martedì 25 maggio 2010

Young @ Heart

young at heartYoung at heart è un coro speciale dove l’età media si aggira attorno agli ottant’anni, noi seguiamo le sette settimane che precedono la realizzazione del loro spettacolo “Vivi e vegeti” nel quale i cattivi vecchietti si cimentano con classici rock e pop.
Un documentario musicale che all’idea potrebbe far storcere il naso pensando che gli arzilli anziani vengano esposti come “animali da spettacolo”, un po’ come capita quando la televisione usa i bambini come cattura spettatori, ma nel nostro caso si può ben dire che siano grandi e vaccinati, sanno cosa stanno facendo. La loro consapevolezza è di sentirsi parte di un gruppo, avere un obiettivo nonostante siano nella tratto finale della vita e poter godere d'essere ancora apprezzati e applauditi. Lo fanno con molta ironia e un po’ d’inconsapevole comicità.
La spinta partecipativa non viene propriamente dalla musica, per quello c’è il maestro Bob Cilman, e se gli domandi il genere che preferiscono rispondono la musica classica, quindi ben lontana da quella che devono cantare, ma loro sono lì per cercare di allargare gli orizzonti, e perché quando cantano si dimenticano delle ossa scricchiolanti e delle altre magagne.
Eppure le canzoni che il maestro sceglie diventano importantissime, acquistano un significato particolare e prendono una sfumatura inedita proprio grazie all’età e all’interpretazione dei performer. Per citare qualche titolo Should I stay or should I go dei Clash, Schizophrenia dei Sonic Youth, I wanna be sedated dei Ramones, Golden years di David Bowie, Forever Young di Dylan, sono tutte canzoni che strizzano l’occhio al gioco dell’età. Ma ce n’è una che più di tutte diventa veramente toccante ed è Fix it dei Coldplay dedicata ad un componente che non arriva allo spettacolo. Commovente.
Uno dei problemi fisiologici del coro è infatti fronteggiare le problematiche dovute all’essere nel declino della tragitto della vita. Significativa diventa la scena dove la corriera che li trasporta con stampata la scritta “Peter Pan” procede lungo la carreggiata mentre nell’altra corsia passa nel senso opposto un’ambulanza: tutto li spingerebbe verso un ospizio, un ospedale ed invece loro corrono ancora, nonostante la strada sia finita. Il trucco è non fermarsi, non fermarsi mai.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: - | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 9 |

Qualcosa in comune con: