lunedì 18 ottobre 2010

Ricky - Una storia d'amore e libertà

bambino con le ali

Una giovane madre operaia e la sua figlioletta tirano avanti da sole, poi un uomo torna nella loro vita. Lei rimane incinta e partorisce Ricky un bambino che al momento dello spuntare dei dentini mette fuori anche le ali.
Difficile tenere nascosto un bambino così, difficile anche tenerlo solo con sé, vorrà volare via.
La trovata fantastica viene smorzata dallo stile che rimane molto realista, inizialmente sembra di guardare un film dei fratelli Dardenne, ma l’inaspettata svolta e la parte finale del film riportano gran parte di quello che abbiamo visto alla dimensione onirica.
Cosa si è rappresentato? Era un sogno premonitore o va visto psicoanaliticamente come un'elaborazione di un abbandono? Come si rapporta il corpo del film con l’inizio, quando la donna parla con un assistente sociale e vorrebbe dare in affidamento un bambino che come particolarità ha solo il fatto di piangere molto?
Per capire meglio lo schema, dovrei rivederlo, forse la tripartizione va ordinata all’inverso: il finale con lei incinta sarebbe l’inizio, la parte centrale è un sogno che preannuncia o rielabora l’abbandono rappresentato come un “angelo” che sfugge, e l’inizio sarebbe la fine, il ritorno alla realtà, con lei che chiede l’affidamento di un bambino che non può “mantenere”.
I miei complimenti ad Ozon che da un apparente iperrealismo estrapola una favola d’amore che parla della tragicità di una libertà socialmente negata che può solo essere sognata.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

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