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Visualizzazione post con etichetta Shinya Tsukamoto. Mostra tutti i post
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venerdì 4 settembre 2009

Fuori Orario aspettando un proiettile dal Lido

fuori orario aspettando il lido
Ho appena scoperto che tempestivamente Enrico Ghezzi ripropone nel suo Fuori Orario una nottata per conoscere alcuni film di Shinya Tsukamoto.
Si scriveva proprio qualche giorno fa di Tetsuo the bullet man, il nuovo capitolo della saga di Tetsuo in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, e questa è una bella occasione per farsi un'idea di un cinema che ha come "protagonista" un corpo che coagula metallo.
Metto subito le mani avanti avvertendo che non sono film per famiglia e nemmeno per tutti, vedete se vi ritenete pronti e disposti. Poi... l'appuntamento è questa notte alle 1.10 su Rai Tre. Registrate o rinchiudervi per un “after” fuori dai canonici recinti visivi sorseggiando una miscela di Ballard e Cronenberg in trucida salsa Tsukamoto!

martedì 28 aprile 2009

Tetsuo: the iron man

TetsuoUn uomo nascosto in un’officina abbandonata prende un tubo metallico e se lo infila con forza in un taglio appositamente procurato nella gamba. La ferita si riempie di vermi, l’uomo fugge e viene investito dall'auto di una coppia che, invece di soccorrerlo, lo porta in un bosco per abbandonarlo non prima d'averlo utilizzato come eccitante del loro amplesso.
Poco tempo dopo l’investitore si trova a sua volta infettato.
In una sinfonia metallica comincia il delirio dell’uomo d’acciaio che nella sua mutazione ingloberà voracemente nuovi pezzi. È una trasformazione genetica che incombe come risultato di una tecnologia inseminatrice che avvolge l’uomo privandolo della sua identità, disumanizzandolo. Dal processo si salvano solo gli occhi, solo “la visione”.
Se in un primo momento la metamorfosi è vissuta proprio come un incubo kafkiano, diventa poi una nuova condizione esistenziale che necessita di un re-incontro-scontro con l’altro (mutante), creando una nuova entità pronta a colonizzare il mondo.
Fortemente influenzato da Cronenberg e da Akira di Ōtomo, il regista Tsukamoto offre un film dal basso budget ma efficace visivamente. Lo schematismo e la frenesia del finale coronano l’atmosfera subliminale dagli impulsi disorientanti di un film cult.
Siete pronti a spararvi un Tetsuo?
Estasiato
| reVisione dal passato |

giovedì 18 ottobre 2007

Nightmare detective

Nightmare detectiveTsukamoto per me rimarrà quello di Tetsuo e a guardare bene questo "Detective dell'incubo" si può riscontrare un'evoluzione del suo discorso sulla catastrofe postindustriale, anche se visivamente meno visionario degli esordi.
La polizia indaga su una coppia di suicidi-omicidi dove le vittime hanno in comune lo stesso numero (0) chiamato prima di togliersi-perdere la vita. Per dipanare la matassa viene chiesto l'aiuto di un giovane sensitivo.
La “sbobba” di Tetsuo non è più una minaccia corporea, gli orrori prodotti dal mondo sono penetrati saldamente dentro gli uomini fino ad insinuarsi nel loro inconscio: il processo di disumanizzazione si è compiuto. Intorno all'essere umano sono rimaste solo luci fredde, luoghi grigi e due giapponesine monoespressive molto belle. Il messaggio Tsukamoto lo esprime chiaramente, più con le parole dette che con la storia un po' sconnessa: “...odio tutto questo. Sono tutti idioti ed egoisti in questo mondo corrotto [...] dove le qualità individuali sono definite in base alle conquiste sociali. [...] in questo stato si perde anche il piacere primario della vita”. A lasciare perplessi è il finale stonato che da spazio a un'improvvisa apertura, forse richiesta per smorzare l'altissima dose di pessimismo (o realismo?).
Deliziato
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 8 | Sce: 5 | Son: 6 |