mercoledì 13 agosto 2008

E morì con un felafel in mano

E morì con un felafel in manoDanny si è laureato in lettere e sogna di diventare scrittore ma è ormai alla soglia dei trent'anni senza aver prodotto nulla; continuamente costretto a fuggire dalle sue convivenze, passa da un appartamento all'altro e da una città all'altra senza trovare pace.
Noi lo seguiamo alle prese con amici pazzoidi e con grottesche vicende dalla convivenza numero quarantasette fino alla quarantanovesima, quando la disperazione esploderà e, dopo la morte preannunciata dal titolo, Danny darà una sterzata alla sua vita.
Film strutturato a schede, corrispondenti a varie finestre della vita assurda e depressa di un giovane che diventa l'emblema di una generazione che non riesce a trovare una rotta.
Una generazione particolare, alternativa e borghese, che ama la letteratura e che riconosce la ricchezza della cultura, ma che ne sente anche la pesantezza: "tutto è già stato vissuto".
Danny, ad ogni trasloco, stacca le foto appese alla parete per poi riattaccarle nel nuovo appartamento, cerca di mettere in ordine, trovare un senso ai frammenti della sua vita e ogni trasloco diventa l'occasione per una nuova speranza. Arriva però il momento dello scoppio, con la preoccupazione di giungere ad un giorno in cui ti domandi che fine abbia fatto la tua vita. Danny getta la spugna e anche l'affezionata macchina da scrivere, il mondo "alternativo" collassa e in una cerimonia se ne bruciano i simboli.
Al nostro protagonista non rimane che entrare nel sistema, scrivere racconti per Playboy e progettare un futuro con la donna amata.
Film tratto da un libro di John Birmingham.
Deliziato
| reVisione dal passato |

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