martedì 2 novembre 2010

Vertigine (Laura)

Laura si dovrebbe sposare a giorni ma il suo corpo viene trovato senza vita davanti la porta del suo appartamento. Il poliziotto che deve indagare restringe subito il campo dei sospettati agli “amanti” della bella signorina. Poi Laura torna a casa come niente fosse…
Una donna ammaliante che fa innamorare al primo sguardo diventa il punto intorno a cui far girare la storia, un connubio di noir e sentimentalismo.
Film con una tensione leggera e costante, come movente dell'azione una passione trascinante. Basta poco per fare di passione possesso e, se non si può avere, allora "l'oggetto del desiderio" non deve poter essere di nessun altro.
C'è una caratteristica comune in molti vecchi film che funge da potente conservante mantenendo il loro fascino inalterato nel tempo: poggiano su una sceneggiatura solida. In questo caso si cerca l'ordine fra il disordine delle pulsioni amorose, la regia si fa discreta, segue, non indirizza, aspetta e lascia spazio alla fotografia assecondando il racconto giallo che si fa ironico, onirico e lirico.
Solo un dubbio rimane dopo la visione: ma se si intitolava Laura che bisogno c'era di rititolarlo Vertigine?
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: