
Che peccato, partito niente male, si lascia scivolare in un fiume di sangue e nella degerazione sadica di una famiglia neonazista. Il trasporto iniziale sfuma nell'eccesso degli elementi caratteristici del genere che da vincoli su cui far leva diventano esagerazioni: citazioni dei film "parenti", torture protratte allo sfinimento e un finale troppo poco credibile con Yasmine, la bella ragazza protagonista, che si trasforma da insicura neo-incinta che ha appena perso il ragazzo a Terminator dotata di resistenza fisica e psicologica sovraumana. Così si butta via quasi tutta la sostanza politico-sociale e rimane solo un buon circo degli orrori che si ferma sapientemente giusto poco dopo aver iniziato a stancare.
La conclusione diventa la risposta ad una domanda in apertura del film: «Chi vorrebbe vivere in un mondo di caos e odio?». Una ragazza incinta. Mah, complimenti per l'ottimismo nonostante tutto.
Più convincente il monito di fondo: giovani state attenti alle possibili derive autoritaristiche che si insinuano con i leader sorridenti della neo destra europea.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 6 |
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 6 |