mercoledì 29 ottobre 2008

Hancock

Supereroe ubriacone senza senso etico, intrappolato nella sua veste di salvatore pubblico, Hancock può tutto ed è annoiato da tutto; la gente di Los Angeles non apprezza gli effetti collaterali delle sue operazioni che vengono realizzate con tale noncuranza da provocare quasi più danni che benefici.
Dopo l'ennesima lamentela un esperto di relazioni pubbliche tenterà di rimettere in sesto Hancock.
Ecco un altro supereroe, questa volta un po' svogliato, burbero e depresso, intrappolato in una condizione che lo vede aiutare gli altri come se fosse un atto dovuto, senza un sentimento o una ragion d'essere e considerato da chi lo circonda un “porta guai”; ovviamente solo fino a quando non avranno di nuovo bisogno di lui.
Il “risanamento” avviene secondo regole di società, o di spettacolo : ci vuole un brand, il costumino, il complimento forzato, politicamente corretto. Si tratta insomma di creare una buona immagine di sé, dato che è per quello che gli altri giudicheranno. Questo passaggio viene fatto in una maniera così naturale che il tentativo originale di spezzare lo schema del supereroe cede proprio in questo ordinario, e sistemico, percorso ri-educativo.
In Hancock manca un catalizzatore cattivo, l'antagonista, ma un paio di buoni colpi di scena sostengono il film che però nella parte finale muta atmosfera virando verso il dramma sentimentale franando un po'.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: