sabato 10 gennaio 2009

Il Divo

Il DivoI primi anni Novanta sono stati per l'Italia un periodo politicamente movimentato che delineò la fine della Prima Repubblica. Uno dei protagonisti di quel tempo è sicuramente Giulio Andreotti di cui seguiamo gli ultimi mesi di vita politica “in prima linea”: dal settimo governo al processo per associazione mafiosa.
Questo film sul declino e resistenza dell'highlander della politica italiana (oggi, nonostante tutto, è senatore a vita) mi conferma Paolo Sorrentino come uno dei migliori registi contemporanei italiani e, probabilmente, il mio preferito.
La dimensione che crea è molto artistica, a tratti surreale, riuscendo a ridimensionare e smorzare il lato politico puntando il riflettore anche sul lato "umano" del politico. La prepotenza della musica, ormai un elemento stilistico del regista, avvolge le vicende in un vortice dove la macchina da presa è spesso in movimento, al centro solo Andreotti sembra fermo, solido, monolitico: un monumento vivente.
Fucilate di aforismi accompagnano le fumose vicende del Divo orgoglioso di "non avere vizi minori", tormentato da un'emicrania lancinante e preoccupato che il Tedax non esca dal prontuario dei farmaci. Andreotti è cinico pure nel privato e anche con la moglie, ma com'è tenera la scena in cui le stringe la mano mentre alla tv suonano "i migliori anni della nostra vita" e noi ci rendiamo conto che quelli erano gli anni in cui affioravano alcuni lineamenti della "cultura" politica italiana.
La posizione che emerge di Andreotti è ben espressa nelle sue parole: "Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese; per troppi anni il potere sono stato io". L'Andreotti di Sorrentino si sente dunque legittimato anche nel suo lato oscuro d'azione, lui ha un mandato, un mandato divino e "bisogna amare tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa" e lo sa anche Giulio.
La realtà storico-politica del tempo era complessa con forze antagoniste che miravano e minavano lo Stato (brigatisti, terroristi di destra, democristiani, mafiosi, P2), sono stati anni difficili, e l'azione attuata da Andreotti sembra essere volta a far andare la risultante di quelle forze in una certa direzione e permettere a lui di acquistare potere con il sogno, irrealizzato, di raggiungere anche il Quirinale.
Molto probabilmente Machiavelli avrebbe fatto i complimenti al politico Giulio Andreotti che affronterà stoico anche i processi, io preferisco fare i complimenti a Sorrentino e al sempre bravissimo Toni Servillo.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

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