domenica 14 dicembre 2008

Frontiers. Ai confini dell'inferno

Ai confini dell'infernoTumulti politici accompagnano l'imminente elezione di un leader di destra della Francia contemporanea, alcuni ragazzi approfittano dei disordini per commettere un furto, si tratta ora di fuggire, abbandonare il paese e godersi il bottino. Ma una tappa per il riposino bisogna farla, peccato che nell'ostello il servizio sia da macelleria.
Che peccato, partito niente male, si lascia scivolare in un fiume di sangue e nella degerazione sadica di una famiglia neonazista. Il trasporto iniziale sfuma nell'eccesso degli elementi caratteristici del genere che da vincoli su cui far leva diventano esagerazioni: citazioni dei film "parenti", torture protratte allo sfinimento e un finale troppo poco credibile con Yasmine, la bella ragazza protagonista, che si trasforma da insicura neo-incinta che ha appena perso il ragazzo a Terminator dotata di resistenza fisica e psicologica sovraumana. Così si butta via quasi tutta la sostanza politico-sociale e rimane solo un buon circo degli orrori che si ferma sapientemente giusto poco dopo aver iniziato a stancare.
La conclusione diventa la risposta ad una domanda in apertura del film: «Chi vorrebbe vivere in un mondo di caos e odio?». Una ragazza incinta. Mah, complimenti per l'ottimismo nonostante tutto.
Più convincente il monito di fondo: giovani state attenti alle possibili derive autoritaristiche che si insinuano con i leader sorridenti della neo destra europea.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 6 |

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