lunedì 2 febbraio 2009

Fuori orario

Fuori orarioPaul è impiegato in una società informatica di New York, una sera esce dal lavoro e va in un bar per mangiare un panino; si fa compagnia leggendo “Tropico del Cancro” e il libro attira l'attenzione di una biondina carina. I due scambiano qualche battuta, lei gli lascia un numero di telefono.
Tornato a casa Paul decide di rivedere la ragazza e la chiama per un appuntamento. Prende un taxi che lo traghetterà alle porte di una notte dall'atmosfera di un incubo allucinato.
I sobborghi notturni di Soho sembrano luoghi disabitati, addormentati come vorrebbe la temporalità borghese, in realtà si rivelano spazi oscuri dai quali saltano fuori inaspettate scultrici sadomaso, assassini e suicidi, ladri spagnoli, punk e cameriere frustrate.
Paul è l'uomo ordinario che si trova a subire un substrato urbano destabilizzante, dove sono in particolare le donne a manifestare un’aggressività soffocante.
Per rincasare dovrà cercare la via d'uscita dalla situazione insostenibile in cui è intrappolato, una condizione nella quale i rapporti amico-nemico mutano in un attimo e resa paranoica dall’impossibilità di spiegare gli eventi: Paul è sempre interrotto, incompreso, non creduto. Ma d'altra parte lui è solo un programmatore abituato a schematismi e determinismo, si trova spaesato ed impotente nell'imprevedibile casualità di quella notte.
Il nostro protagonista dovrà annullarsi e diventare una statua: solo inerte e in balia degli eventi riuscirà a tornare all'inizio di una nuova giornata.
Chissà se domani preferirà andare a dormire presto, non leggere, per non dover affrontare gli incubi del fuori-orario della società conformista.
Estasiato
| reVisione dal passato |

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