venerdì 29 agosto 2008

I film in concorso alla 65 Mostra di Venezia

I film in concorsoSemiserio commento ai film in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che si svolge al Lido di Venezia dal 27 agosto al 6 settembre.
  • Darren Aronofsky, “The Wrestler”: Pi greco mi fulminò, c'era tanto di me in quel film, lo vidi anche con cari amici; ora il regista si dà al wrestling che sopporto a malapena, peccato.
  • Guillermo Arriaga, “The Burning Plain”: Arriaga? mai sentito.
  • Pupi Avati, “Il papà di Giovanna”: mah, Avati è un pezzettino di storia del cinema italiano, io fra i suoi film ho visto solo “Quando arrivano le ragazze” e mi domandavo “quando arriva la fine?”.
  • Marco Bechis, “BirdWatchers”: il classico gemellaggio Italia-Argentina di Bechis si allarga al Brasile per temi impegnati e di solito drammatici.
  • Patrick Mario Bernard, Pierre Trividic “L'autre”: i film francesi si guardano comunque.
  • Kathryn Bigelow, “Hurt Locker”: me lo ricordo per “Strange days”, ma qui siamo in Iraq.
  • Pappi Corsicato, “Il seme della discordia”: non so.
  • Jonatham Demme, “Rachel getting Married”: una modella ex-tossicodipendente al matrimonio della sorella; potrebbe essere una bella acida commedia o una schifezza.
  • Haile Gerima, “Teza”: studiare per poi tornare in Etiopia e far del bene al proprio paese in 140 minuti circa. Pesantino?
  • Aleksey German Jr., “Paper Soldier”: arrivano i russi e nel contemporaneo fanno paura.
  • Semih Kaplanoglu, “Sut”: oh mamma, arrivano anche li turchi!
  • Takeshi Kitano, “Achille e la tartaruga”: grande Kitano per un certo periodo del mio primo tempo cinefilo mi ero un po' fissato sul suo cinema.
  • Hayao Miyazaki, “Ponyi on Cliff by the Sea”: tutti i film di Miyazaki che ho visto mi sono piaciuti, volete che deluda proprio questa volta?
  • Amir Naderi, “Vrgas: based on a True Story”: il problema è solo nel “una storia vera”?
  • Oshii Mamoru “The Sky Crawlers”: tra guerra e immaginazione potrebbe non essere male.
  • Ferzan Ozpetek, “Un giorno perfetto”: a me non invoglia molto il suo cinema, ma dicono sia bravo.
  • Christian Petzold, “Jerichow”: boh
  • Narbet Schroeder, “Inju, la Bête dans l'Ombre”: i film francesi si guardano comunque.
  • Werner Schroeter, “Nuit de chien”: il regista è cugino del precedente?
  • Tariq Teguia “Gabbla”: altri 140 minuti e in mano ad un fotografo potrebbero essere pallosissimi.
  • Yu Lik-wai “Plastic City”: gangster orientali in Brasile e c'è uno che si chiama Tetsuo, direi carino.
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