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martedì 29 agosto 2017

74^ Mostra di Venezia - I film in concorso

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A chiudere la stagione calda (quest'anno veramente troppo calda) del cinema, arriva puntuale la Mostra d'arte cinematografica di Venezia, che parte domani 30 agosto con la settantaquattresima edizione e terminerà il 9 settembre.
A capitanare la giuria che assegnerà il Leone d'Oro c'è l'attrice Annette Bening, mentre la madrina, quest'anno non c'è, c'è il padrino, ed è Alessandro Borghi giovane attore de "film romani" come Roma criminale, Suburra e Non essere cattivo.

Film in concorso a Venezia 74:

  • Human Flow di Ai Weiwei
  • Mother! di Darren Aronofsky
  • Suburbicon di George Clooney
  • The Shape of Water di Guillermo del Toro
  • L’Insulte di Ziad Doueiri
  • La Ville di Robert Guédiguian
  • Lean on Pete di Andrew Haigh
  • Mektoub: My Love – Canto Uno di Abdellative Kechiche
  • Jusque à la gard di Xavier Legrand
  • Ammore e malavita dei Manetti Bros.
  • Foxtrot di Samuel Maoz
  • Three Billboards outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
  • Downsizing di Alexander Payne
  • Jia Nan Hua di Vivian Qu
  • Una famiglia di Sebastiano Riso
  • First Reformed di Paul Schraeder
  • Sweet Country di Warwick Thornthon
  • The Leisure Seeker di Paolo Virzì
  • Ex Libris – The New York Library di Frederick Wiseman
  • Hannah di Andrea Pallaoro
Una prima considerazione da fare è che mentre quest'anno Cannes aveva snobbato i film italiani, Venezia ha scelto invece di fare il pieno, con ben quattro film nostrani, uno in più della scorsa edizione. Vedremo se questa volta riusciranno anche a portare a casa qualche premio considerato che quelli dell'anno scorso erano usciti a mani vuote.
Una seconda considerazione è sul sito della Mostra: brutto. Se in due minuti non sono riuscito a trovare un elenco completo dei film divisi per sezione vuol dire che qualcosa non va. Facilissimo trovare le immagini giganti di Paolo Baratta e Alberto Barbera, ma per informazioni sui film bisogna rovistare. Più facile scaricarsi la cartella stampa e leggersi i documenti offline.
Veniamo invece alle mie attese sui film in concorso:
Mother! di Darren Aronofsky, un regista che ho seguito fin dagli esordi con π - Teorema del Delirio (qualche tempo fa aveva pure retwittato il mio tweet con i suoi dvd che avevo fotografato per π day). La mamma è sempre la mamma, vedremo com'è quella del suo thriller psicologico.
- Suburbicon è diretto da George Clooney e sceneggiato dai fratelli Coen, sarà la solita commedia con un po' di mistero, ma alla fine si guarda sempre volentieri.
-  First Reformed mi pare d'aver capito che due persone (Ethan Hawke e Amanda Seyfried), dopo un lutto per uno, si avvicinano a una Chiesa che scoprono essere in combriccola con multinazionali poche etiche.
- The Leisure Seeker che probabilmente per noi diventerà "Ella & John" è il primo film di Virzì in terra straniera. Mi pareva brutto non mettere neanche un film italiano, considerata la quantità presente, e questo è quello che mi incuriosisce di più. Moglie e marito ottantenni scappano dalle medicine e vanno on the road da Boston alla Florida. Buon viaggio!

lunedì 31 luglio 2017

Canzoni da film su Spotify, 5 playlist

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Fra i servizi di musica in streaming on demand Spotify è molto probabilmente il più conosciuto in Italia, io a suo tempo ne avevo provati tre: oltre al già citato Spotify anche Rdio e Deezer.
Rdio era il mio preferito, ma poi ha chiuso in parte acquistato da Pandora (un altro servizio di streaming musicale al momento attivo solo in Usa, Australia e Nuova Zelanda). 
Spotify è quindi passato al primo posto nel mio occasionale ascolto di musica in streaming e qui sotto propongo cinque scalette di musica in stretto rapporto con il mondo del cinema.
Per usare Spotify bisogna iscriversi, se lo utilizzerete nella versione gratuita ogni tanto saranno presenti delle interruzioni pubblicitarie. Per ascoltare la musica potete usare le app tramite dispositivi mobile iOS e Android (attenzione al piano dati) oltre che via web player o tramite programma per Windows, Mac e Linux (derivate Debian).
Una volta creato il vostro account potrete anche salvare le playlist fra le vostre preferite. Buona visione, ah no, buon ascolto.

1. Una selezione di musica strumentale da vari film




2. 100 grandiose canzoni presenti nelle colonne sonore di film




3. Una selezione di canzoni di film scelta da NME




4. Playlist di musica classica nei film di Stanley Kubrick




5. Le canzoni delle colonne sonore dei film di Wes Anderson



mercoledì 7 giugno 2017

Mac Gyver - La nuova serie


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È tornato Mac Gyver, ma è una brutta notizia.
Avevo letto qualche mese fa di un certo Lucas Till che avrebbe preso la parte del mio amato Mac, il primo, il vero, quello made in anni ottanta: quello interpretato da Richard Dean Anderson.
Ebbene l'altro giorno il reboot di Mac Gyver era visibile in prima serata su Rai Due, mi sono perso la prima puntata, ma ho visto la seconda. Dopo due minuti avevo preso il mio coltellino svizzero e me lo ero infilzato sulla coscia.

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Il nuovo Mac Gyver interpretato da Lucas Till

Il nuovo Mac Gyver per chi ha amato l'originale è un'offesa, una presa in giro, però ho guardato tutta la puntata e alla fine ho notato che quello che mi aveva portato avanti nella visione era proprio il susseguirsi di assurdità e battute pessime. La sensazione che mi ha dato è come se avessero pensato di traslare le varie storielle esagerate che erano fiorite sul personaggio di Chuck Norris in una versione adattata per Mac Gyver e quindi ne avessero fatto la struttura su cui basare la nuova serie.

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Il vero unico orginale Mac Gyver interpretato da Richard Dean Anderson

Seguendo questa linea e guardare quindi al nuovo Mac Gyver facendo leva su una grande autoironia, potrebbe pure avere un senso. Il tono della nuova serie, per quel poco che ho visto, ha eliminato completamente la tensione di quella originale ed è invece ritmato dalla buffonaggine. Tanto per fare un esempio c'è un ferito con un proiettile nel polmone che viene salvato da Mac Gyver grazie ad un cric per auto utilizzato per divaricarne le costole...

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Al centro Riley Davis (interpretata da Tristin Mays)

Il problema è se si riesce a reggere la pagliacciata per più di una puntata, inoltre se l'intento alla base era veramente questa "revisione" forse sarebbe stato più onesto storpiarne il nome, come avevano fatto per il film MacGruber, o almeno aggiungere qualcosa per connotarlo e in tal caso, secondo me, poteva essere una buona idea chiamare la serie: Mac Gyver for dummies.