sabato 28 marzo 2009

L'angelo sterminatore

L'angelo sterminatoreDopo essere stato a teatro un gruppo dell'alta borghesia si riunisce per cenare e passare la serata insieme, intanto la servitù si affretta inspiegabilmente ad abbandonare la casa.
Le ore passano, si fa tardi, ma nessuno riesce più a varcare la soglia del salone in cui si trovano per andarsene. Una forza misteriosa li bloccherà per giorni.
Ecco l'apocalisse di Buñuel, il suo angelo sterminatore cade sulla borghesia e i prigionieri del salotto pian piano sono costretti a togliersi i vestiti, gettare la maschera e svelarsi per quello che sono. Bruciano gli oggetti che li caratterizzano, la mobilia d'antiquariato, i quadri, ma ad essere intaccato non è solo il lato materiale, anche il presunto nobile spirito sfuma in fretta.
Le convenzioni sociali che contraddistinguono il ceto borghese si sfaldano fino a riportarlo al livello delle bestie; ma allora tutta quell'aura era solo apparenza frivola, un qualcosa che può addirittura essere smascherato dentro un'unica grande stanza.
Nella bizzarra situazione un oggetto riveste un'importanza centrale: l'armadio diviso in tre ante che raffigurano immagini sacre. Nella loro permanenza forzata ogni scompartimento avrà un utilizzo dissacrante rispetto a quello per cui era stato concepito.
Nel frattempo qualcosa accade anche fuori dalla villa dove le autorità vorrebbero entrare ma non ci riescono. Nonostante il loro atteggiamento e la presunzione di essere i detentori del potere, non riescono a far nulla perché è la borghesia a dettare legge; non gli rimane che aspettare.
A sbloccare la situazione è la valchiria, la vergine, che con fatti e parole ricrea la fiducia necessaria per varcare la soglia. La borghesia può ricomporsi, torna alla condizione iniziale e finalmente la maledizione cessa. Ma non è finita.
Se fossero usciti da quello stato surreale avevano promesso di celebrare una cerimonia. Detto, fatto: nemmeno dalla chiesa riusciranno ad uscire.
Insomma anche la chiesa, a pari della borghesia, diventa un elemento che merita d'essere “epurato”.
Buñuel decostruisce le situazioni e la morale, eliminandone la scorza superficiale e mettendo in dubbio l'ordine precostituito. Tutte le domande che ci si pone guardando il film nei suoi eventi stranianti, sono domande che portano ad interrogarsi sulla condizione reale e su quella costruita di esseri umani.
Estasiato
| reVisione dal passato |

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