lunedì 10 novembre 2008

Candidato maledetto (Homecoming)

Le elezioni presidenziali americane sono imminenti e uno dei consiglieri della campagna elettorale repubblicana proclama in una diretta televisiva la “bontà” dell'ultima guerra, arrivando a proferire che se suo fratello, presunto morto in battaglia, potesse tornare in vita, direbbe d'esser morto per una giusta causa.
Dopo qualche giorno i soldati deceduti in Iraq tornano veramente in vita, ma non sono i soliti zombie rimbambiti: hanno un anima, una memoria e un desiderio.
Altro episodio della serie Masters of Horror, questa volta alla regia c'è Joe Dante che gira un mediometraggio sincero fin dall'inizio, schierandosi apertamente e addirittura presentando già nei primi minuti la conclusione delle vicende che vedremo.
Il tocco di originalità sta nel trasformare l'idea dello zombie come corpo privo di contenuto in un soggetto carico di “vissuto storico” in grado di poter esprimere una coscienza con maggior cognizione di causa: gli zombie non vogliono cibarsi dei vivi bensì andare a votare.
In un primo momento i repubblicani pensano di volgere lo strano fenomeno a loro favore (“il voto dei militari è da sempre un voto nostro”), ma l'intenzione dei re-vivi è un'altra (“come mai tutti quelli tornati in vita non votano più per noi?”) ossia evitare che altri debbano essere uccisi per una bugia (perché ora conoscono la verità).
Le cose non andranno per il meglio perché dopo la votazione rimane una questione cruciale: chi conta i voti!
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |

Qualcosa in comune con: