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domenica 30 agosto 2015

Da un'idea di J. J. Abrams ecco "S." o "La nave di Teseo" di V. M. Straka

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S. l’avevo adocchiato appena uscito nel 2013 e mi aveva incuriosito così tanto che mi ero salvato il link per l’acquisto anche se era disponibile solo in lingua inglese. Poi era caduto nell’oblio dei segnalibri e me n’ero dimenticato fino a quando non sono incappato ancora una volta sul libro, finalmente disponibile anche in italiano, e questa volta è scattato subito l’acquisto.
Questo libro ha due autori J. J. Abrams e Doug Dorst, J. J. Abrams è il famoso regista, sceneggiatore e produttore, lui è l’ideatore e Dorst lo scrittore. La particolarità di quest'opera è di essere realizzata per dare l'impressione di avere tra le mani un testo sottratto a una biblioteca: rotto il sigillo di S. troviamo il libro La nave di Teseo completamente annotato con appunti manuali e contenente degli allegati: foto, cartoline, ritagli di giornali, lettere, uno schizzo su un tovagliolo…
Oltre al racconto tradizionale, che sarebbe stato scritto dal misterioso V. M. Straka, c’è quindi una seconda trama, quella che vede Eric e Jen, gli “appuntatori” che si scambiano il libro, tentare di interpretare gli indizi nascosti nel testo per ricostruire la vera identità di Straka e contemporaneamente costruire una relazione. C’è quindi un ulteriore livello “meta” con noi che cerchiamo di capire cosa sia accaduto a Eric e Jen basandoci su quelle note.

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Come ho letto il libro
Dopo poche pagine di lettura mi sono domandato quale sarebbe stato il miglior modo per leggere il libro, le note a margine hanno tempi diversi (e quindi informazioni diverse) che si possono individuare in base ai colori:
• matita - prima lettura di Eric da solo
• penna nera (Eric) penna blu (Jen) - seconda lettura
• penna verde (Eric) penna arancione (Jen) - terza lettura
• penna rossa (Eric) penna viola (Jen) - quarta lettura
• penna nera (Eric & Jen insieme)
L’ideale sarebbe leggere tutto il libro ignorando, in un primo momento, le annotazioni e poi riprenderlo leggendo le note nell’ordine temporale; dedicargli quindi il tempo necessario senza intraprendere altre letture.
Io l'ho letto in modo lineare, fagocitando tutto nel momento in cui si presentava, è in contemporanea con altre sei o sette letture diverse e non proprio leggere, praticamente nel modo diametralmente opposto a quello che consiglierei di fare.

Prima sensazione
All’inizio mi piaceva molto, carico di aspettative e desideroso di capire come poteva materialmente avvenire uno dialogo a base di note a margine. Mi sono domandato se quel corsivo per una penna e maiuscolo per l’altra non fosse in realtà la stessa persona che fingeva di essere due. Non vedevo l'ora di giungere agli allegati e scoprire in che modo erano legati al testo o alle note.

A metà del libro
Ho cominciato a stancarmi nella lettura, le note diventavano una distrazione, creavano interruzioni continue, mi dava la sensazione di quando stai parlando con una persona o leggendo e qualcun altro si intromette interrompendo con un argomento diverso, poi riprendi a parlare o leggere avendo perso il filo del discorso ci metti qualche istante per riorganizzare le idee, quando finalmente ritrovi il punto ecco che si intromette di nuovo... Per questo consiglio un altro approccio alla sua lettura.

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Finito (spoiler minimo)
Sono arrivato alla fine con una grossa boccata un po’ forzata, non c'è una grande rivelazione sul testo principale e ce n'è una confusa sul meta-testo di quanto accaduto a Eric-Jen; chiuso il libro mi sono interrogato sulla validità dello stesso.
"La nave di Teseo" raffigura un noto paradosso filosofico sul concetto di identità e la storia principale de La nave di Teseo (libro) è tracciata sopra quello spunto con oggetto-soggetto, una nave, per l'appunto, e S. il personaggio principale. Seguono poi diramazioni, le più corpose sono la ricerca di un ruolo nel mondo e della donna da amare, e poi il valore della scrittura come "arma" di resistenza.
La storia a margine, quella di Eric, Jen e la loro indagine per scoprire l’identità di Straka, forse è l’aspetto che offre maggior interesse: ci sono codici da interpretare, ipotesi da fare, indizi da seguire. C’è chi ha preso il compito molto seriamente vedi il blog Who is Straka (testi in inglese) se volete approfondire vi rimando lì, io non credo che lo farò.
Secondo me il vero aspetto originale di S. più che i contenuti è il suo contenuto, ossia la vecchia rilegatura, le pagine ingiallite e profumate, le note a margine, gli allegati e l'alone di mistero (vedi l'idea guida di J. J. Abrams: La scatola dei misteri) che ne fanno praticamente un inno al libro come oggetto in antitesi con l'ebook (eppure è in vendita anche in digitale!). In conclusione, coniugando il Paradosso della nave di Teseo al libro, ci possiamo domandare:
Se a un libro togli la copertina, la carta, l'inchiostro, il profumo, la possibilità di scambiarlo con qualcuno, farcirlo di appunti colorati e foglietti, quello che ne rimane è ancora lo stesso libro?

lunedì 10 maggio 2010

Star Trek - Il futuro ha inizio

star trek la rinascitaIn malafede e seguendo l’esortazione “conosci il tuo nemico” (i trekkari) mi sono messo alla visione di questo film.
Premetto che non conosco bene il mondo di Star Trek, mai visto i precedenti dieci film, solo qualche puntata della serie tv classica e della nuova generazione, senza continuità, praticamente per sbaglio, però ne so abbastanza per riconoscere i personaggi e tuffarmi in questo blockbuster di J.J.Abrams con un piccolo salvagente.
In sostanza si narra la storia del giovane Kirk e del giovane Spock, i due personaggi principali della serie, il terrestre e il vulcaniano mezzo terrestre, entrambi “ribelli” in famiglia e con un modo di affrontare gli eventi diametralmente opposto: Kirk è uno spavaldo sicuro di sé subito pronto all’azione mentre Spock ha fatto il corso per controllare le emozioni, ponderare e quindi prendere le decisioni.
Con l'attacco di un'astronave di romulani le due anime vengono in contatto e si presenta una classica contrapposizione fra azione emotiva e azione logica, va da sé che le due personalità si trovino in un iniziale conflitto, ma le due posizioni, come un tao, si completano a vicenda e anche i nostri “nemici” di primo pelo sono destinati ad unire le “forze” e diventare amiconi.
Devo dire che il film mi ha stupito, l’ho trovato divertente, anche in certi aspetti involontari come quando alla domanda “chi è il bastardo con le orecchie a punta?”, ho subito esclamato “è Sylar!” (Spock è interpretato da Zachary Quinto, Sylar in Heroes). Pensare che poi c’è pure Demetri di Flash Forward che fa il pilota della Enterprise. Che ridere, doveva morire entro il 29 Aprile 2010 ed è ancora vivo nel XXIII secolo. Nel mio immaginario i personaggi delle serie tv rimangono attaccati ai loro attori come una ventosa.
Non finisce qui, c’è un’altra specialità nel cast: Spock da vecchio. Sapevo che doveva essere interpretato da Leonard Nimoy, il “vero” Spock originale, ed invece mi trovo davanti Toto Cotugno. Ovviamente scherzo, però queste sono state le mie reazioni alla prima vista dei vari personaggi.
Mettendo da parte questa ilarità, il film mi ha stupito, J.J. Abrams ha fatto sentire il suo tocco dando una tonalità giovanilistica alla storia con un percorso interessante nonostante tanta azione ed effetti speciali, a volte anche fini a se stessi (come ad esempio la scena dei mostri su Delta Vega). Nel complesso risulta coinvolgente e, secondo me, si sente qualche influenza di Star Wars.
Chissà se sarà piaciuto ai veri fan di Star Trek? Credo non troppo. Probabilmente già all'inizio, quando papà Kirk "telefona" alla moglie incinta del prossimo capitano Kirk per un ultimo saluto, avranno chiamato lo "Scott teletrasporto!".
\V/, e che la Forza sia con voi, trekkie.
Gradito
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 9 |