lunedì 5 maggio 2008

Crank

CrankLui è lo stesso di The Transporter, l'erede del Bruce Willis dei tempi d'oro, il duro solitario contro tutti che si piega ma non si spezza; lo scenario è “l'americanata”: inseguimenti, sparatorie e azione a ritmi forsennati. Ma questa volta l'accelerazione è giustificata, anzi indispensabile, una questione di vita o di morte, quella del protagonista.
Chev Chelios, killer professionista, è avvelenato con un intruglio cinese che inibisce qualche ricettore cerebrale e per rimanere vivo deve eccedere con l'afflusso di adrenalina altrimenti il cuore si ferma, e naturalmente trovare il tempo per vendicarsi.
Questo film è una mezza genialata, ironico, assurdo, ben girato e anche la sceneggiatura non sarebbe male se non ci fossero troppe pecche tipiche del genere: si preoccupano di far vedere il cambio di pistola per ovviare al classico “proiettili infiniti”, ma non si preoccupano di cellulari che resistono a tutto, ustioni che scompaiono e personaggi che invece compaiono improvvisamente al posto giusto, nel momento sbagliato.
Il riferimento ai mondo dei videogiochi (Grand Theft Auto in particolare) è evidente, confermato con titoli di inizio e di coda, e marca l'approccio con cui si deve guardare questo cult movie.
Nel finale si raggiunge l'apice dell'inconcepibile, ma si esplicita anche un certo “significato” che evidenzia come il cattivo non sia più solo una minaccia esterna, l'acerrimo nemico da sconfiggere, ma anche interna, una mancata scelta esistenziale che ora tocca il cuore: si corre, si corre e alla fine, quando ci si ferma, si pensa a quello che veramente si sarebbe voluto e si scopre che era rallentare, annusare il profumo di una rosa e stare con la propria amata. Dosi di epinefrina a parte.
Risate e sconcerto, dialoghi radical-trash, e regia dall'animo punk.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 6 | Sce: 6 | Fot: 7 | Son: 8 |

Qualcosa in comune con: