Ah, la sangria corretta.
domenica 30 giugno 2019
lunedì 27 maggio 2019
Palma d'oro 2019
Cannes quest’anno mi è apparso diverso. Per me è il concorso che apre la parentesi del cinema estivo, ma all’apertura pareva di essere in autunno. Altra cosa che mi ha stupito è come il Festival sia stato trattato dai principali siti d’informazione italiani, di solito i titoli erano solo su vestiti o fatti da gossip, mentre mi è sembrato di vedere una riscoperta d'attenzione verso i film.
Presidente di giuria dei film in concorso al Festival di Cannes nº72 è stato Alejandro González Iñárritu, gli altri componenti erano Enki Bilal, Robin Campillo, Elle Fanning, Yorgos Lanthimos, Maimouna N'Diaye, Paweł Pawlikowski, Kelly Reichardt, e la nostra Alice Rohrwacher. Sarei curioso di sapere cos'ha votato la giovane Elle Fanning.
La Palma d'Oro è stata vinta da:
- Parasite di Bong Joon Ho
Di film italiani ce n'era solo uno, Il traditore di Marco Bellocchio, che è stato anche in odore di qualche premio, salvo poi portare a casa il solito pugnetto di mosche. In ogni caso entra sicuramente nella mia lista dei film da vedere, nella quale aggiungo anche:
• The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch, ha aperto il festival, io di zombie sono satollo, tanto da non essere riuscito ad andare avanti con la serie The Walking Dead, ma questi sono gli zombie in salsa Jarmush, e dopo la sua bella rivisitazione dei vampiri in Solo gli amanti sopravvivono sono molto curioso di vedere come ha "preso" i non-morti.
• Once Upon a Time... In Hollywood di Quentin Tarantino, non ne ho sentito parlare in maniera splendida, questa volta ha compiaciuto il suo feticismo per le pellicole anni '60. I film precedenti li ho visti tutti, perchè farsene mancare uno?
• A Hidden Life di Terrence Malick che per anni sembrava un regista stitico, in trent'anni aveva fatto quattro film, ha cominciato a sfornare a nastro, in otto anni sei film. Ha uno stile esistenziale e onirico che mi piace, ma non sempre nei contenuti. Vedremo questa volta.
• The Lighthouse di Robert Eggers con Robert Pattinson che è sbocciato come idolo delle ragazzine, grazie alla saga Twilight, mi pare abbia scelto la strada di Di Caprio e dimostrare di essere un vero attore. Negli anni l'ho visto in ruoli molto diversi, in questo fantasy-horror in bianco e nero fa il guardiano di un faro.
• Lux Æterna di Gaspar Noé un regista lisergico che mi aveva deliziato con Enter the void, questa volta crea qualcosa di fiammeggiante in una cinquantina di minuti, vedremo cosa.
Altri film che mi hanno incuriosito e vorrei vedere:
• Les Misérables di Ladj Ly
• Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles
• Joan of Arc di Bruno Dumont
• Little Joe di Jessica Hausner
• Young Ahmed di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne,
[Lista completa dei premi: Palmarès]
Etichette: Festival Cannes
lunedì 29 aprile 2019
Love, Death & Robots
[+] Quando ero incappato nel trailer (vedi sotto) di Love, Death & Robots mi era salita una grande curiosità per questo progetto prodotto anche da David Fincher. Il connubio fantascienza e animazione per adulti incontrava pienamente i miei gusti e la composizione era invitante, poco impegnativa: una serie da 18 episodi dalla durata variabile ma "mini", non si va mai oltre il quarto d'ora per la singola puntata.
Dopo la visione, in totale la serie dura 3 ore e 20 minuti, posso confermare che la tipologia di animazione, pur cambiando molto da un episodio all'altro, offre sempre una qualità ottima, purtroppo questa ricchezza tecnica non trova una controparte di uguale tenore sul piano narrativo.
Le brevi puntate prendono spunto da racconti classici del genere fantascienza e risultano spesso scontate, in qualche caso noiose. Considerato il breve tempo di fruizione mi evocano l'idea di aperitivi di cui già si conosce il gusto: sono piacevoli, ma non lasciano un gran ricordo.
Il trittico nel titolo della serie (Amore, Morte e Robots), che dovrebbe fare da trait d'union, visto nell'insieme è nettamente sbilanciato sulla morte, qua e là ci sono i robot, c'è persino qualche episodio prettamente comico, mentre di amore se ne vede poco. Magari non è un caso, forse l'intenzione e mostrare che il futuro porterà a morte&robots, l'amore, se esiste, sarà un ricordo di un tempo andato (penso agli episodi "Tute meccanizzate", "Oltre aquila" e "Buona caccia").
Al di là di questa idea un po' tirata, il grosso difetto della serie rimane che poco ha da dire di nuovo e originale, manca lo spessore, come per molti film moderni eccellenti in tecnica e con poca sostanza.
Forse scegliere una strada come quella che seguì Animatrix poteva essere più interessante, ossia creare ministorie autonome che condividono però un universo comune. Si sarebbe così potuto far lievitare le piccole parti in qualcosa di più corposo.
Forse scegliere una strada come quella che seguì Animatrix poteva essere più interessante, ossia creare ministorie autonome che condividono però un universo comune. Si sarebbe così potuto far lievitare le piccole parti in qualcosa di più corposo.
In ogni caso, considerato che la sua composizione permette di guardare una puntata prima di qualcos'altro o come tappabuchi, consiglio questa Love, Death & Robots che nonostante la delusione è stata una visione abbastanza gradevole.
Etichette: Animazione, Fantascienza, SerieTV
Iscriviti a:
Post (Atom)


















