venerdì 12 novembre 2010

Machete

machete locandinaMachete è un ex agente federale costretto da particolari eventi a rifugiarsi in Texas. Qui viene arruolato da un losco affarista per uccidere un politico xenofobo.
Scoprirà che in realtà è tutto un complotto per incastrarlo e rafforzare la campagna elettorale dell'interessato.
Il regista Robert Rodriguez è un tamarro d'origine messicana che non ha la classe di Tarantino, pur andandone a braccetto, e viaggia sul filo del trash, ma con un suo stile, riuscendo a intrattenere abbastanza bene quasi sempre; anche se stride pensare che passa da questi film al filone per bambini di Spy Kids!
Machete è "fiorito" dal fake trailer che precedeva Planet Terror come un funghetto velenoso dal letame, e risulta come un grido di rivincita per i messicani, fra machismo e denuncia sociale.
La funzionale trama ruota intorno al problema dell’immigrazione clandestina dal Messico agli Stati Uniti. A tenere in piedi le barriere c'è un legame fra politici corrotti, trafficoni e trafficanti, con quest’ultimi che impugnano le redini perché “più chiusi sono i confini, più alto sarà il prezzo della droga”.
In questo schema i messicani sono le vittime e Rodriguez mette in scena la sua rivoluzione dove “i buoni” sono loro e “i cattivi” gli americani. Alla cricca di delinquenti e corrotti viene infatti contrapposta una rete dormiente composta da messicani regolari e integrati (lavapiatti, manovali, giornalisti…) che guidati dai due leader leggendari, Luz e Machete, sono pronti all'assalto per la difesa dei loro diritti.
Questa è la tessitura seria, ma il gusto saporito viene da scene exploitation servite dal monolitico Denny Trejo, colonna portante de film, e da un cast assortito che prende la missione con un tocco autoironico. Ci sono Seagal, De Niro, e poi le tre ragazze: la good-girl Jessica Alba che offre il tanto atteso nudo virtuale, la revolution-girl Michelle Rodriguez novella Che Guevara, e la bad-girl Linsday Lohan che si interpreta nella vita di tutti i giorni e poi, per contrasto, si veste da suora.
Interessante la figura del prete, fratello di Machete, che registra le confessioni per usarle come prove e il metaforico sistema di telecamere a controllo della chiesa, con la postazione di monitor disposti a croce.
Machete offre un divertimento pungente come una salsa messicana, se vi provoca il voltastomaco l’uso di un intestino come fune, lasciate perdere, altrimenti prendete birra Corona & tacos e buona visione.
Seguiranno Machete Kills e Machete Kills Again, fake-sequel che richiamano la genesi e ci ricordano che Rodriguez non è un geniale regista ma solo un bravo e furbo esecutore.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: