gli eventi diventano citazioni horror a raffica tanto mostruose quanto noiose. The end, ma continua.
Rob Zombie ha girato il seguito “La casa del diavolo” dove lo stile è più definito e il risultato decisamente migliore, questo è da vedere. Anche qui c'è Baby, interpretata dalla moglie di Rob, una bionda con il fisico da letterina, gli atteggiamenti da groupie e la cattiveria di Chucky “la bambola assassina”.

Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 4 | Son: 6 |