
Allora Rendy cosa può fare?
Difficile rimanere sintetici con un film che appare semplice ed essenziale come un classico film del talento “sportivo” giunto alla fine dei suoi tempi e invece cela anche considerazioni sul mondo americano, e quindi occidentale. E' la società dell'immagine, la società dello spettacolo, ad essere presa di mira: l'intrattenimento e le sue dinamiche.
Difficile è anche immaginarsi Aronofsky dietro la macchina da presa di questo film, conoscendo i suoi precedenti, eppure se la mette in spalla e segue il suo personaggio, segue, non precede, non lo attende. E' una regia sul corpo, che vuole registrare la “passione” – sportiva e cristologica – con uno stile realistico e artificioso allo stesso tempo.
L'Ariete dopo un incontro è colpito da un infarto, ma il suo cuore deve ancora essere veramente e definitivamente rotto, non sapendolo si rialza e prova a recuperare un centro per la sua esistenza. Segue il consiglio del dottore che lo ragguaglia sul fatto che il suo cuore ha sofferto parecchio e ora dovrebbe prendersene cura; Randy decide di provare a riallacciare i rapporti con la figlia e conquistare Pam, la spogliarellista Cassidy (che come lui si guadagna da vivere esibendo il suo corpo, è un po' fuori età e ha un nome d'arte e quindi una doppia, problematica, identità).
Le cose non sono semplici, non basta volere, Randy si illude, spera, ma la figlia gli dirà in faccia la verità: si è rotto tutto, per sempre. Non rimane che tornare ad essere l'Ariete, quello che gli altri vogliono e l'unica cosa che lo faccia sentire apprezzato dando un senso alla sua vita.
Randy è l'emblema di una nazione, nel passato ha battuto Sputnik (i russi), di recente ha battuto un pseudo punk (gli anarchici) ora ha perso il cuore e può solo “mostrarsi”, fino al prossimo incontro revival che lo vede opposto all'Ayatollah (gli iraniani). Il pubblico è pronto ad esaltarsi per una bandiera spezzata ed è completamente disinteressato a quello che è veramente rotto, mentre Randy vorrebbe poter essere quello che è, una persona fragile dentro un corpo muscoloso e martoriato, ma la gente esige l'apparenza, desidera il corpo non l'anima, vuole la pornografia (come per la spogliarellista).
Randy è un povero Cristo che dopo la sua passione – le ferite del corpo si rimarginano mentre quelle dello spirito sono sempre laceranti e sembra non cicatrizzino mai – dà vita al suo “sacrificio”. Un sacrificio che è una condanna, con una duplice pena: quella della vittoria della sua maschera, e quindi del suo personaggio, consacrando la solitudine del suo io, e quella dovuta al fatto che il suo gesto non verrà capito da quel pubblico che acclama la “botta d'ariete” mentre è l'ultimo colpo di un cuore spezzato.
Mickey Rourke incarna splendidamente quel wrestler e il finale mi ha emozionato come non succedeva da tempo. Allora mi diventa semplice apprezzare questo ansimante, drammatico, struggente film.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 9 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 9 |
| Reg: 8 | Rec: 9 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 9 |