domenica 24 agosto 2008

La città proibita

La città proibitaVicende da Beautiful al palazzo dell'imperatore, la festa dei crisantemi dedicata alla famiglia e alla sua solidità sarà un fallimento, anzi peggio.
L'imperatrice viene avvelenata dal consorte, intanto lei ha un relazione con il figlio di prima moglie di lui e trama per far abdicare l'imperatore in favore del suo figlio prediletto, ma c'è anche una concubina, la ex che ritorna, il fratello più giovane che s'arrabbia, il figlio-amante-figliastro che rimane ferito, in tutti i sensi... come dicevo, una trama da telenovela.
La prima parte del film, tutta interna al coloratissimo e sfarzosissimo palazzo, ha un stile da dramma teatrale, mi è piaciuta e mi è sembrata più equilibrata rispetto alla seconda parte dove l'esigenza artistica prende il sopravvento e inizia l'azione.
Dopo un epico scontro frontale fra due eserciti miriadi di persone affluiscono a più riprese nei cortili del palazzo ripulendoli dai cadaveri e ridecorando tutto per la festa dei crisantemi; tante persone, tante fino a straripare come i corsetti delle protagoniste costrette in un ruolo di donne sottomesse al potere maschilista.
Alla fine si hanno un po' di giramenti, ma si riconosce lo stesso la bravura di Gong Li nell'impersonare l'imperatrice ribelle, donna libera, che prova a minare l'ordine, anche se la lezione sarà chiara e l'unica cosa che rimane da fare è “onorare l'imperatore”.
Zhang Yimou ha ormai abbandonato da tempo i film che descrivevano la realtà ordinaria della sua terra (La storia di Qiu Ju, Nessuno di meno, La strada verso casa) per passare a questi spettacolari e più redditizi wuxia che celebrano il lato storico del suo paese e rendono lampante il perché sia stato designato per la regia delle cerimonie delle Olimpiadi di Pechino: abile e pomposo regista sempre più filo governativo.
Gradito
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 7 |

Qualcosa in comune con: