venerdì 27 febbraio 2009

RocknRolla

RocknRollaPiccoli screzi nella malavita londinese fomentati dall'arrivo dell'imprenditore russo di turno che vorrebbe costruire, ma per le licenze serve un nulla osta che può essere concesso in fretta solo grazie a Lenny Cole, il boss della zona, e al politico corrotto che tiene sotto controllo.
Valige di denaro iniziano a girare e a sparire, i pesci piccoli non stanno a guardare.
Il regista Guy Ritchie si ricorda per Lock and Stock e The Snatch e direi che è meglio ricordarlo per quelli. Il suo stile è quello di mescolare tanti personaggi e ingarbugliare gli eventi con equivoci, usando dialoghi d'effetto fra pulp e british humour. Anche questa volta segue la linea, mentre una voce fuori campo ci accompagna fino ad un certo punto del film per agevolarci l'incontro con i personaggi.
Il compito di mantenere il ritmo è lasciato in gran parte solo alla musica di sottofondo, e poche volte esce da questo limite. Una scena degna di nota è quella con il buttafuori del locale quando le note di Rock'n'roll Queen dei The Subways (mio tormentone dell'estate di qualche anno fa) finalmente si amalgamano con regia e montaggio per un buon pestaggio d'effetto.
Se vi state domandando chi sia il RocknRolla del titolo, in un film di malviventi, la risposta è che si tratta di uno stile di vita, ma un rocker c'è, è un certo Johnny Quid, figlio del boss, che forte del luogo comune che vuole una rockstar valere più da morta che da viva, si è ritirato dalla scena e occupa il tempo filosofeggiando nei fumi della droga. Per quanto?
Si arriva alla fine del film con la matassa dipanata, ma quello che viene da dire è solo un:“e va beh”. Le aspettative sono deluse, almeno c'è una bella colonna sonora.
Sgradito
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: