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mercoledì 18 maggio 2011

Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I

harry potter doni della morte locandinaLa prima parte dell'ultimo titolo della saga di Harry Potter inizia con Hermione Grenger che emana un “Oblivium” sui suoi genitori, è un incantesimo per la rimozione dei ricordi ed è un po’ quello che ha colpito anche me per quanto riguarda i capitoli precedenti. Avrei avuto bisogno di un ripassino per una più agevole visione e credo che, in generale, chiunque non sia un lettore dei libri del maghetto faccia fatica ad avere ben chiara la “posizione” dei vari personaggi secondari e apprezzare, in generale, tutti i richiami e gli accenni che si susseguono nella storia.
L’inizio del film è molto cupo e l'aria tetra permane per tutta la visione, con la minaccia ora allontanata e poi improvvisamente di nuovo vicina, in un tira e molla che ben ritma la fuga-ricerca di Harry Potter. Già si era visto un progressivo virare al dark nei film precedenti, ma qui siamo giunti a un vero fantasy noir, possiamo dire che la saga del maghetto è “cresciuta” con il suo target iniziale.
Harry e compagni in questo episodio si spostano molto grazie al teletrasporto, le destinazioni sono luoghi non-luoghi, per non farsi trovare e allo stesso tempo costruire e rintracciare una via di salvezza. I ragazzi sono rimasti quasi soli, non ci sono più i grandi a dargli una mano per indirizzarli e proteggerli, Hogwards sembra molto lontana e loro vagano "on the road" faticando a trovare la strada da seguire.
Un po’ sfrontato è l'attingere dal Signore degli anelli in significativi elementi: c'è un certo Kreachet emule del Gollum, il medaglione (il primo Horcrux) che si portano appresso ha l'effetto del celebre Anello e, per finire, Dobi che «non ha padrone, è libero» ricorda molto il «padron Frodo».
Ma se mettiamo da parte queste scopiazzature e la prendiamo come “citazioni”, la storia appare nel complesso matura, tristemente adulta forse: la magia perde il suo lato gioviale e diventa vera e propria arma. Rimane spazio per qualche risatina sulla gelosia da triangolo amoroso Harry-Hermione-Ron però all’interno della storia aggiunge diffidenza e tristezza mentre è l’amicizia sincera a presentarsi come il legame su cui poter contare.
Interessante anche il generale precipitare degli eventi con il golpe al ministero della magia e il razzismo verso i babbani della nuova oligarchia delle forze oscure. Insomma “I doni della morte” hanno sostanza, si respira l’avvicinarsi della resa dei conti e Voldemort sembra il leggero vantaggio.
Piccolo appunto da “pignolarum” ho notato che nella notte di Natale, con neve ovunque, manca il fiato dalle bocche dei personaggi, ma magari c'è un motivo "magico".
In attesa della seconda parte, che uscirà nei cinema il 15 luglio 2011, buona pozione polisucco a tutti voi!
Ah, per chi non conosce la bibita, dicono sappia di «piscio di folletto».
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

mercoledì 5 agosto 2009

Harry Potter e il principe mezzosangue

Harry Potter e il principe mezzosangueInizia il sesto anno alla scuola di Hogwarts per il maghetto Harry Potter che, insieme al suo fido amico Ron, è ormai abbastanza grande per fare le matricole alle burbe e puntare le ragazze.
Basta questo per introdurre e dare un'idea della trama del film e della svolta in stile pseudo setimentale-adolescenziale che prende la storia.
La “magia” ormai si è completamente esaurita, superstiti solo gli effetti speciali e gli ormoni in subbuglio.
La macchina da presa decide di volare ovunque e fatica a trovare una sua vera posizione mentre i protagonisti, alle prese con i primi bollori e soprattutto con cottarelle non corrisposte, sembrano essere l'unica cosa su cui puntare; per annoiare.
I turbamenti amorosi dei nostri eroi si prendono il loro spazio, ma a discapito di quello che ci si aspetterebbe. Quasi scompare l'ambientazione, ridotta solo a un gioco di rimandi al passato, e i personaggi si muovono in luoghi smorti, senza quell'aria originale che ci potrebbe essere, dando anche l'idea che si sia risparmiato parecchio sulle comparse: se prima si assisteva a personaggi in un mondo magico, ora rimangono solo i personaggi principali.
Harry sembra un belloccio in un college americano intanto Albus Silente, l'illustre preside della scuola, muore senza phatos, per capirsi c'era più tensione nell'episodio con la condanna a morte dell'ippogrifo Fierobecco dove i "nostri" sembravano più turbati e preoccupati, tanto che tornavano indietro nel tempo per modificare gli eventi!
D'altra parte la testa di Harry, Ron ed Ermione è in preda al disordine emotivo e alle pulsioni corporali, ma quella del regista? E dello sceneggiatore? Forse la loro era in preda a una qualche malefica stregoneria.
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 6 |

mercoledì 3 ottobre 2007

Harry Potter e l'ordine della fenice

Harry Potter e l'ordine della feniceAria di ribellione per il giovane Harry Potter, il tormento del lato oscuro della forza avanza, ma c'è il segreto Ordine della Fenice a vegliare (un pochino) su di lui e sui progetti del malvagio “tu sai chi” Voldemort.
Sempre più dark l'atmosfera di questo quinto capitolo della saga del maghetto più famoso del globo, ma non basta abbassare la luce per esprimere "tormento". Harry sta crescendo e si accorge che “la vita non è giusta”, noi questo già lo sapevamo e possiamo quindi prestare la nostra attenzione a come la sceneggiatura debba essere stata strappata e ricomposta con i pezzi che il vento non ha portato via.
Certo ci sono i soliti buoni effetti speciali, ma quello che manca in queste ultime vicende della scuola di Hogwarts è, paradossalmente, la "magia". (GP: Sgradito)
Voto: 4,4