blocco minilista tutti i film serie tv varie cinema 100 film preferiti informazioniblocco mini
Visualizzazione post con etichetta Clint Eastwood. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Clint Eastwood. Mostra tutti i post

venerdì 13 febbraio 2009

Million dollar baby

Million dollar babyFrank ha passato gran parte della sua vita preparando pugili al ring e ora gestisce con l'aiuto del compagno Scrap una palestra di boxe.
Un bel o brutto giorno arriva Maggie, una ragazza determinata a combattere per riscattare la sua situazione, ma solo se ad accompagnarla ci sarà il suo “capo”.
Frankie si nega, immerso e tormentato da un passato che non sembra dargli pace, poi cede alla forza di volontà di quella che diventerà “Mo Cuishle”, il suo tesoro.
Sport come metafora di vita, non è certo un nuova trovata, ma Eastwood racconta la storia in modo pulito, con un'abile regia e usando dialoghi che sembrano usciti da un western.
Il milione non è importante tanto per la cifra in dollari bensì per quello che rappresenta, il sogno di una vita, un qualcosa che una volta raggiunta dona un senso a tutto, una felicità realizzante. Maggie raggiunge il suo obiettivo grazie alla fortissima volontà, una volontà che prima la porta a vincere e poi a morire, per poter essere padrona della propria vita.
Eastwood propone la sua ricetta per tentare di difendersi dalla crudeltà della vita; in un tempo dove la religione è inutile, inconcreta e lontana, la famiglia disgregata o insensibile, Clint sceglie un linguaggio e un atteggiamento: ironia e individualismo.
Il dramma avviene perché "hai abbassato la guardia, non bisogna mai abbassare la guardia", se lo fai ti colpiscono alle spalle. Maggie non è autosufficiente in quel ring, dipende da Frankie e paga cara questa debolezza, questo sentimento, questa umanità.
Rimangono una vita spezzata e una che sembra ormai senza speranza.
Hilary Swank veramente brava in una parte difficile, l'uomo con due espressioni, con e senza sigaro, firma un gran film, la spalla Freeman fa egregiamente il suo compito.
Delizioso
| reVisione dal passato |

lunedì 22 dicembre 2008

Changeling

ChangelingNella Los Angeles del 1928 la giovane madre Christine torna dal lavoro e non trova in casa il figlio, è scomparso. La polizia della città sguazza in cattive acque e non può permettersi di fare ulteriori brutte figure di fronte alla stampa quindi ritroverà il bambino a costo di sostituirlo con un altro.
Il film inizia con un'atmosfera incerta con la Jolie che appare troppo sopra il film e il bambino troppo impostato (complice un non semplice né efficace doppiaggio), insomma una donna e un bambino che non sono molto credibili, sanno di artefatto, stonano.
Il compito è difficile, una mamma che perde il figlio e che viene sostituito con un altro, come riuscire a rendere la sofferenza senza storpiare? Angelina ci riesce bene nel proseguo del film, ma rimane la sensazione che reciti troppo sopra le righe.
Eastwood ha ormai un suo marchio in questi drammi americani e riesce sempre a colpire, a toccare l'uomo nella sua essenza occidentale. Questa volta propone un fatto realmente accaduto per mettere in mostra cos'era l'America di poco meno d'un secolo fa, ma nella sostanza vuole mostrare il come si è "superato" quel fatto, estraendo un certo humus dello spirito americano.
Nel film di Clint sembra che per vivere sia imprescindibile un duplice atto di fede, non solo nella religione, che rimanere sempre sullo sfondo, a vegliare, ma ad essere protagonista c'è anche una laica fede, quella nella democrazia che è sentita con fervore, direi commovente a confrontarla a quella che si percepisce nell'Italia di oggi.
In una situazione in cui chi ha potere decide cosa deve essere vero ("il regolamento è quello che dico io") e quando i dissidenti vengono fatti scomparire in umilianti e disumani ospedali psichiatrici, rimane sempre la speranza nelle persone buone e in un invisibile pubblico giudicante: il popolo.
Non è solo la fede con "gli infiniti modi di operare del signore" a dare sostegno nella difficoltà e nella disperazione, la seconda stampella è terrena, viene dall'opinione pubblica e dalla legge, dal poter contare su qualcuno che giudicherà i fatti e sentenzierà.
Questo buon film ha un pregio in più per lo spettatore italiano ed è quello di mettere in risalto quali sono gli elementi che danno forza al singolo in una democrazia: stampa libera, una legge che porta a termine il suo compito e un popolo che vigila. In queste condizioni anche i drammi sono ridimensionabili, la vita può apparire meno ingiusta ed è legittimo continuare a sperare.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 7 |