
Domande e risposte provengono da qualche pausa nella realizzazione di Salò o le 120 giornate di Sodoma e Gomorra dove Pasolini esprime il suo disgusto per il Potere nelle forme che esso assume.
In primis la critica è alla grande "nuova" ideologia, al consumismo che ha imposto dei modelli comportamentali, rimpiazzando valori e agendo direttamente sulle coscienze, riassumibile con la frase: “ci fanno mangiare merda”. Poi c'è il grande inganno della libertà, una libertà illusoria che impone quali sono le scelte accettabili e una sessualità strumentale al Potere.
Pasolini continua la sua invettiva argomentando che il cambiamento realizzato è sbagliato perché non è venuto dalla base. L'uomo è conformista di natura e subisce il “Potere” in particolare il suo lato anarchico dettato da qualcosa che sfugge alla logica comune.
Non manca la critica ai giovani che non crede capiranno nemmeno il suo film perché quasi tutti omologati e privi di capacità critica, ma la colpa non è tutta loro perché strettamente condizionati dal mondo che gli hanno creato i loro padri.
L’andatura pessimista prosegue ammonendo sull’insensatezza dello sperare: “la speranza è una cosa inventata per tenere buona la gente”. Il pensiero sfiducioso è smorzato solo dall’esortazione a fare comunque qualcosa.
Ho trovato il film un po’ meccanico lasciato tutto alle parole del poeta-regista, io avrei preferito un lavoro di attualizzazione mostrando le forme che quei pensieri hanno preso nel tempo, ma sarebbe stato un altro film. Il risultato e comunque gradevole perché riesce a proporre in un'oretta una summa del pensiero politico di Pasolini che sarà zittito col brutale assassinio di Ostia.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: - | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |
| Reg: 6 | Rec: - | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |