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martedì 4 novembre 2008

I guardiani del giorno

Zavulon è il machiavellico capo dei guardiani del giorno e sta cercando di utilizzare le rigide norme che regolano la tregua stabilita millenni prima per incastrare Anton Gorodesky, uno dei guardiani della notte. Anton vuole riprendersi il figlio, ossia l'eletto, che dovrebbe decretare la supremazia fra luce e oscurità, ma che si trova al momento sotto l'ala protettiva di Zavulon.
Per non sentirsi più spaesati di quello che già lo stile registico crea bisogna almeno aver visto l'episodio procedente della trilogia ideata dallo scrittore Sergej Lukyanenko: I guardiani della notte.
Questo secondo capitolo vede proseguire lo scontro fra il bene e il male con i loro criteri d'azione apparentemente simili e si giunge al momento centrale che vede l'eletto prendere le forze e forse una posizione, ma non si giunge a molto di più.
Se nel primo episodio c'era l'originalità dell'immaturo, qui c'è la deriva dell'eccesso che porta a far stridere il tutto: si trovano scene incerte, alcune ironiche, altre epiche, altre che sembrano inutili esercizi estetici. La regia irrequieta che prima sbilanciava e incuriosiva, questa volta deraglia aggiungendo ancora elementi alla storia senza riordinare quelli precedenti e arrivando anche a stancare un po'.
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 7 |

lunedì 3 novembre 2008

I guardiani della notte

Nel 1342 l’esercito del bene e quello del male si stanno scontrando, per evitare le catastrofiche conseguenze che avrebbe il proseguo della battaglia decidono di stipulare una tregua in attesa dell'arrivo dell’eletto che scegliendo da che parte stare decreterà quale fazione avrà il predominio.
Si cambia registro, nella Russia contemporanea le due forze vivono nascoste fra gli umani, le forze del bene hanno la licenza per controllare quelle del male di notte e l'inverso avviene per il giorno però la distinzione “etica” non è così ben delineata. Intanto sembra che il messia sia finalmente arrivato, quale parte sceglierà?
Questo è il primo episodio della trasposizione cinematografica della trilogia fantasy dello scrittore Sergej Lukyanenko, un vero caso in patria. Un film spiazzante per la regia caotica e visionaria che non aiuta a seguire la narrazione già di per sé complicata.
Ci si trova confusi con la sensazione di aver visto una storia banale, composta da elementi del Signore degli anelli, Matrix e Underworld, completamente coperta da un'originale salsa videoclippara con un'estetica dal sapore di serie B intrisa di buoni effetti speciali.
In mezzo a queste composizioni visive, dove il canovaccio della storia risulta un po' sbrindellato, quello che appare chiaro è che il film deve aver ricevuto un finanziamento dalla Nescafè e che nonostante lo sbilanciamento nello stile, riesce a creare un'atmosfera particolare.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 8 |

sabato 1 novembre 2008

I vincitori di Roma 2008


Si è chiuso il III Festival internazionale del film di Roma che a detta dei numeri sembra essere stato un buon festival.
Qui sotto i premi.

Premio Marc’Aurelio d’Oro del pubblico
Premi assegnati dai critici
  • Premio al miglior film: Opium war di Siddiq Barmak.
  • Premio alla migliore interprete femminile: Donatella Finocchiaro (foto sopra) per Galantuomini di Edoardo Winspeare.
  • Premio al miglior interprete maschile: Bohdan Stupka per Serce na dloni (With a Warm Heart / Il cuore in mano) di Krzysztof Zanussi.
Premi collaterali qui.