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sabato 24 ottobre 2015

Scrivere sceneggiature con Linux [Linux day 2015]

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Oggi è il Linux Day 2015. Pochi giorni fa era uscita la nuova versione di Ubuntu, la 15.10, e mi aveva fatto pensare al mio rapporto con il mondo del pinguino.
Ubuntu è stato il primo sistema operativo Linux che ho usato in modo stabile, in passato quando stavano per uscire le versioni nuove non vedevo l'ora di fare l'aggiornamento. Adesso non ho l'euforia dell'attesa, anzi, ho preferito rimanere fermo alla versione LTS di Ubuntu 14.04, ossia ben tre versioni indietro. 
Nonostante i miglioramenti delle varie distribuzioni che hanno reso sempre più user-friendly Linux, bisogna constatare che il suo utilizzo è relegato a una piccola nicchia nel vasto mondo del computer personali.
Pensare che è Linux a far girare il mondo informatico: installato nel 75% delle Borse mondiali, nel 95% dei super-computer e nei server di Google, Amazon, Facebook e Twitter, oltre ad essere alla base di tutti gli smartphone Android. Eppure è solo l'1,5% dei personal computer a utilizzarlo.
Anche se la mia passione è ridimensionata penso sempre che il mondo Linux con la sua libertà, sia fantastico e importantissimo; chi non lo conosce approfitti della giornata per farsi un'idea.
Io riesco pure quest'anno a collegare il mondo Linux con il cinema e propongo un programma per scrivere sceneggiature gratis.



Trelby


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Trelby è un programma open-source per scrivere sceneggiature, è stato creato da Osku Salerma e Anil Gulecha. È facile e intuitivo nelle sue funzioni essenziali, tramite l'uso del tasto invio e del tab si passa in un clic fra azioni, dialoghi e personaggi (consigliato leggere in 2 minuti la guida iniziale per capire come si comporta).
Può anche essere configurato secondo le proprie esigenze e in tal caso meglio leggersi il manuale.
  • Il programma contiene un database con 200.000 nomi da vari paesi come spunto per i personaggi.
  • Importa testi formattati con Final Draft XML (.fdx), Celtx (.celtx), Fountain (.fountain), Adobe Story (.astx) e Fade In Pro (.fadein).
  • Esporta in PDF, HTML, RTF, Final Draft XML (.fdx) e Fountain (.fountain).
  • È disponibile per Windows e per Linux.
I lati dolenti sono:
- Non c'è una versione per Mac OS X.
- È solo in lingua inglese.
- Non viene più sviluppato da anni. 

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sabato 3 ottobre 2015

Fumettology - Terza stagione


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Mi era sfuggito l'inizio della terza stagione di Fumettology, partito il 27 settembre, le puntate sono trasmesse in diretta ogni domenica verso le 13.15 su Rai 4, ma si possono recuperare on-demand in streaming sul portale di Rai.tv.
Le nuove puntate abbandonano i miti del fumetto e si concentrano sui protagonisti più attuali, dodici sono gli appuntamenti previsti, da 25 minuti l'uno. 
La prima puntata aveva come soggetto Giacomo Bevilacqua, domani ci sarà quella dedicata a The Walking Dead, seguiranno poi, in ordine sparso, una puntata dedicata a Saga, due puntate dedicate a disegnatori italiani che lavorano su testate americane (David Messina, Werther Dell’Edera, Emanuela Lupacchino, Carmine Di Giandomenico, Sara Pichelli,Valerio Schiti), due puntate per i fumetti italiani Dragonero e Lukas, le altre puntate saranno dedicate agli autori italiani LRNZ, Tuono Pettinato, Sio, Ratigher e Paolo Bacilieri.

domenica 20 settembre 2015

OPUS di Satoshi Kon

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Il regista Satoshi Kon era presto entrato fra i miei preferiti perché aveva unito due cose che mi piacciono: il genere d'animazione e la tematica di sogno/realtà, ricorrente in tutte le sue opere.
Il mondo dei sogni ha in me una duplice aspetto di repulsione-attrazione. Da un lato ho sempre cercato di allontanarlo e ridurlo perché il dormire sottrae tempo a quello che si vuole fare, dall'altro è il mio "mondo" preferito perché ho un'intensa attività onirica anche se, purtroppo o per fortuna, non si intreccia con la realtà come accade nelle opere di Kon.
Ma a Satoshi Kon sono anche molto affezionato perché ho sentito vicina la sua morte, avvenuta troppo presto, nel mezzo del cammin, per dirla a la Dante, di un male molto simile a quello che si era portato via un mio parente qualche mese prima. 
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I film di Satoshi Kon li ho visti tutti, compresa la bellissima serie Paranoia Agent, mentre l'altro versante delle sue creazioni, quello da cui proveniva, ossia i manga, mi mancavano. Ho quindi deciso di recuperare OPUS.
OPUS inizialmente era uscito a puntate, fra il 1995 e il 1996, nella rivista "Comic Guys", ma Kon aveva dovuto interrompere la collaborazione perché indaffarato nel realizzare il suo primo film: Perfect Blue.
Nel 2014 la Dark Horse Comics ha pensato bene di raccogliere quei lavori lasciati incompleti e allegarci anche le bozze delle tavole finali trovate, dopo la morte di Kon, dentro un cassetto.
Esiste anche una versione italiana, edita dalla Panini, che però è divisa in due volumi (1 - 2). Io ho letto la versione inglese.
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Anche su OPUS incontriamo una collisione fra il mondo immaginario e quello presunto reale, ma in questo caso si dilaga nel metadiscorso dell'autore e la sua opera. 
La storia vede un disegnatore di manga alle prese con le ultime tavole di "Resonance", la scadenza per la consegna è imminente, ma il compito si fa complicato e finirà per cadere dentro al suo mondo. 
Quel disegnatore è ovviamente una trasposizione di Satoshi Kon, anche se nel finale abbozzato scatta l'ulteriore livello meta con il disegnatore nel fumetto che inveisce contro il "suo" disegnatore, per l'appunto Kon, che si giustifica adducendo l'essere impegnato nella realizzazione del suo film, proprio com'era nella realtà (vedi vignetta più sotto).
Nell'albo la questione centrale è l'autore come dio dei suoi personaggi, con il dubbio che i personaggi acquisiscano una vita propria. Nella storia prevale l'azione, ma c'è spazio per quesiti esistenziali vorticosi sul rapporto fra il creatore e la sua arte, e quindi della sua responsabilità.
Insomma abbiamo un fumetto che parla di un fumetto realizzato da un disegnatore che diventerà regista che si domanda quanto della propria vita entri nella sua opera (come personaggi che prendono i tratti delle persone che conosce) e di come si trasferisca parte di sé nell'opera, un meccanismo che in qualche modo rende delle divinità.
Di fronte a questo creatore-dio i personaggi-persone potrebbero quindi avere un buon motivo per biasimare quello che questa entità superiore ha destinato per la loro vita. Tanto banale quanto profetico, considerato cosa aveva in serbo il destino per Kon; quanto insensato se si pensa che un grande "tessitore" non ci sia.