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lunedì 27 aprile 2009

La cena dei cretini

La cena dei cretiniL'editore Pierre Brochant deve trovare un cretino per una delle cene che lui e i suoi abbienti amici organizzano ogni settimana per farsi qualche risata e appagare la loro presunzione di superiorità da ricchi.
François Pignon sembra l'uomo sempliciotto di cui ha bisogno, è maldestro, lavora come funzionario del ministero delle finanze e ha un hobby particolare: costruisce edifici famosi con i fiammiferi.
Un improvviso colpo della strega costringe il signor Brochant a rinunciare alla cena, ma è troppo tardi per avvisare il suo stupido invitato che lo condurrà ad una disastrosa serata.
Il regista è lo sceneggiatore dello stesso testo che ha avuto molto successo a teatro, è si vede chiaramente: il film scorre via senza catturare nella visione, incalzati dalla scrittura delle gag che si susseguono a cascata.
Il film è quasi tutto girato dentro l'appartamento che diventa semplice scenografia per i fraintendimenti e le figuracce causate dal povero Pignon.
In teoria “i cretini sono fatti per essere fottuti”, pensa Brochant all'inizio del film, basta farli parlare un po' per godere delle loro “qualità”, ma scoprirà che “ci sono dei cretini ad alta definizione” in grado di guastare tutto quello che toccano e talmente incontrollabili da renderti la vita tremenda. Sono personaggi tanto stupidi da annullare anche quanto di buono riescono, inaspettatamente, a fare.
Gradito
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 5 | Sce: 8 | Son: 5 |

venerdì 12 dicembre 2008

L'ultimo cinema del mondo

L'ultimo cinema del mondoSoledad scappa da Buenos Aires direzione sud, si ferma solo quando finisce la strada in un piccolo villaggio che ruota la sua vita sociale, ludica ed educativa intorno ad un vecchio cinema che riesce a proiettare, una volta al mese, quello che rimane di pellicole minori.
Un "solito" film che parla su di sé per parlare di cinema come metafora di vita, riesce a regalare qualche situazione comica anche se nel complesso sembra un po' scontato e risulta sostenuto, più che dalla divertente e surreale nuova realtà della protagonista, dalle illuminazioni delle innovative teorie nate già vecchie di un personaggio secondario che dona al racconto una sfaccettatura filosofico-politica.
Nel suo costruire una storia d'amore fatta di incomprensione del linguaggio parlato, appare un regista non molto deciso nel posizionarsi con la macchina da presa, ma con piccole-grandi cose banali da dire riesce a sostenere questa parentesi di mondo che verrà inesorabilmente scoperta, e cambiata, dall'avvento di una televisione che rinchiude e distrugge la socialità donata dallo sgangherato cinema al piccolo villaggio.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 6 |

venerdì 4 gennaio 2008

The hole - il buco

The hole il bucoIl ventesimo millennio sta per finire, a Taiwan c'è un bug che preoccupa la popolazione: un virus infesta le persone trasformando i loro comportamenti in quelli di scarafaggi.
Fuori piove, sempre, e il consiglio dei media è di lasciare il paese, ma la telecamera si sofferma su due personaggi che rimangono. Vivono uno sopra l'altro, sotto c'è una lei e sopra un lui, a dividerli un pavimento che però è bacato e il buco progressivamente allargato.
Era da tempo che non vedevo un film orientale, mi ero scordato i tempi dilatati e la loro tipica poetica intrinseca all'incomunicabilità.
Una regia vouyerista spia questi due corpi inserendosi nei vani, fra le pareti, nell'attesa di cogliere una riunione. Colori bagnati e attese snervanti, a spezzare il tutto è l'inserimento di balletti pop romantici ben fatti che però non mi piacciono.
Gradito
| Reg: 8 | Rec: 5 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |