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lunedì 4 ottobre 2010

Il mio amico giardiniere

mio amico giardiniere(*) Un pittore di successo scappa dalla pressante Parigi per rifugiarsi nella casa d’infanzia in campagna, alla ricerca di ispirazione, ma soprattutto di ritrovare qualcosa di genuino.
Incontra per caso quello che fu un compagno di scuola, ora ferroviere in pensione e giardiniere. La costruzione di un orto diventa per il signor “Del quadro” e il signor “Del prato” il pretesto per stringere una nuova amicizia.
In questo caso il rapido sviluppo della relazione è reso possibile dal passato comune sul quale far leva per ritrovare il sapore dei ricordi e un’attuale spalla sulla quale appoggiarsi per sopportare le sventure odierne. Ognuno ha qualcosa da offrire all’altro.
L’atmosfera bucolica genuina viene contrapposta a quella artefatta e ipocrita della città, un dualismo non certo originale, ma il film è semplice e piacevole come una di quelle vacanze lente e riposanti, in questo caso con la perla di un amico ritrovato. Purtroppo senza il lieto fine.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 7 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 6 |

domenica 3 ottobre 2010

Caffeine

Il web è stupendo e frustrante, puoi trovarci di tutto e quindi scoprire che anche la tua idea è già stata realizzata.
Ho recuperato questo titolo perché, dopo una ricerca, si avvicinava ad una mia ideuzza per un film che dovrebbe essere: tutto girato dentro in un pub in un lungo piano sequenza che segue e intreccia le storie raccontate dai variegati avventori del locale fino alla chiusura.
In realtà non siamo poi così vicini a quello che avevo in mente, qui ci troviamo in un bar londinese, il Black Cat, non è girato in piano sequenza, anzi molto banale dal punto di vista stilistico, e la tipologia dei discorsi non è quella che mi piacerebbe. Si parla soprattutto di coppie che scoppiano, ma entro la fine si rappacificano, e si segue un percorso di gag a sfondo sessuale con personaggi un po' strampalati.
Come filo conduttore fra i piccoli disastri c’è l’attesa dell’arrivo di un controllore del locale dal quale dipende la svolta lavorativa e la realizzazione di un sogno per la proprietaria.
Era invitante anche il cast con l’american beauty Mena Suvari, la signora Benford (Flash Forward) Sonya Walger, la signorina dei telefilm (Roswell, Grey's Anatomy) Katherine Heigl e Breckin Meyer, l’indimenticato Josh di Road Trip che probabilmente rimarrà il suo unico ruolo decente.
Peccato, o bene per me: posso ancora fantasticare di vedere realizzato il “mio” film.
«Non c’è niente di male se anche una donna ha un'opinione»
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 5 | Son: 6 |

venerdì 1 ottobre 2010

L'enigma dei numeri primi

soluzione enigma numeri primiMi capita di fissarmi su certe questioni di poco conto, come decidere se preferisco i numeri pari o quelli dispari.
Ricordo che da piccolo se si trattava del classico giochino "pari e dispari", senza esitazione, sceglievo pari.
[Piccola parentesi quadra: se scegliete pari vi conviene calare un numero dispari di dita e viceversa perché, visto che raramente uno gioca zero dita, sono maggiori le probabilità di vincere. Ah, c'è anche un modo sicuro per vincere, dire in fretta prima della giocata «pari-vinco-io-dispari-perdi-tu»].
Tornando alla mia preferenza, questa estate mi ero convinto che preferivo i numeri dispari, purtroppo non ricordo per quale motivo, ma l'avevo annotato su un libro e lo recupererò. L'altro giorno, invece, mi sono incantato sui "numeri primi", e siamo quindi giunti al dunque. Ho recuperato questo documentario divulgativo molto piacevole che è la trasposizione del libro L'enigma dei numeri primi di Marcus du Sautoy.
I numeri primi sono numeri naturali divisibili solo per l'unità e per se stessi (2,3,5,7,11,13,17…). Quello che avvolge di curiosità questi numeri è la distribuzione della loro successione. Esiste un ordine logico nel susseguirsi apparentemente casuale dei numeri primi?
Chi risolve l'enigma riceverà un premio di un milione di dollari.
Con un'atmosfera avvincente tra giallo e avventura ripercorriamo la storia dei numeri primi e i suoi protagonisti. Dallo scopritore Euclide, passando per l'ipotesi di Riemann, che con lo studio della funzione zeta vide nel suo andamento, e in particolare nei punti di zero, una soluzione al mistero.
Turing usò i numeri primi nelle sue macchine per de-criptare i messaggi dei tedeschi durante la Guerra Mondiale e l'avvento dei computer avvalorò empiricamente l'ipotesi di Riemann.
In tempi recenti si è riconosciuta anche una relazione con gli spettri energetici in fisica quantistica rendendo ancora più interessante il ruolo di questi numeri.
Oggi sono utilizzati nella sicurezza informatica e chissà che in un prossimo futuro qualche cercatore di ordine nel caos non riesca a porre fine a questa ossessione di molti matematici.
«Tutto è numero».
Gradito
| Reg: 6 | Rec: - | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |