
L'attesa non è vissuta con serenità e compaiono nella bambina alcuni sintomi compulsivi ed ossessivi, come lavarsi le mani fino a lacerarle.
I genitori iniziano e preoccuparsi, in particolare la madre vive la situazione con un senso di colpa perché sta scrivendo un saggio proprio sul classico di Lewis Carroll e crede di aver influenzato la figlia.
Phoebe ha la parte, ma i problemi continuano e i suoi comportamenti si fanno strani e incontrollati. La diagnosi sarà una Sindrome di Tourette.
Questa volta il Paese delle meraviglie offre uno spunto atipico, travalica il suo luogo ideale e si pone, più che per la sua intrinseca accezione fantastica, come estrinseca occasione per manifestare un reale disagio.
I personaggi dell'immaginazione confondono le percezioni della piccola Phoebe, e il Paese delle meraviglie, metafora di come viene percepito il mondo nel periodo della crescita ossia attira e incuriosisce, e allo stesso tempo crea incognite e incomprensione perché non lo si conosce, diventa sia una spazio dove la bambina può esprimersi e sentirsi a suo agio "recitandolo", ma anche l'espressione del disagio quando si ritrova a "viverlo".
Ecco quindi un versione di Alice per adulti, dove la fantasia è sovrastata dalla tensione drammatica e la vivacità dell'immaginazione posta davanti alla triste concretezza della vita. Oltre a questa duplice posizione se ne riscontra un'altra nell'approccio con cui viene affrontato il problema della bambina: da una parte gli uomini (padre, direttore) si rivelano poco pazienti ed incapaci, dall'altra le donne (madre, insegnante) riescono a spingersi oltre per cercare di capire e accogliere la "diversità".
Bravissima Elle Fanning (la sorella di Dakota) nella parte di Phoebe: un Alice ansiosa ed emotiva che dopo essere saltata nella tana del Bianconiglio dovrà fare i conti con il mondo reale.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 9 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |
| Reg: 7 | Rec: 9 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |