mercoledì 12 agosto 2009

Come Dio comanda

come dio comandaRino e Cristiano sono padre e figlio, il primo è un nazistello senza un lavoro fisso, con qualche problema di alcool e fitte improvvise di mal di testa, il secondo è un ragazzo introverso e solitario va a scuola ed è senza amici, solo una biondina sembra dargli un po' di corda. Rino invece un amico ce l'ha, si chiama Quattro Formaggi ed è un po' ritardato a causa di un incidente sul lavoro.
In una notte tempestosa tragici eventi faranno cambiare la vita dei personaggi.
Mi ero promesso di vedere il film dopo la lettura del libro da cui è tratto, ed eccomi qui. L'autore del libro è Ammaniti che seguo dalla sua prima pubblicazione e sentivo molto “mio”, poi l'ho visto diventare famoso e da snobbino, come sono, ho cominciato a prenderne le distanze mentre aumentava il suo successo popolare e mi veniva espropriato.
La trasposizione cinematografica taglia con l'accetta il racconto cartaceo, elimina alcuni personaggi e non ha il tempo per far crescere veramente quelli che mantiene; solo per Rino e in parte per Quattro Formaggi si riesce a montare una qualche evoluzione.
Se già il libro non mi aveva entusiasmato il film ha fatto peggio, fin dalle prime scene non mi ha convinto il montaggio e la regia, ma la prova autoriale è ancor più deludente: quasi sempre sopra le righe, molto teatrali, Timi risulta un po' meglio degli altri, ma anche lui eccede nelle gestualità e in “scenate”.
Salvatores sottolinea la connotazione del paesaggio, un Friuli freddo, desolato, che nasconde drammi sociali dove i disagiati sono abbandonati a sé stessi e dove gli unici ad avere la libertà sono i ricchi, mentre ai poveri e agli oppressi non rimane che Dio, un Dio indifferente o, forse, che infierisce proprio sui più deboli. Ma il caro Gabriele non riesce a coinvolgere nella sua evoluzione moderna della storia di un cappuccetto rosso con uno strano lupo cattivo e il “trucchetto” del motivetto ricorrente, "She’s the One" di Robbie Williams, per commuovere velocemente e artificiosamente l'ho trovato melenso e sgradevole.
Piacevole la veloce comparsa dei TARM in concerto, solo pochi secondi, e io uso poche altre parole per dare la mia sentenza: Salvatores non è riuscito a bissare il buon compito svolto con Io non ho paura.
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 4 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 5 |

Qualcosa in comune con: