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venerdì 22 agosto 2008

Mediterraneo

MediterraneoUn manipolo di soldati dell'Esercito Italiano si ritrova durante la Seconda guerra mondiale bloccato sull'isoletta dell'Egeo che doveva presidiare. Passeranno tre anni prima che i nuovi alleati vengano a riprendere i superstiti, nel frattempo i militari potranno coltivare la loro amicizia, cercare nuovi sbocchi esistenziali e contendersi la bella Vassilissa, la prostituta del villaggio.
Finito il film la prima cosa che ho pensato è che il contesto poteva essere un classico scenario per il trio di Aldo, Giovanni e Giacomo; poi ho cercato di raccogliere la visione di questo terzo film di Salvatores (dopo Marrakech Express e Turné) dedicato alla sua generazione in viaggio/fuga.
In una poetica ambientazione un gruppetto di comici personaggi, un po' stereotipati, cercano di sfumare il disincanto delle circostanze con una ricerca/speranza di raggiungere una qualche felice realizzazione individuale.
Questi “naufraghi” in vacanza forzata non accoglieranno così volentieri il rimpatrio, il ritorno a quello che, scopriremo, ha in riserbo delusioni. Al momento della resa dei conti il “miglior periodo” apparirà proprio quel tempo sospeso, fuori dal mondo, fra amicizia, speranza nei sogni e lontano dallo stato politico.
«In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare» (Henri Laborit).
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

giovedì 21 agosto 2008

Futurama - La bestia con un miliardo di schiene

 La bestia con un miliardo di schieneMi era capitato di discutere se il film dei Simpson non fosse in realtà una puntata allungata; in quell'occasione la mia risposta era no, per questo secondo film di Futurama, l'altro “figlio” del geniale Matt Groening, devo dire che è sì.
La storia è una noiosetta miscelatura di due possibili puntate da serie con l'equipaggio della Planet Express che questa volta deve principalmente vedersela con una creatura tentacolare dell'altro mondo desiderosa di offrire amore e vita paradisiaca a tutta la popolazione, esattamente come un Dio da Genesi.
Le cose vanno proprio come da copione biblico con Fry che tradisce la fiducia data dal dio bestia, ma c'è il cinico Bender a spiegare il perché deve andar così: l'amore con i propri simili è qualcosa di individualistico fatto anche da una controparte “negativa”, ma indispensabile, di gelosia, esclusività e appropriazione.
Non ho trovato il film molto divertente e considerato tutto può essere tranquillamente rimpiazzato da un qualsiasi episodio in tv.
Sgradito
| Reg: 7 | Ani: 7 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 6 |

mercoledì 20 agosto 2008

Kill your idols

Kill your idolsUn breve documentario che può idealmente essere diviso in due parti: nella prima vengono presentate le band che danno vita, nella New York degli anni ottanta, al movimento post-punk che si riconosce sotto il nome di "No Wave" e del suo, ritenuto ultimo, rigurgito nei primi anni del terzo millennio; nella seconda parte si interrogano i vari protagonisti sulla “scena” attuale (2004).
Dai Suicide passando per Teenage Jesus, Lydia Lunch, Theoretical Girls, con i Sonic Youth a fare da collegamento per la seconda ondata con Yeah Yeah Yeahs, Liars, Black Dice, Gogol Bordello. La tesi che emerge dopo tutta la carrellata è più o meno la solita: i pionieri del genere erano spinti da un bisogno esistenziale e genuino mentre oggi l'attenzione è rivolta all'immagine, alla moda, che distorce il mito e l'essenza originale.
Il motivo principale del cambiamento? Sono cambiate le dimensioni: all'inizio c'erano dei giovani nichilisti metropolitani che volevano sfogarsi, creare qualcosa di nuovo nei piccoli spazi dei locali newyorchesi, oggi c'è un'industria che richiede materiale e muove i suoi tentacoli fra le band per far più soldi possibile.
Lo schema adottato nel documentario è un classico interviste-alternate-a-materiale-storico e, sinceramente, non di grandissima qualità come repertorio, ma se si vuole un bignami sul genere va bene.
Deliziato
| Reg: 5 | Rec: - | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 7 |