sabato 6 settembre 2008

L'amico di famiglia

L'amico di famigliaUn inizio soffuso, sembra d'essere sopra una foglia sapientemente portata dal vento mentre sorvola l'Agro pontino per seguire una ragazza che ci metterà in contatto con il protagonista: Geremia de' Geremei.
Questo gretto omino vive con la vecchia mamma malata in un appartamentino abbastanza squallido ed è proprietario di una piccola sartoria. In realtà Geremia percepisce grosse entrate da una seconda attività, il prestito ad usura, e nonostante questa disponibilità finanziaria è tirchio. Non è solo il suo mestiere illecito ad essere sgradevole, lo è anche il suo aspetto, e dopo averlo visto girare con il suo cappotto lungo, il braccio ingessato che regge sempre un sacchetto di plastica, aver sentito il suo modo di parlare forbito ma adulatorio e viscido, sembra di riuscire a percepire anche il suo odore, senza dubbio rancido, untuoso, magari offuscato da un cattivo dopobarba.
Geremia offre i suoi “servizi” alla gente del paese, ma sbuca misteriosamente la possibilità di una grossa operazione che richiede l'investimento di tutto quello che ha raccolto negli anni.
Mi piace la regia di Sorrentino, mi dà la sensazione che tutte le cose siano messe al posto giusto anche gli eccessi di stile e quelli musicali. Non si allontana molto dal suo precedente Le conseguenza dell'amore mi sembra una sua estensione e traslazione: invece di raccontare solo “una storia” presenta anche una visione del mondo sia intima che sociologica, un mondo in cui perfino desideri e sentimenti sono svuotati, marci e mercificati.
Se all'inizio della visione lo squallore morale sembra avere origine da Geremia con il tempo il quadro si allarga e investe anche gli altri personaggi fino a renderli forse peggiori del povero usario.
L'incontro fra la bella e “la bestia” diventa un momento in cui nevrosi, subconscio e passione creano un vortice che centrifuga quanto visto in precedenza facendo uscire le cose capovolte.
Mi piace veramente questo Sorrentino che con la sua storia punge nell'intimo una società che vive in una terra “bonificata dal fascismo”, ma questo suo essere pungente, acido, credo che non farà amare questo film a molti.
Oltre a Giacomo Rizzo (Geremia) un elogio sulla recitazione se la merita anche Laura Chiatti perfetta nel ruolo della bella stronza.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 8 |

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